Invisible Cities, Italo Calvino
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Invisible Cities, Italo Calvino
“Mi sembra che il linguaggio venga sempre usato in modo approssimativo, casuale, sbadato, e ne provo un fastidio intollerabile. Non si creda che questa mia reazione corrisponda a un’intolleranza per il prossimo: il fastidio peggiore lo provo sentendo parlare me stesso. Per questo cerco di parlare il meno possibile, e se preferisco scrivere è perché scrivendo posso correggere ogni frase tante volte quanto è necessario per arrivare non dico a essere soddisfatto delle mie parole, ma almeno a eliminare le ragioni d’insoddisfazione di cui posso rendermi conto.”
Italo Calvino, “Lezioni americane”.
“Quando c’è una bella notte stellata, il signor Palomar dice: ‘Devo andare a guardare le stelle’. Dice proprio ‘Devo’, perché odia gli sprechi e pensa che non sia giusto sprecare tutta quella quantità di stelle che gli viene messa a disposizione“.
(Italo Calvino, “Palomar”)
Calvino does this fascinating thing in the Our Ancestors trilogy where the plot the book appears to be building to is resolved quickly and with little ceremony, and the setup was the point. The climax of any chivalric romance would be the rescue of the maiden, but in The Nonexistent Knight, he squeezes most of Agilulf’s journey and the rescue into a 9 page chapter. The culmination of Cosimo’s love for Viola is a rekindling and intense love, but then ended by misunderstandings. More weight is put on his vanishing into the clouds than what would be the climax in anything else. The duel between the good half and bad half of Medardo in The Cloven Viscount barely lasts half a page, and I think it’s so interesting how he eschews this formality of literature in order to put emphasis on what came before and the seemingly unimportant in the story.
Il fatto che mi basti poco per essere felice non significa che mi accontenti delle briciole. Altrimenti sarei un criceto.
- Italo Calvino
domanda retorica?
Lettore e Lettrice, se sarete insieme, se vi coricherete nello stesso letto come una coppia assestata, ognuno accenderà la lampada al suo capezzale e sprofonderà nel suo libro; due letture parallele accompagneranno l'approssimarsi del sonno; prima tu poi tu spegnerete la luce; reduci da universi separati, vi ritroverete fugacemente nel buio dove tutte le lontananze si cancellano, prima che sogni divergenti vi trascinino ancora tu da una parte e tu dall'altra. Ma non ironizzate su questa prospettiva d'armonia coniugale: quale immagine di coppia più fortunata sapreste contrapporle? da I. Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore
Invisible Cities by Italo Calvino