Suggerimento escursionistico a tasso di sovraffollamento zero
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Suggerimento escursionistico a tasso di sovraffollamento zero
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Presenting historical fencing to the public #carcoforo #valsesia #historicalfencing #longsword #spear #swordfighting #medieval #nature #historicaleuropeanmartialarts #hema #theswordsmanofthedale https://www.instagram.com/p/CSeAadujbXt/?utm_medium=tumblr
The past Thursday I received the visit of Niccolò Menozzi and Francesco Miano, two historical fencing friends from Reggio Emilia. We had three days of intensive training together, here sme photos at the end of the second day of training in the beautiful village of Carcoforo. #historicalfencing #hema #carcoforo #valsesia #valsermenza #swordsman #swordfighting #historicaleuropeanmartialarts #martialarts #combatsports #nature #mountains #training https://www.instagram.com/p/CROmqKirM9a/?utm_medium=tumblr
❄❄❄ Tanta #neve da #Carcoforo (VC) 1300m in #Valsesia - foto di Destinazione Carcoforo Rete Meteo Amatori #snow #snowday #snowwhite #snowsnowsnow #snowporn #snowlove #winter #instagood #cold #beautiful #picoftheday #follow #followme #like4likes #instagood https://www.instagram.com/p/CJlBdYtrt0e/?igshid=u71n260mscyf
"From Ancient Terra the Emperor commands His Proud Sons." Fencing in Carcoforo with my student and Friend Iacopo. #historicalfencing #longsword #swordfighting #carcoforo #valsermenza #valsesia #history #medieval #swordfight #hema #historicaleuropeanmartialarts #martialarts #artimarziali #martialartist #theswordsmanofthedale https://www.instagram.com/p/CEAG7Yunnxz/?igshid=wgpmnj2mz4hn
@eventi_valsesia • • • • • • #torrentivalsesiani #Carcoforo #scorcivalsesiani #paesaggidimontagna #amolavalsesia #eventivalsesia https://www.instagram.com/p/BwHtsBzn6nt/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=1epajjwvyezfa
Ma secondo voi me lo potevo immaginare che a #Carcoforo non c'era il campo per il telefono???? Tagliata fuori...che mi sono persa?
Storia 1: Carcoforo
La partenza per Carcoforo era del tutto improvvisata. Semplicemente con una telefonata mi è stato chiesto se volessi passare due giorni di campeggio in montagna. Si opta senza dubbio per la Valsesia, la valle più vicina a dove abito. Dopo aver seguito la provinciale 299 fino a Balmuccia, imbocchiamo la SP 10 e entriamo in una valle laterale stretta, buia e ricca di vegetazione: la Val Sermenza. La strada prosegue superando pochi abitati e arrampicandosi sempre più in alto. A volte i due versanti della valle sono tanto ripidi e vicini che guardando il torrente 50 metri sotto la strada non può non venire in mente un canyon. A Rimasco, villaggio adagiato su un lago artificiale, proseguiamo imboccando un’ulteriore valle laterale: la val d’Egua. La strada continua la salita fino a che, finalmente, le montagne, prima vicine, non si aprono in un bacino largo, spazioso e illuminato dal sole. Arriviamo dopo un’ora e mezza di viaggio a Carcoforo, villaggio di origine Walser situato in questa larga vallata. Sistemato il campeggio aspettiamo l’indomani facendo un giro in paese.
Zaini in spalla. L’idea è quella di una semplice passeggiata al rifugio Massero, distante, secodo alcune segnalazioni, appena due ore. Seguiamo dapprima una strada sterrata che, abbandonato il paese, costeggia un bosco ricco di mirtilli. Dopo circa un quarto d’ora iniziamo il sentiero vero e proprio. La prima parte del cammino è tutta sotto il bosco. I rami ci nascondono dal sole caldo. E’ una giornata dal cielo blu intenso. Il tempo scorre e presto raggiungiamo l’altitudine in cui gli alberi lasciano lo spazio ai prati verdi. Il sentiero prosegue sotto il sole e fa sempre più caldo. Raggiungiamo il rifugio. Non siamo soli.
Il Rifugio Massero, posto a 2080 mt, gode di una posizione privilegiata. Sulla terrazza esterna sono posti tavoli e ombrelloni dove qualche escursionista si era già fermato a mangiare e ad ammirare la vista della valle sottostante. Ma il nostro sguardo stava già puntato in alto, oltre il rifugio, ai passi e alle cime che ci sovrastavano. Decidiamo di proseguire. L’energia quel giorno c’era e andava sfruttata.
Appena cinque minuti di cammino dopo iniziamo a vedere il paesaggio cambiare. Il terreno è sempre più roccioso. Prima compaiono dai prati dei lastroni di roccia lisci come lavorati dal ghiaccio, poi, proseguendo anche grazie all’aiuto di alcuni ometti, raggiungiamo un piccolo bacino, a noi prima invisibile, dove oltre a una pietraia avevano trovato posto nell’ombra due nevai. A questo punto il nostro sguardo si alza ancora verso l’alto lungo quello che dal basso sembra essere un muro verde e grigio. Lassù, vediamo quello che avevamo deciso essere il nostro obiettivo finale: il Colle della Bottigia. Dopo la fatica fatta in precedenza mancava ancora uno sforzo finale.
Il colle, posto a circa 2600 metri, è una delle vie alpine di collegamento fra Carcoforo e, quindi, la Valsesia con Macugnaga, altra colonia Walser, in Valle Anzasca. Noi lo raggiungiamo dopo un’ultima fatica. Il panorama è importante. Davanti a noi c’è il Monte Rosa, maestoso e massiccio come sempre. La vista è impressionante.
Il rientro fa male alle gambe e alle ginocchia. E’ pomeriggio inoltrato ormai e inizia a comparire qualche nuvola intorno alle cime appena sopra a noi. Scendiamo ammirando la valle piano piano ricomparire, roccia dopo roccia, albero dopo albero e, finalmente, laggiù, ricompare Carcoforo: il campanile sempre più alto delle altre casette, i tetti e i verdi prati circostanti scaldati dal sole estivo, i pini immobili e silenziosi, il torrente scrosciante e sempre in movimento. Tutto era a posto.