Porto in salvo dal freddo le parole, curo l'ombra dell'erba, la coltivo alla luce notturna delle aiuole, custodisco la casa dove vivo, dico piano il tuo nome, lo conservo per l'inverno che viene, come un lume.
[Francesco Scarabicchi]
Fai_Ryy
Doug Jones
Color Me Curious

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One Nice Bug Per Day

❣ Chile in a Photography ❣
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Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
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@coffea-excelsa
Porto in salvo dal freddo le parole, curo l'ombra dell'erba, la coltivo alla luce notturna delle aiuole, custodisco la casa dove vivo, dico piano il tuo nome, lo conservo per l'inverno che viene, come un lume.
[Francesco Scarabicchi]
Il caffè “della staffa”
Quello della partenza. Che poi è soltanto un arrivederci a presto…
E mentalmente mi preparo a un nuovo viaggio, un nuovo inizio, con quel pizzico di caffeina che trasforma l’ansia in eccitazione e mi aiuta a varcare la soglia dell’ ignoto.
Bon voyage!
Sei un’assenza sempre presente… e ti ritrovo nel fumo che sale dalla tazza, come opera d’arte in continua evoluzione, un quadro in miniatura di cieli infiniti e mari profondi, intraprendo un viaggio immaginario attraverso paesaggi incantati e osservo stelle nascoste tra nuvole di vapore. E tu ci sei. Ancora.
Compagno di notti in cui le parole danzano e i pensieri si rincorrono
“Aveva creduto che l’amore fosse qualcosa che potesse concedere a chiunque le piacesse e che la sua maggiore responsabilità fosse scegliere con intelligenza. Ora sapeva di essersi sbagliata. L’intelligenza non c’entrava niente, e lei non aveva scelta. L’amore era uno sconquasso.”
[Ken Follett - L’inverno del mondo]
@coffea-excelsa
Sapersi
Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.
Le piccole cose hanno la loro importanza: è sempre per le piccole cose che ci si perde.
[Fedor Dostoevsky]
Buona settimana,
e che la caffeina sia con voi!
Espresso globale
La parola caffè è universale?
Non lo so, non credo. Però è la bevanda più diffusa al mondo e, in termini di valore economico, è il secondo prodotto più scambiato dopo il petrolio.
Chissà come si dice caffè in cinese…
Se parlassimo tutti la medesima lingua, sarebbe più facile. Migliorerebbero gli scambi commerciali, il turismo e i rapporti internazionali. Potremmo viaggiare senza preoccuparci di imparare frasi fondamentali in una nuova lingua, o ricordarci di scaricare, prima della partenza, una app di traduzione. Ordinare cibo in un ristorante straniero sarebbe un gioco da ragazzi e non correremmo il rischio di mangiare, per sbaglio, cavallette al posto di patatine.
Certo sarebbe bello.
Ma a pensarci bene anche la diversità linguistica ha il suo fascino e la sua importanza, perché le lingue riflettono la storia e le tradizioni dei popoli che le parlano e la loro perdita potrebbe significare una conseguente perdita di identità culturale. La diversità linguistica arricchisce il nostro mondo e ci offre una gamma di modi unici per esprimerci. Un mondo che parla una lingua soltanto potrebbe rischiare di ridurre la varietà di punti di vista, di idee. E poi, le barzellette che funzionano con un gioco di parole si potrebbero raccontare in una lingua soltanto e dunque, in definitiva, si riderebbe di meno.
Vabbè… era così per dire.
E mentre continuo a sognare un mondo in cui possiamo godere dei vantaggi di una lingua comune, mantenendo allo stesso tempo il potenziale creativo di molteplici idiomi, sorseggio con gusto il mio espresso di metà mattina.
Rigorosamente ristretto!
Ci sono libri, e anche incontri, che sono come occasioni perse. Passiamo accanto a storie e persone che avrebbero potuto cambiarci la vita senza vederle a causa di un malinteso, di una copertina, di un riassunto sbagliato, di un atteggiamento prevenuto.
Per fortuna certe volte la vita insiste.
[Tre - Valérie Perrin]
Riempiti di me.
Desiderami, prosciugami,
versami, immolami.
Chiedimi. Raccoglimi,
contienimi, nascondimi.
[Pablo Neruda]
Fastidio Fugace
TRE
Era sul comodino da un po' di tempo. Non ero convinta, perché il romanzo precedente "Cambiare l'acqua ai fiori" aveva lasciato un retrogusto amaro che mi impediva di prendere in mano il successivo.
Ma poi è successo, e le 624 pagine sono volate via tutte d'un fiato.
"Tre" di Valérie Perrin è una storia toccante di amicizia, amore e qualche segreto nascosto. Ambientato tra la campagna della Borgogna, Lione e Parigi, con una piccola digressione in Italia, il libro narra la vita di tre adolescenti inseparabili: Etienne Beaulieu, il giovane ricco e carismatico; Adrien Bobin, il timido e talentuoso scrittore; e Nina Beau, dal temperamento artistico e dal passato doloroso. I loro destini sono legati da un'amicizia profonda e indissolubile, che li accompagnerà attraverso le sfide e i drammi della vita.
La prima cosa che mi ha colpito di questo romanzo è l'abilità della Perrin nel creare personaggi autentici e umani, con tutte le loro debolezze e paure, rendendoli facilmente identificabili e vicini al lettore. Le loro storie sono un viaggio emozionante attraverso forme diverse di amore: quello tossico, il puro, quello frivolo e quello famigliare.
E poi, apprezzo moltissimo la capacità dell'autrice di trattare argomenti talvolta spinosi e delicati con grande sensibilità, mantenendo sempre un equilibrio tra leggerezza e profondità.
La narrazione è coinvolgente e lascia il lettore con il desiderio di scoprire cosa sia accaduto, perché i tre amici si sono allontanati per quattordici anni e chi è la misteriosa Virginie con i suoi capelli a caschetto?
In conclusione, se cercate un libro coinvolgente e ben scritto, "Tre" di Perrin è sicuramente da tenere in considerazione. Buona lettura a tutti!
Ballando tra zucchero e latte ,
in un intreccio di dolcezza e cremosità
A piccoli sorsi,
tra un piattino mosaico
e un desiderio espresso
Benvenuto Agosto
With coffee’s warmth and rain’s delight 💜
oggi è così... un tocco di eleganza vintage e qualche chicco di caffè per gustare un sorso di atmosfera retrò
Nel controluce dell’anima
L’aroma gustoso di ricordi sfumati danzava pigro nella calma rassicurante di luci e ombre, ma oltre quella finestra sembrava che una vita traboccante ed euforica stesse solo aspettando di accogliere il suo prossimo passo. Era davvero pronta? Lo sarebbe mai stata? Quando avrebbe trovato il coraggio di oltrepassare quella vetrata che disegnava un confine netto tra ciò che era noto e l’inconosciuto che solleticava la sua inquietudine e la sua curiosità? I giorni passavano e lei era ancora lì: in bilico tra il desiderio di rimanere ancorata ai ricordi e la voglia di lasciarsi trasportare dalla promessa di orizzonti nuovi. Mancava una spinta. Soltanto una piccola spinta…