L'FBI chiude il caso Epstein dichiarando che si è suicidato, e non c'è alcuna Lista Epstein A quasi sei anni dalla morte di Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense accusato di traffico sessuale di minori, il caso che ha scosso l’opinione pubblica mondiale sembra destinato a rimanere un mistero irrisolto. Le recenti dichiarazioni dell’amministrazione Trump, supportate da un rapporto congiunto del Dipartimento di Giustizia e dell’FBI, hanno posto una pietra tombale sulle speranze di giustizia: «non c’è lista di clienti», «nessuna vittima da mostrare», e un video di sorveglianza di 10 ore, diffuso solo ora, che sosterrebbe la tesi del suicidio. Ma queste conclusioni, invece di chiarire, alimentano nuovi dubbi e sospetti, soprattutto tra chi vede in questa chiusura un ennesimo insabbiamento orchestrato dal potere.DOJ and FBI conclude Epstein had no "client list" and committed suicide. The DOJ and FBI will not disclose further Epstein-related materials, citing the protection of victims' "privacy." Wow, just wow. pic.twitter.com/pOwQIigZvp— DD Geopolitics (@DD_Geopolitics) July 7, 2025Le ultime svolte ufficiali: un caso chiuso? Secondo il Dipartimento di Giustizia e l’FBI, non esistono prove di una “lista di clienti” di Epstein, né di ricatti a potenti, e la sua morte nel 2019 al Metropolitan Correctional Center di New York è stata definitivamente archiviata come suicidio. Un video di sorveglianza, rilasciato a luglio 2025, mostrerebbe la porta della cella di Epstein senza accessi esterni la notte della sua morte. Tuttavia, il filmato, non verificato da fonti indipendenti, presenta un’anomalia: manca un minuto di registrazione, un dettaglio che ha riacceso le teorie di manipolazione.Le autorità sottolineano che non ci sono prove di omicidio e che le irregolarità nella sorveglianza carceraria – come i controlli non effettuati per nove ore e le telecamere malfunzionanti – sarebbero dovute a negligenza, non a un complotto. Kash Patel, direttore dell’FBI, ha dichiarato: «Non posso rispondere per 20 anni di fallimenti», negando l’esistenza di video compromettenti dall’isola di Epstein e suggerendo che eventuali prove siano state distrutte anni fa.Pam Bondi, procuratore generale, aveva promesso trasparenza, ma i documenti della “Fase Uno” degli “Epstein Files”, diffusi a febbraio 2025, si sono rivelati deludenti: 200 pagine già note, piene di omissis, senza nuove rivelazioni. Nessun nome di spicco, nessuna lista esplosiva, solo conferme di contatti noti come Bill Clinton, Mick Jagger e Michael Jackson, senza implicazioni penali.#Epstein teneva un archivio segreto con i filmati degli incontri tra i suoi amici (uomini politici, presidenti, imprenditori, capi di governo) e le ragazzine minorenni. Quell’archivio è in mano ai magistrati statunitensi dal 2019 ma non è mai stato divulgato. E da allora quegli… pic.twitter.com/ZxJjKRKlk1 — Marcello Foa (@MarcelloFoa) May 4, 2025La retromarcia di Trump: un cambio di rotta sospetto Durante la campagna elettorale, Trump e la sua base MAGA avevano fatto del caso Epstein un simbolo della lotta contro il “Deep State”, promettendo di svelare la corruzione delle élite. Lo stesso Trump aveva rilanciato teorie cospirative, insinuando un coinvolgimento dei Clinton nella morte di Epstein. Ma ora, la sua amministrazione sembra aver cambiato rotta. Perché?Alcuni analisti ipotizzano che il materiale su Epstein sia troppo compromettente, coinvolgendo non solo avversari politici ma anche figure vicine a Trump. I registri di volo del “Lolita Express” confermano che Trump viaggiò con Epstein nel 1994, accompagnato dalla moglie Marla e dalla figlia Tiffany, e le foto dei due insieme a eventi mondani sono note. Sebbene non ci siano prove di illeciti, il suo nome nei file – insieme a quello di familiari come Ivanka e Donald Jr. – potrebbe aver spinto a una chiusura prudente del caso.Un’altra teoria suggerisce un possibile “scambio” dietro le quinte. La chiusura del caso Epstein potrebbe essere un compromesso per ridurre la pressione su altre questioni, come le indagini sull’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Insomma questo improvviso epilogo porta a pensare: cosa non ci dicono? Mentre la narrazione ufficiale cerca di chiudere il caso, molte speculazioni continuano a emergere, soprattutto perchè Trump stesso le aveva alimentate, promettendo chiarezza. Altrettanto oscura è la fine di Virginia Giuffre, una delle principali accusatrici nel caso Epstein. La sua morte nel 2025, ufficialmente classificata come suicidio, ha sollevato più di un interrogativo: molti osservatori parlano apertamente di un possibile “suicidio inscenato”, volto a mettere a tacere una testimone scomoda. Anche se non esistono prove definitive di un omicidio, il contesto — fatto di silenzi, depistaggi e omissioni — alimenta il sospetto di un deliberato insabbiamento, reso ancora più inquietante dal fatto che ciò sia avvenuto sotto un’amministrazione che aveva promesso trasparenza.TRUMP, EPSTEIN E IL SUICIDIO DELLA TESTIMONE CHIAVE Virginia Giuffrè, testimone chiave degli abusi sessuali e dei misteriosi rituali che sarebbero avvenuti sull'isola del defunto milionario Jeffrey Epstein, a sua volta trovato morto in carcere in circostanze oscure proprio… pic.twitter.com/rcQw7onNd8 — Massimo Montanari (@M25016096) April 26, 2025Ma Giuffre non è l’unico nome a sparire nel nulla o a morire in circostanze sospette. Basta un rapido sguardo a quanto documentato online per rendersi conto che il caso Epstein è costellato di “morti scomode”. Tra queste:Jean-Luc Brunel, agente di modelle e stretto collaboratore di Epstein, trovato impiccato nella sua cella nel 2022 a Parigi. Anche in questo caso, si parlò di suicidio, ma le telecamere di sorveglianza erano spente.Steve Hoffenberg, ex socio di Epstein nella truffa della Towers Financial, trovato morto nel 2022 nel suo appartamento nel Connecticut. Nessun segno di effrazione, nessuna autopsia pubblica.Mark Middleton, ex consigliere di Clinton, coinvolto indirettamente per aver facilitato diversi incontri tra Epstein e l’ex presidente. È stato trovato impiccato con un colpo di fucile al petto nel 2022 — una dinamica quanto meno anomala.Dr. Scully, un ex medico che aveva collaborato con Epstein nei Caraibi, trovato morto in mare nel 2019, dichiarato annegato, ma con contorni mai chiariti.Questi casi, sebbene ognuno con la propria specificità, delineano un filo conduttore inquietante: chi sa troppo muore, spesso in modo inspiegabile o troppo “conveniente”. Il caso Epstein, lungi dall’essere chiuso, appare sempre più come una rete opaca di complicità e silenzi, dove le verità scomode vengono soffocate e i testimoni chiave spariscono uno dopo l’altro. In questo quadro, la morte di Virginia Giuffre assume un peso ancora più drammatico. Inoltre, circolano indiscrezioni non confermate secondo cui Ghislaine Maxwell, condannata a 20 anni di carcere per il suo ruolo centrale nella rete di traffico sessuale orchestrata da Epstein, sarebbe attualmente detenuta in una forma di “custodia protettiva”. Il motivo? Un presunto legame con i servizi segreti israeliani, in particolare il Mossad — un'accusa non provata, ma diffusa in ambienti dell’informazione indipendente, dove le connessioni geopolitiche e i risvolti di intelligence vengono spesso analizzati con approccio deduttivo e controcorrente. A gettare ulteriore ombra sul caso è la questione dell’“archivio segreto” di Epstein: video, fotografie e hard disk sequestrati nelle sue numerose residenze, contenenti — secondo diverse fonti — materiale compromettente su politici, membri di famiglie reali, top manager e magnati della finanza. Nonostante il clamore mediatico, questi archivi restano sotto sigillo giudiziario, protetti da ordini che molti osservatori ritengono motivati più dalla volontà di tutelare interessi apicali che dalla ricerca della verità. Il sospetto sempre più diffuso è che l’intero sistema abbia scelto di coprire, piuttosto che svelare, la reale portata del caso Epstein — trasformando un processo potenzialmente esplosivo in una messinscena processuale depotenziata.Il Deep State e il muro invisibile Il caso Epstein sembra confermare una verità scomoda: anche quando emergono prove e indignazione pubblica, il sistema trova il modo di chiudersi a riccio. Le anomalie nella morte di Epstein – le telecamere guaste, la revoca del protocollo anti-suicidio, il compagno di cella trasferito poche ore prima – sono difficili da liquidare come semplice negligenza. La promessa di trasparenza di Trump, Bondi e Patel si è scontrata con un muro invisibile, che molti identificano con il “Deep State”: un’entità ben definita e che si dimostra di fatto come onnipotente, capace di insabbiare scandali per proteggere l’élite globale.La base MAGA, delusa dalla mancanza di rivelazioni, accusa ora Patel e Bondi di aver tradito la causa. Dan Bongino, ex commentatore trumpiano e ora ai vertici dell’FBI, è stato tacciato di essere “uno del Deep State” per aver confermato la tesi del suicidio, ma sembra ora che si voglia dimettere (confermando certe ipotesi). Sui social USA il sentiment è chiaro: «Se nemmeno su Epstein possiamo sapere, su cosa potremo mai sperare di sapere davvero?» Una giustizia irraggiungibile? Il caso Epstein, con le sue promesse di verità e le sue continue delusioni, è diventato il simbolo di un sistema che protegge se stesso. Le vittime, le cui testimonianze parlano di un network di abusi che coinvolgeva l’élite globale, sembrano destinate a rimanere senza giustizia. La chiusura ufficiale del caso, con la negazione di una “lista” e l’insistenza sul suicidio, non placa i sospetti ma li amplifica. Se anche un presidente come Trump, che ha fatto della lotta al Deep State la sua bandiera, si arrende a questo muro, cosa resta della speranza di verità?La domanda finale è inevitabile: il caso Epstein è davvero chiuso, o è solo l’ennesimo capitolo di una storia che il potere non vuole raccontare? E se la verità su Epstein rimane sepolta, quali altri segreti rimarranno per sempre inaccessibili?***For Biden's administration the lie was norm. But even they didn't dare to close Epstein file completely. Trump was elected to stop all that lie and to restore justice. So the blow is hundred times heavier. Among honest people no one would buy that once more. Never ever. — Alexander Dugin (@AGDugin) July 7, 2025
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