E nonostante
sia ormai un capo fuori moda,
indosso la mia educazione
con un certo compiacimento.

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E nonostante
sia ormai un capo fuori moda,
indosso la mia educazione
con un certo compiacimento.
È difficile sapere cos'è la felicità. A volte assomiglia a qualcos'altro: soddisfazione, allegria, compiacimento. Si fraintende. A volte basta credere di essere felici, per esserlo.
unangelosadico
Un giorno un giovane ma già potente guerriero si presentó da un grande maestro che conosceva alcune potenti tecniche di spada.
Allora il giovane chiese al maestro di diventare suo allievo, aggiungendo subito una domanda.
"Quanto tempo impiegheró a diventare padrone della sua arte?"
Il maestro si accarezzò la barba e disse:
" 10 anni"
Subito il giovane si affrettò a chiedere:
" Se mi allenassi 14 ore il giorno, mettendi il massimo di me stesso, sotto pioggia, sole e neve... In questo caso quanto impiegherei?"
Il maestro guardò il cielo accarezzandosi ancora la barba.
"In questo caso 20 anni"
Particolarmente insidioso, per il Praticante di questa via, è il demone del compiacimento, la cui base è il DESIDERIO DI OTTENIMENTO … del risultato!
Tale desiderio, infatti, diventa facilmente il motivo propulsore e contaminante della pratica. Non più la pura pratica bensì una pratica interessata, tesa all’ottenimento, cessando così, ipso facto, la rettitudine della pratica stessa.
IL VECCHIO ARCIERE
In un villaggio abitava un vecchio e stimato arciere che era ritenuto il più forte dell'intero regno.
Un giorno un'altro arciere molto addestrato e molto sicuro di se, giunse fino al villaggio per sfidarlo.
Si scoprì il busto e indicò un bersaglio piccolo e molto lontano, quindi, con molta calma, scoccó la freccia, colpendolo in pieno.
"Voglio proprio vedere come farà a far meglio di me"
Giunsero su una traballante passerella sospesa sul vuoto e da quella, il Maestro, salii sopra un mezzo tronco, in bilico sul vuoto e da quella instabile posizione colpì un bersaglio davanti a lui.
Fece cenno allo sfidante di provare anche lui ma questi, ormai spogliato della sua sicurezza e impaurito dalla posizione, riconobbe la sconfitta.
Il maestro disse:
" la tua tecnica dell'arco è molto buona ma ancora non sai scoccare le frecce con la tua mente"
Nuovo Post pubblicato su Milano Post Quotidiano ONLINE di Informazione e Cultura #Berlusconi, #Compiacimento, #ComuneSentire, #GiornaliCheContano, #Gossip, #Hollande, #IllazioniVitaPersonaleViolentata, #Intercettazioni, #Irrisione, #RispettoVitaPrivata, #Scandalo, #Valerie
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Italia e Francia: Hollande e Berlusconi e il comune sentire
Milano 2 Febbraio – E’ difficile stare in posizione eretta, avere un’espressione convincente e determinata per un “budino”, ma Hollande è riuscito nell’intento, quando ha cercato di chiarire che la sua vita privata era privata e basta e nessuno poteva interferire in alcun modo nelle sue decisioni personali. Naturalmente i gossip dei giornali scandalistici si sono divertiti ogni giorno a descrivere nuovi dettagli, nuove immagini, ma i giornali che contano hanno trattato con misura la notizia dell’affaire, senza fare illazioni di cattivo gusto, rispettando la volontà di Monsieur le President.
Eppure quel presidente che va dall’amante, con il casco nero, su un motorino, seminando la scorta perché ci sono momenti in cui la voce dell’amore è indispensabile, la carezza dell’amata dà forza, quel Presidente, dicevo, suscita una certa ilarità. Ma, si sa, in Francia l’amour c’est l’amour e, dopo un primo momento di riprovazione per lo scandalo, ora che è stata fatta chiarezza e Valerie è stata liquidata, i francesi sorridono anche un po’ compiaciuti per il vigore e la salute amorosa del loro Presidente. Ci si aspettava che la Première dame con classe, davanti al fatto compiuto, alzasse il sopracciglio e con l’occhio umido di lacrime trattenute, dicesse “Pourquoi?” e accettasse il fulmine d’amore che ha sconvolto il suo uomo. Ma così non è stato e la reazione è stata davvero poco francese: piatti rotti, suppellettili buttate con violenza dove capitava, urla, strepiti, come nella peggiore tradizione italiana. E ancora giudizi a mezzo stampa, interviste malevoli perché il potere è il potere e non è facile dire è finito.
In Italia l’affaire Berlusconi non nasce dall’appostamento di un paparazzo, in una strada e, quindi, in uno spazio pubblico, ma nasce da intercettazioni più o meno legittime, da confidenze spesso pagate di donne con pochi scrupoli, da illazioni più o meno verificate dei media. Sulle famosissime cene di Arcore può sembrare vero tutto e il contrario di tutto, ma resta certo che si sono svolte in forma privata in un contesto privato, dove ciascuno dovrebbe poter liberamente esprimere se stesso. La vita personale di Berlusconi è stata spiata e violentata dalla curiosità più morbosa, con un crescendo quasi epico fino ad un processo farsa che lede i diritti più elementari di privacy. E i giornali che contano hanno raddoppiato le vendite con la pubblicazione di intercettazioni trasmesse direttamente dai cosiddetti Palazzi di Giustizia, hanno sezionato momenti ed eventuali debolezze, quasi fossero la trama di un feuilleton, hanno giudicato, irriso, senza alcun rispetto. Perché questa è la grande stampa italiana. E qualora Berlusconi avesse con forza in una qualsiasi conferenza stampa affermato -La mia vita privata è soltanto mia ed esigo rispetto – in molti gli avrebbero risposto con una pernacchia.
Nene