Camminerò dentro questo spazio infinito, camminerò e inciamperò su rami che assomigliano a mie paure interiori e cadrò, forse finirò sotto terra in luoghi dove non c’è luce, dove il mondo sa far male, dove si perde ogni traccia di me stessa. Allora scaverò con mani la terra che assomiglia ad un mare di ostacoli e ritornerò a conoscere il calore del sole e sognerò forse come non ho mai fatto: nessun sogno particolare, avrò solo il sogno di vivere. Proverò sempre e ancora il bene e il male. La mia pelle forse sanguinerà ancora, i piedi mi faranno male forse, avrò la testa bloccata dai pensieri oscuri dalle mia mente, ma non mi fermerò, non bloccherò il sangue, non fermerò i miei pensieri, perché questo spazio infinito non può non avere il buio, le tenebre, le tempeste e non può non avere una piccola luce lontana a volte invisibile che è la speranza e non è altro che la vita e merita di essere camminato, calpestato, appesantito anche da me.






