Antella, Firenze. 21 gennaio 2023. Non avevo ancora camminato intorno alla casa dove dormiamo. Sono riuscito a farlo stamattina. I primi giorni di prove sono stati senza respiro. Ieri abbiamo messo per la prima volta tutto in fila e ora, lo so, c’è da ritrovare una dilatazione, un respiro. Ho comprato dei fiori. Rallentiamo un po'. Bisogna lasciare a spazio a qualcosa che arrivi di per sé. Roberto ha un grande ascolto. E fiuto. Osservo come accelera, approfitta, molla, sparisce, sente cosa fare o non fare a seconda di dove sono. È rispettoso. È una bella qualità. Mi sento sereno: so che dietro quella tranquillità è un kamikaze senza paura. Gli altri, Michela, Davide, Ciccio, sono entrati ora nei giorni senza respiro. Dormiamo in una casa in collina subito fuori Antella. Camminando questa mattina pensavo al fatto che ho preso al volo un po' di libri di Pavese che volevo avere qui e non ho portato proprio quello che vorrei ora, quelle delle poesie. Forse meglio così, se certe vite le hai già vissute meglio provarne altre no? L’altra mattina era ancora buio e dovevamo spostarci a Cascina per recuperare delle date. Alla svolta della casa ho sorpreso con i fari due caprioli. Non sono corsi via. Si sono spostati piano al lato della strada. Li ho potuti vedere da vicino. Avevano corna giovani ricoperte di peluria morbida. Li ho seguiti per un po' con lo sguardo e poi sono scomparsi nello specchietto e nella notte. Rileggendo queste righe ritrovo tutto quello in cui mi ha formato Pavese come scrittore e come narratore. E’ in questa maglia questi giorni che stiamo cercando con Roberto cosa c’è di nascosto ancora.















