Seicentomila morti premature per inquinamento costate 1600 miliardi di dollari: se questo vi sembra progresso! Sono i dati relativi per per ora al 2010 contenuti in un recentissimo rappoto dell'OMS.
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Seicentomila morti premature per inquinamento costate 1600 miliardi di dollari: se questo vi sembra progresso! Sono i dati relativi per per ora al 2010 contenuti in un recentissimo rappoto dell'OMS.
L’Italia devasta le foreste per produrre biodiesel
«Molti sono i limiti imposti ai piccoli produttori. Tre esempi su tutti, che riguardano i vincoli di accessibilità al mercato per i piccoli produttori; la legalità delle trasformazioni processate del cibo, in maniera genuina e casareccia, come da tradizione italiana; e la Certificazione Biologica, un momento importante di verifica e di tutela del consumatore e del produttore che invece è gestita secondo le norme del mercato, falsando spesso i percorsi di verifica». Proponete molte alternative al sistema capitalista vigente. Quali sono le più importanti e necessarie nell’immediato? «Il centro della nostra reazione a questo modello è la riscoperta dei legami e delle relazioni e l’impossibilità di sostituirli con legami di consumo. In questo c’è molta economia informale, solidarietà e mutuo aiuto. Sosteniamo la pratica del mercato con norme condivise tra cittadini e contadini, l’autorganizzazione delle piazze, i percorsi di Garanzia Partecipata dei prodotti presenti nei mercati».
Genuino Clandestino, la resistenza dei contadini italiani
La Rete NoWar e il Comitato No Nato hanno lanciato un appello congiunto per l’uscita dell'Italia dalla Nato, il cui testo ha già cominciato a circolare, raccogliendo subito migliaia di adesioni, tra cui molte di note personalità della cultura, pacifiste e religiose. Ora tutti i cittadini sono invitati a sottoscriverlo (il link per le firme appare alla fine di questo articolo). Bisogna uscire dalla Nato, sostengono i due gruppi, perché questa organizzazione, nata in funzione difensiva euro-atlantica nel 1949, dal 1990-91 invece si è trasformata in uno strumento di aggressione planetaria.
Atlante italiano dei conflitti ambientali.
I più emblematici conflitti ambientali italiani riuniti in questo Atlante: uno strumento di informazione, documentazione, partecipazione cittadina e messa in rete.
Ancora una volta si fa un regalo alla lobby del petrolio mettendo in campo l’ennesimo e insensato attacco al mare italiano.
«Nel mondo ci sono 2,5 miliardi di attività a conduzione familiare che dipendono dall’agricoltura e questo settore copre il 30% del Prodotto interno lordo in paesi il Burkina Faso, il Burundi, la Repubblica Centro-africana, il Chad, l’Etiopia, il Kenya, il Mali, il Niger e il Mozambico. A mettere a rischio l’agricoltura sono anche le guerre e le crisi economiche, ma le perdite dovute a disastri naturali sono triplicate nell’ultimo decennio, arrivando al 22% almeno dell’intera produzione tra il 2003 e il 2013. E a essere particolarmente a rischio sono i piccoli contadini, i pescatori e le comunità che dipendono dalle foreste, cioè quelle stesse persone il cui 75% rappresenta la popolazione più affamata e povera del mondo».
«È la stessa agricoltura a offrire la soluzione, ma bisogna cambiare il modo di utilizzare i terreni, individuare un approccio più sostenibile alla produzione alimentare, proteggere l’ambiente e favorire la resilienza delle comunità».
Il 16 marzo 2003 Rachel Corrie veniva uccisa da un bulldozer israeliano mentre tentava di impedire la demolizione di una casa palestinese nella Striscia di Gaza. Aveva 23 anni.
La notte tra il 9 e il 10 marzo del 1945 l’esercito USA scatenò l’inferno su Tokyo, sganciando 250 tonnellate di bombe e uccidendo 672.000 persone. Appunti per una lezione di storia
Frane e alluvioni, bloccate 9 opere su 10.
Nove miliardi sono a disposizione per i prossimi 7 anni, ma mancano i progetti esecutivi per realizzarle. Per trent’anni si è parlato di un piano nazionale sul dissesto idrogeologico: in realtà non è mai esistito.
NON CE LO AVEVANO VENDUTO COME UN EVENTO SULLA SANA E CORRETTA ALIMENTAZIONE? In principio fu così, poi si sa, il dio denaro ha un fascino irresistibile e compra tutto e tutti. Quindi si arriva al punto che un Paese come l’Italia famoso in tutto il mondo tra le altre cose anche per la dieta mediterranea, accetti che una multinazionale come McDonald’s sia Official sponsor dell’Expo 2015. Le sorprese non finiscono qui: se andiamo sul sito ufficiale della manifestazione si legge: “Coca-Cola è l’Official Soft Drink Partner di Expo Milano 2015. Il brand è stato scelto in virtù del suo impegno sul fronte dell’innovazione e della crescita sostenibile, capace di generare ricchezza per le comunità, tutelando le risorse utilizzate e incoraggiando consumi e stili di vita equilibrati”.
Gli ultimi sei mesi sono stati critici per l’Amazzonia: la deforestazione, dopo un decennio di sostanziale stabilità, è tornata alle stelle...
Canada, primi al mondo per deforestazione
Il decreto Sblocca Italia del governo Renzi, ormai diventato legge, dà il via libera alle trivellazioni e favorisce la nascita di nuovi inceneritori in tutto il Paese.
I colossi dell'energia hanno stanziato oltre 1,2 milioni di dollari nell'arco di un decennio per finanziare alcuni lavori scientifici di orientamento scettico nei confronti del cambiamento climatico. Il duro atto d’accusa arriva da Greenpeace...
Lunedì 23 febbraio alle 17:30 presso il Centro Amilcar Cabral (via San Mamolo 24, Bologna)
CampiAperti in collaborazione con ExAequo e la Biblioteca Amilcar Cabral presentano il libro: La lunga marcia de Senza Terra: dal Brasile al mondo (EMI, 2014) di Claudia Fanti, Serena Romagnoli e Marinella Correggia. Prefazione di Frei Betto.
Intervengono Claudia Fanti, coautrice del libro Roberto Vecchi, Università di Bologna e Centro Amilcar Cabral Un produttore di CampiAperti