Scomodità della plastica
La plastica è materiale scomodo che si accumula inesorabilmente nell’ambiente, anno dopo anno, deturpando il paesaggio e pervadendo i processi vita. Rifiuti di plastica vengono mangiati, ad esempio, dai pesci e ritornano segretamente nel nostro piatto sottoforma di composti tossici che minacciano la nostra salute. Cosa possiamo fare per correre ai ripari? Esistono più approcci da combinare insieme.
Esempio la leva fiscale: visto che la plastica abbandonata provoca danni alla collettività, applichiamo una tassa all’acquisto, sottoforma di cauzione, restituita quando il vuoto viene reso a un circuito di smaltimento.
Esempio i sistemi di raccolta differenziata: vanno potenziati a livello globale. Sappiamo che il riciclo delle plastiche non è facile a causa dei tanti tipi (polietilene, polipropilene, polivinilcloruro…) che se mischiati si degradano dopo alcuni passaggi, per cui alla fine vanno inceneriti con inevitabile emissione di gas serra e altri inquinanti. Con le plastiche biodegradabili potremmo intervenire all’origine del rifiuto.
Esempio la scelta del prodotto: il consumatore finale compie un gesto estremamente importante quando acquista un prodotto con o senza plastica e se la filiera a monte trova soluzioni di riduzione degli imballi sintetici si facilitano raccolta differenziata e riciclabilità.
Photo by Mark Tipple and Sarah Lee















