Credo di non essere l’unico a cui capita di struggersi pensando all’incredibile freddezza d’animo che la stragrande maggioranza delle persone ha nei confronti degli altri, sembra che a nessuno freghi mai nulla di nessun’altro a meno che ci sia qualcosa da guadagnare.
Ogni giorno si esce e incontrando un amico o un conoscente capita di fare o di sentirsi fare la classica domanda, “come stai?”, a cui sussegue la classica (e il più delle volte falsa) risposta “Bene”, spesso data solo per togliersi velocemente dalla situazione e/o evitare di dare una risposta sincera.
Ogni giorno questa domanda viene fatta e quasi viene fatta per scoprire veramente come sta una persona, quasi mai viene fatta perché a chi la fa importa veramente come stia la persona alla quale domanda.
Ma come siamo arrivati a questo?
Cosa ha spinto l’umanità in questo senso di menefreghismo camuffato da interesse?
Se non ci interessa come sta qualcuno non ci converrebbe stare zitti?
Perché mai sentiamo questo bisogno di chiedere qualcosa di cui non ci importa?
Solo per fingerci più amichevoli di quel che siamo?
Per fingere che ci interessi di gente che magari ci fa ribrezzo?
Molto probabilmente è solo una mia pazza fantasia partorita dalla mia mente allo scopo di farmi smettere di domandarmi cosa ci avesse spinto a cominciare ad agire così, però io credo che un tempo tutti fossero meno educati ma più veri, credo ci sia stato un tempo in cui la domanda “come stai?” veniva fatta raramente ma quando veniva fatta era perché chi la poneva era veramente interessato allo stato della persona a cui veniva chiesto.
Poi, immagino un uomo, o una donna, che un giorno ebbe un “lampo di genio” e pensò “E se da oggi cominciassi a fingere che mi interessi la vita di tutte le persone che conosco? Potrei passare per colui/colei che è sempre gentile e pronto/pronta ad ascoltare i pensieri degli altri e tutti mi vedrebbero come una persona fantastica!”, mi immagino quest’uomo, o questa donna, girare per il villaggio e far finta di interessarsi di tutte le preoccupazioni della gente, essere ringraziata e riempita di complimenti perché “è una brava persona”.
Mi immagino questa persona confidare ad un amico o un’amica che fingere di essere interessati alle emozioni e alle sofferenze delle persone funziona, è “utile” per far la figura della brava persona e ottenere dei vantaggi oltre ai sempre graditi complimenti, magari dei regali!
Mi immagino che quelle 2 persone a conoscenza del “grande segreto” per piacere alle persone siano poi diventate 4, 8, 16, 32, 64, 128...
...m’immagino che a un certo punto sia venuto naturale per la gente “comune”, avendo ormai capito il “trucco”, sviluppare una sorta di tattica di difesa, ovvero tagliare corto per non farsi fregare utilizzando la classica parolina magica come risposta alla domanda, “bene”, l’inizio della fine, l’inizio della freddezza d’animo, l’inizio della rovina dei rapporti umani.
Tengo comunque a precisare che questa è solo una stupida storiella immaginata dalla mia mente contorta e che per quanto serio sia il tema trattato in questo post, la storia vada presa alla leggera, quasi sul ridere, anche se ridere di una cosa del genere credo sia piuttosto difficile.