‘Alta, serena, pare ancor che sali
sopra la nave nella dolce brezza,
Regina della nostra fanciullezza
e dei vegliardi risorgimentali:
Te ne sei andata, ma con Te scompare
tutta un'Italia dentro la voragine,
ci specchiavamo nella Tua immagine
dignitosa, felice e familiare.
Le tube, la fanfara, i bersaglieri
col fiocco, la sirena del vapore,
erano i tempi del bel suol d'amore,
del Polo Nord, dei limpidi pensieri.
Tutto è finito. Come nella vita
fosti discreta, silenziosa e assorta
così, Regina mia, Tu sei partita
e così, nell'esilio, Tu sei morta.
Il passato che odora di cedrina
oramai vibra dell'amor per Te... ‘ Diego Calcagno, poeta e sceneggiatore.
Elena di Montenegro, consorte di Vittorio Emanuele III, il terzo e più biasimato re d’Italia per gli eventi relativi al fascismo. In realtà nella prima parte del suo regno, il ‘ piccolo re’ ( era alto 1 metro e 53 centimetri, poco anche per la media dell’epoca) godeva di una certa popolarità nel regno per aver introdotto il suffragio universale maschile, per le prime riforme sociali, e per l’esito vittorioso nella I Guerra Mondiale. La regina Elena era invece molto amata per le sue opere benefiche, si prodigò durante il terremoto di Messina, operò come crocerossina durante la Grande Guerra, inventò la foto autografata per le vendite di beneficienza, propose la vendita dei tesori della corona per coprire i debiti di guerra, promosse la ricerca medica . Pascoli, D’Annunzio e Calcagno le dedicarono versi, Puccini l’opera Madama Butterfly.