“Potevo essere tante cose che non saranno, perché non ho avuto il coraggio di provarci.”
- Gianrico Carofiglio
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“Potevo essere tante cose che non saranno, perché non ho avuto il coraggio di provarci.”
- Gianrico Carofiglio
Recensioni da quarantena.
Dopo circa venti giorni di reclusione ho finito di leggere 5 libri e ho pensato di farne delle recensioni brevi nel caso qualcuno volesse trovare uno spunto per una nuova lettura e anche perché mi annoio e così passo 20 minuti del mio tempo.
1) L’uomo e i suoi simboli (C.G. Jung): se qualcuno si vuole approcciare a Jung questo libro può essere un buon inizio. E’ un saggio su come funziona la psiche umana, sui simboli che usa per parlarci e su come questi simboli possano essere trovati in molte delle attività che l’essere umano ha compiuto in tutta la sua storia. La lettura è abbastanza scorrevole, non ha bisogno di chissà quali conoscenze pregresse e di conseguenza è di facile comprensione.
2) Il libro dell’inquietudine (F. Pessoa): è un romanzo che non è un romanzo. Non ha una storia, ha un protagonista che potrebbe essere chiunque, non ha personaggi secondari. E’ una raccolta di pensieri che il protagonista fa durante le sue giornate. Lo considero quasi come un libro di poesie da leggere nei ritagli di tempo, per brevi periodi. La scrittura è meravigliosa, io ho trovato miei moltissimi dei pensieri espressi, ma ci vuole una certa concentrazione nel leggerlo perché ogni riga è ricca di significato. Consiglio di non leggerlo se non siete di buon umore perché non aiuta.
3) La misura del tempo (G. Carofiglio): romanzo che usa una vicenda giudiziaria per fare alcune riflessioni sullo scorrere del tempo. Le parti giuridiche sono scritte bene ed in maniera semplice, tanto da far appassionare. Le riflessioni sono carine e sempre ben inserite nella narrazione. Si legge molto semplicemente, scivola. Ottimo se volete una lettura leggera.
4) La psicologia dell’inconscio (C.G. Jung): si, un altro libro di Jung. Questo saggio è più tecnico, più indicato a chi conosce già abbastanza bene l’argomento e poco ai profani. Viene spiegato il ruolo della psicanalisi nella terapia e come essa si approccia all’inconscio. La scrittura è sempre molto discorsiva ma i concetti sono più complessi. Consiglio solo agli appassionati.
5) Estasi culinarie (M. Barbery): L’autrice è quella dell’Eleganza del riccio e questo è il suo romanzo d’esordio. La storia ruota intorno ad un critico culinario e ovviamente al cibo. Se avete fame non leggetelo perché ve ne fa venire di più. E’ molto scorrevole e veloce da leggere e le riflessioni sui vari cibi e piatti sono decisamente interessanti ed invitanti.
Mi piace come ascolti. Fai venir voglia di parlare.
— G. Carofiglio.
quando tutto non sarà successo, non avremo tregua
Ascoltare davvero non è solo stare zitto mentre parlano gli altri. Piccole grandi cose per un mondo migliore
Una volta una mia collega simpatica, parlando di Cervellati disse che era un uomo con la canottiera. Le chiesi cosa significasse e mi spiegò che si trattava di una categoria dell'umanità che aveva elaborato lei.
Uno con la canottiera - metaforica - è innanzi tutto uno che in piena estate, a 35 gradi, indossa la canottiera - vera - sotto la camicia, "perchè assorbe il sudore e non mi prendo un accidenti con questi spifferi". Una variante estrema di questa categoria è costituita da quelli che metono la canottiera sotto la t-shirt.
Uno con la canottiera ha il copricellulare di finta pelle con il gancio per la cintura, il pomeriggio arriva a casa e si mette in pigiama, conserva il suo vecchio cellulare e-tacs perchè sono sempre quelli che funzionano meglio. Usa le mentine per profumare l'alito, il borotalco e il collutorio. Talvolta ha un preservativo nascosto nel portafoglio, non lo usa mai e però prima o poi la moglie lo scopre e gli fa il culo.
Uno con la canottiera dice frasi come: pestare una cacca porta fortuna; oggigiorno è impossibile trovare parcheggio in centro; oggigiorno i ragazzi non hanno interessi a parte la discoteca e i videogiochi; io non ho niente contro gli omosessuali/i gay/i ricchioni/i froci/ i finocchi, basta che a me mi lasciano stare; se uno è omosessuale / gay/ ricchione/ frocio/ finocchio sono fatti suoi, ma non può mica fare il maestro; condoglianze vivissime; destra e sinistra sono tutti la stessa cosa, sono tutti ladri; io lo capisco in anticipo quando cambia il tempo: mi fa male il gomito / il ginocchio / la caviglia / il callo; sbagliando si impara; a buon rendere; io non parlo da dietro, le cose le dico in faccia; sbaglia chi lavora; peggio che andar di notte; bisogna alzarsi da tavola con un po' di appetito; finchè c'è vita c'è speranza; mi sembra ieri; devo decidermi a imparare internet/ andare in palestra/ mettermi a dieta/ rimettere a posto la bicicletta/ smettere di fumare eccetera eccetra, eccetera.
Ovviamente uno con la canottiera dice che non esistono più le stagioni intermedie e che il caldo/ il freddo secco non è un problema, è il caldo/il freddo umido che è insopportabile.
Le imprecazioni dell'uomo con la canottiera: porco zio; porca pupazza; porca madosca; porca trota; porca paletta; perdindirindina; non rompere le spalle; mannaggia a li pescetti; non mi prendere per i fondelli; vaffanbagno; vaffatic ; vaffancapo.
Chiunque lo avesse conosciuto sarebbe stato d'accordo. Cervellati era uno con la canottiera.
[Testimone inconsapevole - Gianrico Carofiglio]
@coffea-excelsa
una panchina, e due che non dormono, e passano la notte a parlare. sospesi, in un universo sospeso
Mancava qualcosa, certo. Ma io ero uno che da piccolo restava molto impressionato, quando gli dicevano di pensare ai bambini dell' Africa che muoiono di fame.
G. Carofiglio