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Screaming Females, Rick Moody, Alice e il punk in Garden State.
La mia coinquilina legge Garden State (tr.it. Cercasi batterista, chiamare Alice, ed. minimum fax) e io recupero una vecchia recensione uscita su Indieforbunnies. La versione originale si trova nel link, ho aggiunto solo alcune citazioni dal libro.
Metti una ragazza dall’anima punk, qualche chitarra, due ragazzi, New Jersey: ottieni le (o i?le concordanze di genere si fanno difficili) Screaming Females o un libro di Rick Moody, scegli tu. “Cercasi batterista chiamare Alice”, l’esordio dell’autore statunitense, mi è tornato più volte in mente mentre ascoltavo il “Chalk Tape” di questa band del Garden State e capire perché è piuttosto elementare.
Lane andò alla finestra. Fuori dalla stanza di J.D. il sole cominciava a tramontare e aveva i colori di un incendio doloso.
Le Screaming Females si formano in qualche punto del 2006, oppure quello è solo l’anno delle loro prime registrazioni – siamo a New Brunswick, New Jersey e fondare una band punk rock è probabilmente l’unica risposta possibile a molte domande aperte. Jarrett Dougherty, Mike Rickenbacker e Marissa Paternoster si trovano, suonano, fissano un tour che li porti un po’ dappertutto, basta che sia da qualche parte. Screaming Females e sono per 2/3 ragazzi, ma forse con un cognome come Paternoster o ti imponi o scegli la via della salvezza spirituale, che poi forse è la stessa del punk vissuto in un certo modo.
Qual era il ragionamento che finalmente permetteva ai giovani di mollare, una volta per tutte, la giovinezza? Sembrava che quella generazione non volesse andarsene mai di casa. Crescevano fino a un certo punto e poi passavano il decennio successivo, fino al collasso, a cercare di riassaporare il senso di novità dell'adolescenza, quella pulsazione della giovinezza che sembra, nel suo pieno fiorire, permanente.
La Alice di Moody è una ragazza che vive in una stanza sommersa dai vestiti, chitarrista e disoccupata, con una madre che non sa niente di lei: una di quelle creature sfuggenti e magnetiche, una ragazza persa che fa innamorare gli uomini (lettori) e irrita più di quanto sia conveniente dire le (lettrici) donne. Ha lo smalto nero scheggiato e le calze probabilmente strappate e sta sicuramente facendo qualcosa di sbagliato: di lei gli uomini si invaghiscono perché è persa e perché si sa che nessuno la avrà mai veramente – quasi che salvarsi sia un tradimento, un lusso non concesso a chi c’ha fatto innamorare una volta e poi se n’è fregato. E forse la verità è che non c’è neanche niente da ritrovare (ma questo è un segreto che non potremo mai svelare. A volte le ragazze non sono perse, a volte sono stronze). Alice ha la sua band, i Critical Ma$$, che provano a tenersi insieme, ma Haledon è un sobborgo tanto più deprimente quanto più cattivo e le cose non vanno sempre tutte bene.
Più cose dicevano, più cose c'erano da dire, ma non una che andasse a segno, non una che li facesse sentire compresi, o che li convincesse del fatto che la vicinanza umana poteva placare l'intensità della solitudine. Le parole che si scambiavano erano come l'asfalto sotto le ruote dell'autobus. Erano come i paesaggi che si percorrono in lungo e in largo mille volte ma restano sconosciuti, se non per i cartelloni. Comunque ne valeva la pena.
Le Screaming Females invece hanno la fortuna dalla loro e continuano a tirare fuori album, ep e tape recordings senza sosta: l’ultimo lavoro è “Ugly” del 2012 – e con il Chalk Tape siamo musicalmente di nuovo da quelle parti, anche se loro dicono di averlo registrato con un approccio completamente differente. “Chalk Tape” è uscito su cassetta a Gennaio, creato nel loro “practice space”, ossia il seminterrato della nonna di uno di loro, e festeggiato con un party di lancio da qualche parte a Williamsburg: punk rock for dummies.
Ci si aspettava che le feste fossero divertenti, ma un sacco di volte non lo erano affatto. La gente si confondeva sempre.
(Loro sono davvero uno di quei gruppi che potrebbe spedirti i suoi lavori per posta su cassette decorate a mano, con qualche adesivo di troppo sulla custodia – anche se, diciamolo, questo atteggiamento sembra quasi una parodia involontaria di una tradizione che adesso non ha molto senso di esistere. Esteticamente interessante, praticamente inutile). [....]
“Chalk Tape” è un nastro interessante, di quelli che potrebbe ascoltare Alice nella sua stanza mentre si dice che sì, i Critical Ma$$ devono continuare a esistere e che alla fine l’avranno vinta loro (ma la guerra non l’hanno neanche iniziata); intanto per adesso le quotazioni sono a favore delle (dei? ancora) Screaming Females. Per le ragazze che si perdono e quelle che fondano i gruppi punk, un(a) Paternoster.
Nessuno era diventato quello che si aspettava di diventare, ma nessuno si era ridotto neanche troppo male, se in quel decennio essere persone a posto significava avere un minimo di sincerità e non desiderare la roba né il posto degli altri. Quella penultima notte insieme lei e Scarlett rimasero sveglie a lungo a guardare la tv e a parlare di tutto: quant'era morta l'America, se la religione sarebbe tornata in voga, se Lane era scivolao o si era buttato quando era caduto dal cornicione sulle scale antincendio, perché Mike Mass l'aveva fatto,quanto mancava prima della recessione, se il rock fosse davvero morto.