Stamattina, mercoledì 15 aprile, alcuni distributori di carburante di Favara hanno registrato lunghe file di automobilisti, accorsi in gran numero per fare rifornimento nel timore di una prossima penuria. La preoccupazione dei favaresi nasce direttamente dallo sciopero degli autotrasportatori siciliani, scattato dalla mezzanotte di lunedì 14 aprile e destinato a proseguire fino a venerdì 18 aprile. Il blocco degli autotrasportatori siciliani sta paralizzando il sistema logistico dell'isola, con conseguenze che già si avvertono nella vita quotidiana dei cittadini.
La protesta, proclamata dal Comitato Trasportatori Siciliani, coinvolge l'intero sistema logistico dell'isola, con effetti particolarmente pesanti nei porti commerciali, dove si è bloccato il carico e lo scarico dei semirimorchi dalle navi. Secondo gli organizzatori, circa il 90% delle imprese del settore ha aderito alla mobilitazione. Non si registrano, invece, blocchi stradali né presidi lungo le arterie principali.
Il blocco degli autotrasportatori siciliani e le ragioni della protesta
Salvatore Bella, segretario del Comitato Trasportatori Siciliani, ha spiegato che l'obiettivo è non rifornire la grande distribuzione alimentare fino a quando non arriveranno impegni scritti dal governo nazionale. Pertanto, la grande distribuzione organizzata è già in stato di allerta. Il segretario ha avvertito che i supermercati dispongono di un'autonomia di tre o quattro giorni: dopodiché, in assenza di una soluzione, gli scaffali potrebbero restare vuoti.
Le ragioni della protesta affondano le radici in una crisi economica strutturale del settore. Bella ha sottolineato che ogni viaggio costa circa 400 euro in più rispetto al passato, poiché le compagnie di navigazione hanno trasferito sugli autotrasportatori l'aumento dei costi ambientali. A questo si aggiunge, inoltre, il rincaro generalizzato dei carburanti. Le imprese siciliane lamentano una disparità di trattamento rispetto al resto d'Italia e denunciano fenomeni speculativi sui prezzi.
La risposta della Regione e il rischio di un blocco nazionale
Sul fronte istituzionale, la Regione Siciliana ha annunciato misure di sostegno economico. Il presidente Renato Schifani ha predisposto un emendamento da 25 milioni di euro per fronteggiare la crisi del caro carburante, esteso anche ai comparti dell'agricoltura e della pesca. Tuttavia, il segretario Bella ha chiarito che il fermo rimane confermato, poiché i problemi del settore possono trovare soluzione soltanto attraverso un intervento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La tensione, dunque, non riguarda soltanto la Sicilia. Unatras, il coordinamento unitario delle associazioni nazionali dell'autotrasporto, ha indetto assemblee in cento piazze italiane e venerdì 17 aprile il suo Comitato esecutivo nazionale deciderà se avviare formalmente le procedure per un fermo su scala nazionale. Di conseguenza, il rischio di una paralisi più ampia appare concreto. A Favara, come nel resto della Sicilia, i cittadini osservano con crescente preoccupazione l'evoluzione della situazione, sperando in una soluzione rapida che scongiuri disagi più seri nei prossimi giorni.
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