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Vorrei che fosse semplice come per gli altri, invece io mi sento sempre fuori posto, come chiusa in una bolla da cui difficilmente riesco ad uscire. Alle volte mi chiedo cosa ci faccio in mezzo a loro e il perché mi senta tanto diversa, con un cervello che è in grado principalmente di pensare a problemi su problemi, alcuni dei quali non lo competono minimamente, e che non riesce quasi mai a chiedere aiuto. Che complicata la tua testa Cordelia, come mai sei uscita fuori così?
Lui aveva una casa.
Aveva una donna che lo amava.
Aveva la calma, la tenerezza, la certezza.
Ma preferì l’orgoglio.
Preferì il silenzio.
Preferì i giochi, le scuse, le uscite senza ritorno.
Non fu lei a rompere le finestre, fu lui con la sua indifferenza.
Non fu lei a danneggiare le fondamenta, fu lui con le sue bugie.
Non fu lei ad andarsene… fu lui, anche se continuava a dormire nello stesso letto.
E il peggio non è che se ne andò.
Il peggio… è che distrusse tutto prima di andarsene.
Perché ci sono uomini così:
Che invece di riparare… rompono.
Che invece di lottare… si arrendono.
Che invece di parlare… tacciono.
Ho bisogno di un po' tanta pace nella mia anima
(〒﹏〒)
“Quindi se trovi una persona che resta
nonostante i tuoi errori,
i tuoi pianti,
le tue giornate no,
le tue lamentele,
le tue crisi,
tienila stretta perché, fidati,
una persona che resta vale più
di tutto l’oro di questo mondo.”
Da “Un raggio di speranza” di Mattia Abbamonte
Ogni volta che voglio bene a qualcuno mi si spezza il cuore.
Anche oggi muoio un po’ di dolore.
É un dolore che non si può spiegare...
Come si può andare avanti così ?
Sono una buona amica. Ascolto sempre , sono leale, mantengo segreti e promesse, dò consigli, asciugo lacrime, faccio ridere, difendo e combatto.
Ho anche dei difetti ovviamente, ma ci sono sempre, per tutto e tutti. Sono sempre fottutamente qui, non importa cosa possa accadere, io ci sarò, fino alla fine. E guardatemi, sono a pezzi. Dò tanto, troppo e finisco in pezzi. Finisco sempre a dire “no, non ti preoccupare, passerà”.
Parlo con le persone e mi sembra di non sentire niente. Gli unici momenti in cui avrei davvero bisogno di una maledettissima persona accanto, di qualcuno che si prenda seriamente cura di me, non sento nessuno. Nessuno mi difende, nessuno mi dice anche solo uno stracazzo di “mi dispiace” che non sia per pena. Ci sono solo io e i miei cazzo di pensieri perché, giustamente, ognuno ha la propria vita. Funziona così. Ma io sono a pezzi e questo non riesco a perdonarmelo e a perdonarvelo. A parti inverse sarei pronta con la colla per rimettere ogni vostro pezzo al suo posto e io, invece, non ricevo nemmeno risposte ai messaggi. Sono mesi che vi dico “non ce la faccio più” eppure non è cambiato niente, non avete mosso un dito in più.
Sarà ora che vi salviate da soli, io getto la spugna.