Il Circus Knie 2025 s'illumina d'immenso Nel 2019 andava in scena al Circo Nazionale Svizzero Knie uno degli spettacoli più toccanti e suggestivi della sua storia recente, in occasione del centenario della dinastia elvetica e dell’addio alla pista di Fredy Knie Jr. Uno spettacolo che segna una cesura netta nella storia del celebre complesso. Sarebbe seguita la collaborazione con il tedesco Flic Flac e l’interruzione dovuta alla pandemia. Alla ripresa, il circo si presenta con un altro volto, altre visioni e la volontà chiara di guardare al futuro, svecchiare il proprio pubblico, possibilmente ampliandolo ossia continuando a rivolgersi sia alla fascia senior che alle famiglie e al contempo puntando molto a catturare i giovani. Negli ultimi cinque anni sotto allo chapiteau di Knie (sempre più confortevole grazie alla visibilità totale, poltroncine imbottite e sfalsate, in modo da permettere una visione ottima da qualsiasi posizione, persino con schermi per favorire gli angoli a visibilità ridotta), abbiamo visto di tutto: fontane, effetti pirotecnici, moto freestyle, rampe per bmx acrobatiche, giochi di fuoco, droni, oggetti volanti, cantanti pop di culto e rock band osannate dal pubblico, un water wall su cui disegnare scritte e creare grafiche integrate nei quadri e un grande dinamismo negli spazi scenici con l’adozione di piste sempre più tecnologiche che consentono effetti di grande spettacolarità, che entrano ed escono su ruote o cingoli, nel tempo di una ripresa comica, che sconvolgono il concetto tradizionale di pista, che permane con l’immancabile odoro acre (e insostituibile) della segatura, per le favolose esibizioni equestri. Passato, presente e soprattutto futuro che si amalgamano perfettamente. Knie guarda ai giovani, è un prodotto dell’oggi e si adegua alle esigenze del pubblico e all’avanzata dei nuovi media e dei social che sovente sono la più grande concorrenza allo spettacolo dal vivo. In un’epoca in cui il cinema agonizza e le sale cinematografiche rischiano di essere riconvertite a supermercati e parcheggi, il Circo Knie rilancia confezionando show (itineranti!) dal vivo che nessuna piattaforma digitale potrà mai farci apprezzare. Ma il linguaggio non è dissimile. Lo spettacolo ci propone quadri sempre diversi e spettacolari con la rapidità dell’aggiornamento del feed. Ogni numero è un reel differente, non dobbiamo neanche scrollare, tutto scorre davanti ai nostri occhi, la scena muta, le atmosfere variano a ritmo incalzante e lo show arriva al termine senza che neanche ce ne accorgiamo. Scorre magnificamente (anche grazie all’encomiabile lavoro nell’ombra di Maicol, Guido e Wioris Errani ed Enrico Caroli contornati da una pregevole squadra tecnica), ci incanta, quasi ci schiaffeggia, e al termine rimaniamo anche un po’ inebetiti ed emozionati di fronte a ciò che abbiamo potuto vedere dal vivo. E per due ore non abbiamo avuto il tempo o la necessità di controllare lo smartphone perché l’attenzione non cala mai, ma cresce in un susseguirsi di quadri che incantano e rapiscono. Il Circo Knie è una bussola, che indica la direzione in cui va il circo. Come una stella polare delinea gli elementi caratterizzanti del circo di oggi. Al contempo è un caso unico in Europa, o forse al mondo, per cui confrontare ciò che avviene sotto gli altri chapiteau col fenomeno Knie sarebbe ingiusto, perché il complesso elvetico si basa su una ricetta vincente che affonda le radici nella storia e nella cultura del paese che lo ospita e lo venera come è giusto che sia. Non sappiamo se fuori dalla Svizzera Knie sarebbe Knie, perché la capacità attrattiva del marchio Knie in Svizzera è pari a quella che ha il Soleil nel resto del mondo. E non parliamo solo di qualità del prodotto, ma appunto di efficacia del brand. Detto tutto questo passiamo allo spettacolo in scena in questo 2025 che sorprende e convince, nonostante ogni anno si sia portati a dire “dopo ciò che abbiamo visto quest’anno, sarà dura per Knie superarsi”; e invece la meraviglia si rinnova ad ogni stagione. Grande protagonista dello show attuale è l’illuminotecnica grazie all’introduzione nello show delle kinetic balls una installazione mobile di sfere luminose che dalla cupola scendono fino alla pista, attraverso cavi quasi invisibili, componendo immagini cangianti, per forma, colore e suggestioni. Davvero uno spettacolo nello spettacolo. Dall’opening al finale, le balls tornano a più riprese creando immagini sempre nuove e diverse, incorniciando l’esibizione del momento, talvolta rubando la scena all’artista di cui diventano co-protagonisti o esaltandone il numero. Le kinetics balls, protagoniste dello show L’altro elemento che torna nel corso dello show sono le grandi illusioni di Vincent Vignaut, artista francese che ha accettato la sfida non facile di portare la magia nella pista di un circo che ha un’audience a quasi 300 gradi. Nonostante questo limite, Vincent sorprende, soprattutto con la prima illusione che lo vede sparire in un baule che si solleva in cupola, mostrando per qualche secondo anche le sue gambe, per farlo riapparire pochi istanti dopo in platea. Un grande classico, ma proposto con elementi nuovi davvero efficaci e sorprendenti. Maicol Jr, Chanel e Ivan Knie La comicità è un tema molto caro in casa Knie che, proprio per soddisfare quanto si diceva in apertura, si sforza di trovare interpreti in grado di soddisfare la voglia di ridere sia degli adulti che dei più giovani. La soluzione a questo annoso problema la trovano nella diversificazione della comicità negli show pomeridiani e serali dosando diversamente gli interventi. Mike Muller e Viktor Giacobbo sono attori comici, al cinema, in radio, teatro e tv. La loro comicità è molto parlata e sfocia sovente nella satira sull’attualità, al punto che nel corso della tournée le battute cambiano e trattano delle notizie più recenti. Nei giorni scorsi ha fatto discutere il fatto che ironizzino sul Presidente americano Trump, così come a inizio tournée ci son stati commenti che lamentavano le posizioni sui vaccini espresse durante la pandemia da questi comici. A tal proposito la direzione del circo ha risposto sui giornali affermando che “La famiglia Knie ha sempre aderito alla scelta di astenersi dal tematizzare la religione e la politica nei propri spettacoli. Questa moderazione si applica anche ai dipendenti e fa parte di uno sforzo consapevole di rivolgersi a un pubblico il più ampio possibile, indipendentemente dall'ideologia o dalle opinioni politiche. Come artisti indipendenti e rinomati satirici, Muller e Giakobbo lavorano in un formato che attinge fortemente all'attualità. Nei loro ruoli, l'esame puntuale degli sviluppi sociali o politici è un dispositivo stilistico centrale. Questa forma di libertà artistica fa parte della loro performance e li differenzia chiaramente dal resto del programma del Circo Knie, ma hanno la libertà di creare il loro contributo personale, pur rimanendo fedeli al genere della satira, che per definizione riflette anche questioni politiche e sociali”. Una scelta molto coraggiosa e audace da parte della famiglia Knie, ma che testimonia la volontà di guardare avanti, essere un passo avanti, magari rischiare di non piacere a tutti, ma confezionando uno spettacolo estremamente attuale e moderno. Nella Svizzera romanda la comicità parlata sarà affidata al comico “en travestì” Joseph Gorgoni nei panni di Marie Therese Porchet già protagonista degli show di Knie in alcune tournée passate e poi transitato al Festival di Monte Carlo. Contemporaneamente non manca l’attenzione ai più piccoli, alla comicità anche e soprattutto visuale, che non necessita di parole e chiavi di lettura con la scrittura di Chistirrin, un clown di razza, eclettico e frizzante, che con riprese molto brevi, si mette al servizio dello spettacolo, imprimendo ritmo e brio. Chistirrin appartiene alla new wave dei clown latino-americani, ma non monopolizza la pista per lunghe riprese, bensì rende bene anche su gag flash in cui rivela doti di acrobata, musicista e appunto una spiccata vis comica. Caratteristiche particolarmente apprezzate in Europa e che lo stanno portando nei programmi più prestigiosi. Negli spettacoli serali i suoi interventi sono più limitati, mentre ottiene maggiori spazi in quelli pomeridiani, in cui è protagonista della comicità dello show. Tra le scritture segnaliamo il diablo di Hng Thean Leong (vincitore a Parigi e Legnago 2023) il palo cinese del Duo Acero, la doppia altalena russa al femminile della Troupe Skokov con una esibizione molto precisa e pulita e l’impressionante sostenuto aereo del Duo Disar introdotto da una coreografia tenebrosa che vede 35 figuranti incappucciati scendere dalle gradinate e raggiungere la pista, accompagnati dalla colonna sonora de Il Gladiatore. Conclude la prima parte il sontuoso quadro equestre con il minimo e massimo di Maicol Jr, l’alta scuola di Chanel e la posta ungherese di Ivan Knie. Immancabile la standing ovation finale, tributo alla qualità artistica dell’esibizione proposta oltre che meritato riconoscimento alla tradizione equestre di casa Knie. Nel corso dell’intervallo un altro spettacolo va in scena sotto gli occhi del pubblico: l’allestimento della grande pista a ledwall rialzata che trasforma l’arena di segatura in un palcoscenico da grande varietà televisivo sul quale scorrono grafiche, immagini animate e scritte per dar vita a uno show che poco a da invidiare ai grandi concerti rock. Qui una suggestiva ed efficace coreografia tra tuoni, fulmini e un’ambientazione romantica incornicia la performance di equilibri con ombrellini della Zhejiang Folk Art & Acrobatics General Troupe (Cina) seguita anch’essa da un’ovazione meritata. Di tutt’altro stile la vulcanica irruzione degli Urban Crew Philippines (Filippine), un gruppo di una quindicina di saltatori filippini tra balletto, parkour e break dance che carica ed elettrizza il pubblico. E’ un felice connubio di spettacolarità ed emozioni il quadro alle cinghie aeree di Svyatoslav Rasshivkin che diventa un tutt’uno con la scenografia luminosa delle kinetic balls, uno dei momenti più ripreso anche dai telefoni del pubblico che si vuole portare a casa il ricordo di quell’immagine poetica e sorprendente. Ultima esibizione in programma i monocicli delle otto giapponesi della Troupe Unicircle Flow (Latina 2024): un numero perfetto e originale in cui tecnica e coreografia creano un momento di spettacolo davvero di pregio. Da segnalare gli opening di prima e seconda parte e il finale, che portano in pista una cinquantina di artisti (compresi i Bingo in una versione più mimetizzata rispetto alla consueta e distintiva estetica che li ha resi celebri). Nell’apertura anche quattro acrobate aeree agli elastici (con la tecnica resa celebre in Italia dagli Elastonauti dell’American Circus); in chiusura arriva al centro della pedana una torre su ruote con gli artisti disposti su tre livelli. Un colpo d’occhio di grande efficacia (oltre 50 artisti in scena!) che chiude uno show davvero favoloso che, vien da dire, “s’illumina d’immenso”…. - Opening con l’intera compagnia - Hng Thean Leong (Malesia), Diablo - Vincent Vignaud (Francia), grandi illusioni - Chistirrin, ripresa comica - Duo Acero (Colombia), chinese pole - Vincent Vignaud, intervento magico (la “nevicata” e quickchange) su una gradinata e parodia di Chistirrin su altra gradinata - Troupe Skokov, doppia altalena russa - Duo Disar, sostenuto aereo alle cinghie - Ivan, Chanel e Maycol Knie Jr, quadro equestre e posta ungherese con standing ovation INTERVALLO - Opening seconda parte - Mike Muller, comicità - Vincent Vignaud, levitazione - Zhejiang Folk Art & Acrobatics General Troupe (Cina), Equilibri con ombrellini - Urban Crew Philippines (Filippine), balletto acrobatico e break dance - Svyatoslav Rasshivkin (Russia), Cinghie aeree - Mike Muller, Ripresa comica cane - UniCircle Flow (Giappone), Monocicli - Finale Nella Svizzera tedesca la comicità "di parola" è affidata al popolare attore elvetico Mike Müller affiancato da Viktor Giacobbo, esclusivamente in occasione delle tappe di Zurigo, Berna e Lucerna. E' specificato sui siti di vendita dei biglietti che: "Mike Müller si esibirà negli spettacoli serali nella Svizzera tedesca, mentre il clown Chistirrin si esibirà negli spettacoli pomeridiani. A Berna e Lucerna, anche Viktor Giacobbo si unirà al programma serale". Nella svizzera Romanda (e verosimilmente anche per la piazza in Ticino) troveremo Marie Theres Porchet dopo diversi anni. La comicità più tradizionale del clown messicano Chistirrin accompagnerà l'intero tour. Il Circo Knie tornerà in Ticino (ad Agno dal 28 novembre al 7 dicembre) e concluderà il tour a Lucerna dopo 24 tappe. Intanto è già stata annunciata la tournée 2026 che prenderà il via il 13 marzo. I biglietti saranno disponibili a breve su knie.ch e ticketcorner. 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