Oggi Ivan mi va tanto di parlare. Sai ho letto adesso quello che Andrea ha scritto ad Amèlie, lei è sempre la stessa, non è come te. Anche se alla fine poi è sempre a te che scrivo, sei sempre tu il destinatario di queste mie – lettere?- , ma si chiamiamole lettere. Ivan e Amèlie me sa che quando avrò dei figli andrà a finire che gli darò questi due nomi. Ma sai Ivan la cosa che stavo pensando è che avrei rinunciato a tanto per te, avrei rinunciato a cosi tante cose per te , per quel maledetto sorriso, non il tuo, il mio. Sai ogni volta che sorrido o che rido, cosa che avviene molto raramente ultimamente, non arriva alla pancia. Sai quell’incredibile sensazione che si prova quando si ride per davvero? c’è chi lo chiama ridere di cuore, ma io lo chiamo ridere di pancia. E’ dalla pancia che io capisco tante cose, forse il mio cuore è la. Nella pancia ci sono le farfalle, l’angoscia, il vuoto di un sorriso. Ma poi che dico il cuore ce l’ho è al suo posto, l’ho sentito battere cosi forte e sinceramente solo per te, era come se mi fossi quasi dimenticata di quella sensazione. Ma poi Ivan non è vero, non ho rinunciato a niente per te, ma ho rinunciato a te. Sono andata via e so non lo avessi fatto forse ci sarebbe stata un piccola possibilità di averti accanto a me oggi. Forse si o forse no, alla fine potevi venire con me, è come se me l’avessi quasi promesso. Ma non sei venuto e io sono andata via comunque. Ivan mi manchi. Ah dio lo sa solo quanto mi manchi. Questa volta mi manchi tu insieme al ricordo di te e di noi. Di solito era sempre più il ricordo di un qualsiasi “noi” che si celava dietro a un qualsiasi “te” che mi tormentava. Ora sei tu in tutto e per tutto. Ivan ti prego vattene via presto, via da me. Sono dovuta andare è questo che non hai capito. Dovevo andare via nella speranza di trovare di nuovo me e cercare di dimenticare, ma che dico, almeno di alleviare un pò tutte le paure che mi erano passate davanti che erano andate cosi in profondo da distruggermi . Alla fine mi sono trovata ed è stato bello, mi sono ritrovata e senza di te. Ho ritrovato tutti i pezzi uno ad uno. Ma poi alla fine non li ho saputi rimettere insieme, soprattutto non ho ritrovato più te. E l’unica giustificazione che mi sono data è che per ritrovare quel pezzo fosse semplicemente troppo presto. Quanta foga ci contraddistingue Ivan, dimmi quanta? Ritrovarsi e poi perdersi ancora più di prima. Che paradosso. Ivan sai a volte ho la sensazione che se tu fossi con me tutto questo non sarebbe successo. Sei un altro lutto da piangere e superare. Un altro e sta volta ho detto no. Basta va bene, basta respiri profondi, basta di tutto questo. Ivan la speranza te la sei portata tutta via in un baleno e sono arrabbiata con te e come con me, con noi per averlo permesso. Che fiume di parole. E ora sono mesi che mi chiedo – e ora che faccio ?- non lo so. Ma Ivan non ti vorrei più con me, non ora che sto cosi, non ora che hai rovinato tutto. Dovevi rimanere chi eri, dovevi rimanere con me punto. E adesso dove sei? Adesso dov’è che ti vengo a cercare. Voglio sorridere fino agli occhi, fino alla pancia. Andrea tu non hai dimenticato Amèlie e io non ho dimenticato Ivan. Niente baci ne abbracci per te Ivan mi manchi è vero ma quelli non mi sento più di darli neanche a te. -Millemilalettereperivan ( aprile 2013)