La mancanza cos'è? Di preciso non lo sò, penso sia un piccolo castello di idee belle, che ad un certo punto viene giù lasciandoti quel vuoto e quella nebbia che ti confonde. In effetti se è nuvoloso non riusciamo a vedere "chiaro". La mancanza è un sogno ricorrente che si disimpara piano piano, per proteggerci del semplice fatto che non vogliamo accettare che sia un illusione "bella", ma pur sempre un illusione. La mancanza è un solletico alla pancia che ricorrentemente si attacca al magico e "incantato" mondo del ricordo. Si, quello dove un'idea non muore mai. Dove le delusioni approdano e dove ogni immagina è nitida a tal punto da farti scendere una lacrima, "una lacrima di nostalgia". L'essere umano per natura non accetta subito il fatto di dimenticare o di scegliere qualcosa che poi si rivela una realtà diversa da come l'aveva immaginata.
La mancanza è un sospiro carico di momenti e giorni "perfetti. La mancanza è una canzone che risuona in testa, ma non è un suono è l'immagine, il tempo, il cortometraggio di un" sorriso" di un presentimento erroneamente giusto. La mancanza è il tramonto sul mare che vedi il 4 settembre, che ti catapulta nell'autunno. La mancanza è quella pioggia che batte sul cervello ravvivando il ricordo di una stella anche nel temporale. La mancanza è un libro che apri poche volte, ma quando lo sfogli trovi sempre troppe parole che potresti riscrivere meglio. La. Mancanza è il desiderio di riavere qualcosa, anche se sbagliata, anche se ti ha ucciso, ti ha smembrato e ti ha lasciato mancante di "qualcosa" che pensavi potessi non farne a meno. La mancanza è un sassolino nella scarpa che preme sul mignolo in maniera quasi insopportabile un po'come quando d'estate ti riavvolgi nel letto per il caldo o dopo una cena troppo pesante. La mancanza è il treno che passa davanti a te dopo un minuto che sei arrivato in ritardo. Lo guardi mentre se ne va sapendo che, nonostante tutto, troverai un altro treno. Il mondo è fatto di partenze e di ritorni. Spesso la partenza non è mai una fine, ma l'inizio di un nuovo viaggio. La mancanza in fondo, rimane tale perché è bello credere nell'utopia di un "se" o nella perfezione di un "forse" e questo rimane l'arma più potente per sconfiggere quel solletico e quella voglia matta di dover sistemare il mondo quando in un certo senso è apposto, solo che ancora non lo hai capito.
La mancanza è tutto o niente,ma pur sempre un sentimento e come tale non ha bisogno di spiegazioni, è giusto anche se giusto rimangono due parole con funzioni diverse.