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Italia e Francia: Hollande e Berlusconi e il comune sentire
Milano 2 Febbraio – E’ difficile stare in posizione eretta, avere un’espressione convincente e determinata per un “budino”, ma Hollande è riuscito nell’intento, quando ha cercato di chiarire che la sua vita privata era privata e basta e nessuno poteva interferire in alcun modo nelle sue decisioni personali. Naturalmente i gossip dei giornali scandalistici si sono divertiti ogni giorno a descrivere nuovi dettagli, nuove immagini, ma i giornali che contano hanno trattato con misura la notizia dell’affaire, senza fare illazioni di cattivo gusto, rispettando la volontà di Monsieur le President.
Eppure quel presidente che va dall’amante, con il casco nero, su un motorino, seminando la scorta perché ci sono momenti in cui la voce dell’amore è indispensabile, la carezza dell’amata dà forza, quel Presidente, dicevo, suscita una certa ilarità. Ma, si sa, in Francia l’amour c’est l’amour e, dopo un primo momento di riprovazione per lo scandalo, ora che è stata fatta chiarezza e Valerie è stata liquidata, i francesi sorridono anche un po’ compiaciuti per il vigore e la salute amorosa del loro Presidente. Ci si aspettava che la Première dame con classe, davanti al fatto compiuto, alzasse il sopracciglio e con l’occhio umido di lacrime trattenute, dicesse “Pourquoi?” e accettasse il fulmine d’amore che ha sconvolto il suo uomo. Ma così non è stato e la reazione è stata davvero poco francese: piatti rotti, suppellettili buttate con violenza dove capitava, urla, strepiti, come nella peggiore tradizione italiana. E ancora giudizi a mezzo stampa, interviste malevoli perché il potere è il potere e non è facile dire è finito.
In Italia l’affaire Berlusconi non nasce dall’appostamento di un paparazzo, in una strada e, quindi, in uno spazio pubblico, ma nasce da intercettazioni più o meno legittime, da confidenze spesso pagate di donne con pochi scrupoli, da illazioni più o meno verificate dei media. Sulle famosissime cene di Arcore può sembrare vero tutto e il contrario di tutto, ma resta certo che si sono svolte in forma privata in un contesto privato, dove ciascuno dovrebbe poter liberamente esprimere se stesso. La vita personale di Berlusconi è stata spiata e violentata dalla curiosità più morbosa, con un crescendo quasi epico fino ad un processo farsa che lede i diritti più elementari di privacy. E i giornali che contano hanno raddoppiato le vendite con la pubblicazione di intercettazioni trasmesse direttamente dai cosiddetti Palazzi di Giustizia, hanno sezionato momenti ed eventuali debolezze, quasi fossero la trama di un feuilleton, hanno giudicato, irriso, senza alcun rispetto. Perché questa è la grande stampa italiana. E qualora Berlusconi avesse con forza in una qualsiasi conferenza stampa affermato -La mia vita privata è soltanto mia ed esigo rispetto – in molti gli avrebbero risposto con una pernacchia.
Nene











