Poi dicono dei catanesi
Stasera è bella davvero. Sono mesi che abito a Catania, ma per la prima volta sono venuti a trascorrere una serata qui con me mio fratello, mia cognata e suo fratello. Abbiamo iniziato a correre. Avevamo un appuntamento. Siamo arrivati puntuali. Loro chiusi dietro le sbarre. Io ammanettata alla parete opposta. Questa Escape room è fantastica! Arriviamo incredibilmente all'ultima stanza ma il tempo scade.
Sorridenti e soddisfatti.
Passeggiamo. Via Etnea. Le luci di Natale. I mercatini. È tutto così bello.
Sorridenti e spensierati.
Ceniamo al Fud, bottega sicula.
Sorridenti e felici.
Passeggiamo ancora. I vecchi vicoli. Castello Ursino. L'Ostello. Il Gammazita. Di nuovo via Etnea. Poi voci troppo alte. Ragazzini troppo "spacchiusi", non faccio in tempo a pensarlo che uno di questi si avvicina a mio fratello e li tira uno schiaffo!
È un bambino.
Sono incredula. Ma l'istinto mi porta a mettermi subito in mezzo. Sta succedendo tutto troppo velocemente. Loro sono in 15. In piena piazza Università. Mio fratello fa un passo indietro dicendo qualcosa che non ricordo. Lo ringrazio dentro di me. L'avrebbe ammazzato altrimenti. Le due stazze non possono competere. Il bambino lo provoca ancora con un dito in faccia. Altro passo indietro. Questi se ne vanno.
Non sorridiamo più.
Sessanta secondi dopo sentiamo una donna urlare. La signora grida contro questi ragazzini che avevano schiaffeggiato un altro passante. Un auto della polizia si ferma. C'è tanta gente ma loro sono ormai lontani. Siamo arrivati alla crêperia ma nessuno vuole più il dolce.
Era la prima volta che vedevano Catania, bella dicono, ma i catanesi...









