I miei dischi dell’anno, del cuore (2016)
Una classifica di cinque dischi che rappresentano le tappe principali del difficile anno appena trascorso, durante il quale ho dedicato tutta me stessa alla realizzazione di una serie di obiettivi che mi hanno permesso di riscattarmi dalla miserabile condizione in cui mi sono ritrovata quando una delusione d’amore mi ha brutalmente tarpato le ali, facendomi precipitare in un abisso di dolore sconfinato da cui sono infine riuscita a riemergere prendendo una boccata d’aria e respirando a pieni polmoni, ritagliandomi un lungo momento di riflessione che ha cambiato la mia vita per sempre.
“L’annientamento del sé è un processo necessario per la costruzione del sé.”
5. Brothers In Law – Raise
“Se occorre uno sforzo sovrumano per perdersi completamente, non è paragonabile a quello di tornare di nuovo in sé.” – Donna Tartt, Dio di illusioni.
“I must go high, I must go high.”
Un album che mi ha permesso di risalire in superficie dopo aver toccato il fondo di un abisso di dolore sconfinato, dal quale sono infine riuscita a riemergere aggrappandomi alla certezza di essere tornata in me stessa.
“Ma cosa importa l’eternità della dannazione a chi ha trovato in un attimo l’infinito del godimento?” – Charles Baudelaire, Lo spleen di Parigi.
“What kind of heaven is this?”
Un album che ha spalancato una profonda voragine nel mio cuore, lasciando il posto ad un nuovo modo di amare, determinato dall’enorme sollievo di essermi tolta un peso dal cuore.
3. Charlie Hilton – Palana
“La sofferenza è il mezzo per cui esistiamo, perché attraverso essa diveniamo coscienti di esistere.” – Oscar Wilde, De Profundis.
“I needed to go somewhere
I needed to become somebody else.”
Un album che ha alleviato la sofferenza del mio cuore donandomi la consapevolezza di poter convivere con essa senza lasciarmi sopraffare da improvvise ondate di dolore.
2. Teleman – Brilliant Sanity
“Come si diventa ciò che si è.” – Friedrich Nietzsche, Ecce Homo.
“And you can take anything you like
It’s all coming back in the end sometimes.”
Un album che mi ha dato la conferma di essere sbocciata nel momento in cui i petali che si richiudevano a guscio su me stessa si sono schiusi lentamente, sprigionando tutta la loro bellezza.
1. Soviet Soviet – Endless
“Under your feet
Your life fades away
And words are not enough.”
Un album che mi ha motivato ad impormi un nuovo obiettivo da seguire: la necessità di ritrovare la strada da cui mi sono allontanata smarrendomi nel cammino della mia vita.