Monte Kurama, l’ascesa al tempio
Tappa obbligata per qualsiasi visitatore del Giappone è la città di Kyoto, ex-capitale dell’impero. A renderla una meta indimenticabile è la sua storia ricca, travagliata e piena di lasciti. Capitale e luogo di residenza dello shogun per oltre un millennio, dal 794 al 1868, poi sostituita dalla più moderna Tokyo con la restaurazione della dinastia imperiale Meji, non solo ha dovuto sopportare terremoti, incendi e guerre civili che l’hanno vessata senza respiro, ma ha persino fatto i conti con le diverse incursioni dei bonzi buddhisti dei conventi del vicino monte Hiyei, i quali periodicamente scendevano nella valle per darsi a devastazioni e saccheggi.
Kyoto non è stata la prima capitale del Giappone: dal 710 al 784 la corte si trovava a Nara, sede di numerosi e maestosi templi. Proprio questi furono la causa del trasferimento del potere centrale: il loro influsso sul trono aveva raggiunto livelli tali da rendere impossibile governare. Dopo otto anni di storia travagliata, nel 792 fu ordinata la costruzione di una nuova città, inaugurata nel 794 e oggi conosciuta col nome di Kyoto (all’epoca Heiankyo). Nonostante il proposito iniziale di tenere il buddismo lontano dalla corte, nel corso degli anni questo principio venne meno e oggi la metropoli è conosciuta come “la città dei mille templi”.
La valle, incorniciata a est, nord e ovest da rilievi montuosi, offre una ricca varietà di attività escursionistiche. Nel mio rapido viaggio ho avuto l’opportunità di salire sul monte Kurama, sede del Kurama-dera (鞍馬寺), il famoso tempio dove nacque il Reiki.
L’escursione è piuttosto semplice e alla portata di tutti: dal paesino, che prende il nome dalla montagna e che si trova in prossimità del fiume Kamo, inizia una lunga scalinata che, successivamente, cede il passo ad un largo sentiero sterrato. Durante la salita il percorso muta: a scalinate ben definite, assai, più brevi di quella iniziale, si alternano cenni dell’antica pavimentazione, di cui oggi non restano che pochi residui; il tutto è immerso nel gigantesco e spettacolare bosco che ricopre le montagne che circondano Kyoto.
Questa rapida salita, della durata di circa mezz’ora, ci porta da una quota iniziale di m240 a quella di m410, dove ha sede il Kurama-dera. Il tempio vero e proprio, un edificio imponente posizionato nel mezzo di un’ampia piazza, è circondato da altri monumenti secondari e dalle abitazioni di alcuni monaci. Proprio di fronte al suo ingresso, all’estremità dello spiazzo, il bosco si apre sulla vallata, regalando una visione mozzafiato dell’ex-capitale e delle montagne circostanti.
Il percorso non finisce qui
Alle spalle del tempio c’è un sentiero buio che s’immerge nuovamente tra gli alberi in direzione nord-ovest e collega questo tempio a quello di Kibune, situato sull’altro versante: una tratta di un’ora e mezza, superata la quale è possibile ritornare al paese di partenza grazie ai mezzi pubblici.
La nostra spedizione, tuttavia, si è dovuta fermare a Kurama-dera: essendo saliti nel tardo pomeriggio per poter assistere al tramonto dal punto panoramico di fronte al tempio, ci siamo preclusi la possibilità di andare oltre, dal momento che la seconda parte del sentiero, oltre che non illuminata e più impervia, è battuta sporadicamente da qualche orso libero, specialmente durante il crepuscolo. Abbiamo, dunque, deciso di fare a ritroso la strada che parte dal paese, godendoci una discesa illuminata dai tipici lampioni rossi.
Questo articolo è stato pubblicato sul Cimone, il notiziario del CAI di Modena.
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