Domenica 22 maggio ci ha lasciato la nostra sorella Fatima Chamcham, portata via da una crudele malattia.
Vogliamo ricordarla pubblicamente su questo blog perché Fatima era una persona speciale, una donna coraggiosa e forte che non ha mai esitato a prendere la parola e alzare la sua voce per difendere i diritti dei più deboli, affrontando a viso aperto anche l’autorità dei notabili, degli uomini di potere. Lei che debole avrebbe dovuto esserlo per nascita: donna, povera, rurale, immigrata, ma che aveva in sé la forza che viene dall’essere nel giusto.
Ma anche una donna solare, allegra e accogliente, che non ha mai smesso, in mezzo a ogni avversità, di sostenere chi le stava vicino con il suo sorriso aperto e contagioso, fino ai suoi ultimi giorni di sofferenza, che ha affrontato senza un lamento, con una forza, una dignità e una fede esemplari.
Come associazione l’avevamo conosciuta nel 2008 a Foum Zguid, suo paese natale, poi dal 2009, immigrata a Bologna, dove ha sempre lavorato come assistente agli anziani, era entrata nella nostra associazione ed è stata subito eletta nel comitato direttivo. La sua integrità di giudizio, la sua franchezza e la sua conoscenza concreta e consapevole della realtà sociale e culturale marocchina ci mancheranno.
Qui a Bologna, nei pochi anni in cui ci ha vissuto, lavorato, militato, fondato una famiglia, ha conosciuto e interagito con tante realtà culturali, associative e istituzionali e in tutte, ne siamo certi, ha lasciato un segno e un ricordo vivo. Vorremmo che questi ricordi venissero espressi e pubblicati, noi faremo il possibile per raccoglierli e diffonderli perché crediamo che la memoria di Fatima debba entrare nella storia e nella memoria collettiva di questa città.
Ci stringiamo in un abbraccio alla sua famiglia e al suo piccolo Mohamed Amine, a cui un destino crudele ha strappato una mamma così speciale, e alle sorelle Chiara, Nadia, Nicoletta, che hanno fatto l’impossibile fino all’ultimo e alle tante altre sorelle e fratelli che sono stati vicino a lei e alla famiglia in tutti i modi.
Qui, per cominciare, il ricordo de Il Girovago, progetto editoriale della Editrice Nuova S1
Qui le parole di Asmaa Kherrati, giovane cooperante freelance che ha più volte partecipato e promosso progetti insieme alla nostra associazione
Qui il ricordo dell’Associazione “Annassim: donne native e migranti delle due sponde del Mediterraneo”
Qui un articolo di Annassim che la ricorda sul blog La bottega del Barbieri
Siamo certi che altri commenti seguiranno.
Riposa in pace sorella, non ti dimenticheremo, la tua forza è un esempio