I Caleidoscopi
5 Gennaio 2010
Quand'ero bambina adoravo i caleidoscopi, passavo interi pomeriggi con l'occhio fisso sulla lente rigirando tra le mani quel tubicino di cartone, con l'incanto del poter vedere tutti quei colori prendere una forma sempre nuova e perfetta, con l'innocente libertà del potermi perdere tra tutti quei piccoli mosaici creati da un semplicissimo movimento delle dita. Ero assuefatta così tanto da quel cilindro magico, che se non lo avevo con me, cercavo di ricreare lo stesso effetto con il mio corpo, iniziavo a stropicciarmi gli occhi chiusi fino al limite del dolore: per me era inspiegabile che al di sotto delle mie palpebre potessi vedere dei frammenti di luce e minuscoli puntini colorati muoversi proprio dentro ai miei occhi. Usavo i bulbi oculari come centrifuga, due caleidoscopi simultanei che nessuno poteva togliermi e dentro cui potevo rifugiarmi ogni qual volta lo desideravo. Non so bene cosa provocasse in me quel gioco, credo mi donasse serenità poter vedere combaciare ogni frammento di vetro, poter constatare che nell'insieme anche i colori più diversi potessero creare qualcosa di unico e di spettacolare e poco importava se quella magia era merito soltanto di alcuni fasci di luce filtrati dalle mie palpebre, per me era semplicemente meraviglioso.
Penso che ora vorrei avere ancora quei due caleidoscopi negli occhi, vorrei poter ancora credere che la vita sia composta da milioni di sfaccettature multicolore perfettamente incastrabili le une nelle altre, vorrei che la mia vita iniziasse ad essere come quella ghiera, che girando nel verso corretto possa portare a creare qualcosa di unico, qualcosa che valga la pena di essere visto e vissuto, vorrei poter credere che ogni cosa prima o poi tornerà al posto giusto; che i frammenti di ogni persona importante che ho abbandonato o allontanato tornino a combaciare con i miei, vorrei poter credere che il mio destino non abbia solo una prospettiva, vorrei poter gioire delle piccole cose, vorrei poter avere una visione chiara, ordinata e precisa della mia strada, vorrei poter credere che qualcosa di magico possa ancora accadere, anche solo per un misero istante, anche se soltanto dentro al mio sguardo…












