All'apparenza sbagliato, ma sbagliato era solo il luogo nel quale era capitato. Da quell'istante in poi, quella parte errante gli tenne compagnia, insieme vagarono senza meta come due emarginati, ma nel contempo connessi. Lui, incatenato dai sensi di colpa, perseguitato dal dolore e dalla paura, fu inconsapevole del fatto che alimentava l'altro, sempre più poderoso e sempre più affamato da diventare opprimente. Come un aguzzino che prova piacere nell'affondare lentamente la propria lama più in profondità. Allo stesso tempo vittima e carnefice di sé stesso. Divorato dal tempo, capì che la soluzione era una sola, accettarlo o esserne soffocati.
Silvio Smochina







