Di tanto in tanto mi salgono alla mente ricordi della Menica. Come quella volta, avro' avuto 5-6 anni, che la vidi fare sesso con Bruno in mezzo a un prato coperto di papaveri e margherite. Doveva essere di primavera, tanti colori e tanti profumi. Erano usciti insieme con la lambretta e portarono anche me. Io giocavo poco lontano con un camioncino di plastica su quel prato sterminato, caricavo e scaricavo terra , erba e papaveri. Loro due, invece, si ritrovarono a giocare con i loro corpi, a soddisfare i piaceri della carne pensando di non essere visti. Lui era un giovanotto che abitava vicino casa nostra e che voleva sposarla ma la Menica non ne voleva sapere di nuovi matrimoni, lei era una giovanissima vedova da un paio di anni e aveva un figlio piccolo da crescere, troppi pensieri per mettere su una nuova famiglia. Confesso che per anni rimasi male di quella giornata, qualcosa che mi riempiva di profondo disagio, come avessi assistito a un tradimento. Poi si diventa adulti, si vedono le cose da una prospettiva diversa, si capisce che dentro ogni mamma c'e' anche una donna. Oggi, addirittura, ripensando a quella giornata ci trovo dentro un mare di poesia. Due giovani, forse innamorati, stesi abbracciati sopra un lenzuolo di fiori a baciarsi, a toccarsi, a godersi l'una con l'altro. A fare quello che ogni persona adulta vorrebbe fare, far l'amore con chi fa battere il cuore. Adesso la ricordo con commozione la Menica, forse perche' e' morta oggi di tre anni fa e mi ritrovo ad apprezzare ogni cosa che ha fatto e ogni cosa a cui ha rinunciato (forse anche quel Bruno che voleva portarla di nuovo all'altare). Di quella giornata ricordo anche il ritorno a casa. Lei era contenta e cantava andando dietro le canzoni che uscivano dalla radio..
@ilpianistasultetto








