"La Setta degli Elementi"
Secondo i celti, ciascuna cosa aveva il suo corrispettivo negli alberi, utilizzavano
infatti l’Ogham, un tipo di alfabeto che racchiudeva significati mistici e dove ogni
lettera simboleggiava un tipo diverso di albero.
La scrittura ogamica ha un aspetto particolare, in quanto è formata da una lunga linea, ai cui
lati, o attraverso la quale, si dispongono delle tacche che vanno da una a cinque.
Tale sistema formato da tacche poteva essere utile anche per comunicare in modo cifrato, infatti alcuni ricercatori hanno individuato una corrispondenza tra le quattro serie di cinque caratteri dell’alfabeto ogamico e le dita della mano, che sono cinque, dotate di tre falangi, quindi di quattro spazi (includendo la punta del dito) che era possibile indicare, per
trasmettere un messaggio in codice.
Ogham craobh significa Scrittura arborea.
- Beith: associato alla betulla, l’albero degli inizi, il primo a mettere le foglie e
perciò il primo a comparire in questo alfabeto.
Per propiziare l’anno nuovo si usava
scacciare lo spirito dell’Anno Vecchio proprio con verghe di betulla.
Il suo mese lunare va dal
24 dicembre al 20 gennaio, proprio il periodo appena successivo al solstizio invernale.
- Luis: il sorbo selvatico, famoso per le sue bacche di un rosso acceso.
Per i greci questo
colore era associato ai morti, e infatti il sorbo è l’albero del risveglio e del ritorno alla vita.
Il suo mese lunare
va dal 21 gennaio al 17 febbraio, e circa a metà di questo lasso di tempo si trova Imbolc, la
celebrazione del ritorno della luce.
Le verghe (bastone) dei
druidi erano fatte di questo materiale, inoltre Yggdrasil, l’albero del mondo nell’immaginario
norreno, era proprio un enorme frassino.
Per i greci era una pianta sacra a Poseidone, il dio
dei mari, e infatti nel Galles si usa costruire i remi a partire da questo legname.
Il suo mese lunare va dal 18 febbraio al 17 marzo, periodo delle piene, in cui l’elemento acquatico raggiunge la sua massima potenza.
- Fearn: l’ontano, albero oracolare che cresce sulle rive delle isole fluviali un tempo sede di santuari dove risiedeva un oracolo.
Quando viene tagliato, il suo tronco si tinge di rosso, quasi stillasse sangue, inoltre le sue foglie sono ricoperte da una patina
viscosa che le rende impermeabili, pure il suo legname resiste bene all’acqua e per questo
era utilizzato per i pilastri delle palafitte.
Il suo mese lunare va dal 18 marzo, quando inizia a fiorire, al 14 aprile.
In questo periodo avviene l’equinozio primaverile.
- Saille: il salice, albero sacro a Ecate, dea greca connessa all’aspetto magico della Luna.
Il
suo è il quinto mese dell’anno, così come si tratta della quinta lettera che stiamo analizzando, ed il V, a Roma, era il numero sacro alla dea lunare Minerva.
Precisamente il suo mese lunare va dal 15 aprile al 12 maggio, momento molto particolare, in quanto si celebrava Beltane, la rinascita della
natura, accendendo grandi fuochi e venendo trascinati in festività al
termine delle quali si usava cospargersi di cenere e rugiada per propiziare il benessere e la
fertilità delle donne e della terra.
- Huath: il biancospino, dai fiori candidi e dalle bacche sanguigne, al quale sono legati i
concetti di purificazione e castità.
Il suo mese lunare va dal 13 maggio al 9 giugno.
- Duir: la quercia, uno degli alberi dalla simbologia più forte in assoluto.
Duir è la radice da
cui molte lingue anglosassoni hanno fatto derivare la parola porta, ma anche la parola druido trova qui le proprie origini.
Essa, come dice la tradizione, chiama
il fulmine, ed infatti è associata a divinità tonanti come Zeus, Giove o Thor.
Il suo mese lunare va
dal 10 giugno al 7 luglio, a metà del quale avviene il solstizio d’estate e il re sacro riceve la
sua investitura.
Nella mitologia gallese, Sir Gawain, il Cavaliere Verde, era armato di
una mazza fatta con questo legname, proprio come il celtico Cu Chulainn.
Talvolta è
assimilato ai significati legati al re sacro tipici della quercia, in fondo il dio del tuono presso i
Galli si chiamava Tannus, e Tinna quello etrusco.
Il suo mese lunare va dall’8 luglio al 4 agosto.
- Coll: il nocciolo, l’albero dei sapienti e dei poeti. Quest'albero dà frutti dopo nove anni, e
il nove è il numero sacro alle Muse ispiratrici.
Fionn, l’eroe celtico, aveva lo scudo fatto di questo materiale.
Il suo mese lunare va dal 5 agosto al 1
settembre.
- Muin: la vite (o, nei luoghi dove questa non cresceva, il rovo)
Pianta legata al vino e alla
frenesia, è appannaggio di Dioniso.
La vendemmia avviene nella stagione autunnale,
infatti nel suo periodo si celebra l‘equinozio d’autunno.
Il suo mese lunare va dal 2 al 29 settembre.
-Gort: l’edera. Simbolo di rinascita e rinnovamento, forse per il fatto che cresce a spirale e
sale verso l’alto.
Il suo mese lunare va dal 30 settembre al 27 ottobre, ultimi momenti buoni per il
raccolto, prima del sopraggiungere dell’inverno.
Rappresentava la sovranità del faraone, visto che il suo scettro era fatto
di questo materiale.
Era utilizzato per coprire le capanne e fabbricare solidi tetti ed era
perciò simbolo di un lavoro concluso secondo la corretta usanza.
Il suo mese lunare va dal 28
ottobre al 24 novembre.
-Ruis: il sambuco, albero connesso alle streghe.
Il suo mese lunare va dal 25 novembre al 23 dicembre, comprendendo il solstizio d’inverno, e da qui si può comprendere la sua
associazione con l’oscurità e la magia.
Esse rappresentano i giorni dei solstizi e degli equinozi.
-Ailm: l’abete, albero della nascita in molte culture e legato alla figura della divinità
femminile e lunare.
Indica il primo giorno dell’anno.
-Onn: il ginestrone, dotato di fiori giallo dorati, come il sole delle prime giornate calde, rappresenta infatti il momento tanto atteso dell’equinozio di primavera.
-Ura: l’erica, dal colore rosso e rosato, che cresce in montagna è collegata al potente sole
di mezza estate.
-Eadha: il pioppo bianco, canuto come la vecchiaia e come i giorni sempre più freddi dell’equinozio d’autunno.
-Idho: il tasso, albero della morte.
Con il legno di tasso si costruivano ottimi archi, che avevano lo scopo di uccidere i nemici, e
con le sue bacche si ricavava una poltiglia utile per avvelenare le frecce. Alla luce di ciò, non
ci stupisce il suo legame con il solstizio d’inverno, il giorno più buio e freddo dell’anno.