3 aprile 2018
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Dopo un po’ che si vive in una grande città, per dipiù al centro, circondati quotidianamente da palazzi alti, strade trafficate, orde di persone, rumori, si ha bisogno di evadere un po’, per prendere una boccata d’aria, per sentirsi liberi e vedere cosa c’è oltre le mura. Mi sono accorta di quanto avessi bisogno di uscire dalla città solo nel momento in cui ho preso il treno e mi sono ritrovata nelle pianure desolate e alberate della Svezia.
Siamo nel periodo di Pasqua e solo oggi le mie giornate sono tornate più o meno alla normalità, dopo un weekend sfrenato, passato a visitare luoghi e a meravigliarmi di quanto sia bello il mondo. Dopo essermi seduta e aver fatto un lungo respiro ho iniziato a mettere i tic sulla lista dei desideri realizzati in questi tre giorni e mi sento molto soddisfatta, il mio sogno sta prendendo piano piano sempre più forma.
Venerdì, primo giorno di festa e pranzo di Pasqua, anche se in realtà a Pasqua mancavano due giorni. Io e la mia host-family siamo partiti per Norrköping, piccola cittadina a sud-est di Stoccolma, per andare a trovare la figlia maggiore della mia host-mom e festeggiare il suo fidanzamento avvenuto in concomitanza alla Pasqua.
Il viaggio in treno è stato qualcosa di meraviglioso. Partiamo dal presupposto che io adoro viaggiare in treno e quindi questo dà già vantaggio alla situazione, ma il punto qui è che ho avuto il privilegio di ammirare paesaggi davvero bellissimi che fino al giorno prima non credevo nemmeno potessero esistere nella realtà. Uno dei miei desideri era quello di vedere la foresta svedese, luogo che tutti descrivono essere magico e mozzafiato. Durante l’andata, in pieno giorno, ho notato che appena si esce dalla città, anche di poco, la foresta è a portata di mano, abbondante e generosa, verde e fitta. Mi ero concentrata a scrivere sul mio diario di viaggio, e quando ho alzato la testa un momento per cercare le parole giuste mi sono ritrovata di fronte così tanta bellezza. Una zolla di fredda terra ancora innevata era ricoperta generosamente da alberi alti, verdi e fitti. In quel preciso istante, in cui mi sono accorta di quel paesaggio che mi circondava, il mio respiro si è bloccato e le lacrime mi sono salite agli occhi, troppa era la felicità. Ma la cosa più bella è accaduta al ritorno. Saranno state circa le 19.30 e in cielo c’era uno dei tramonti più belli della mia vita. Il sole, al centro del cielo, era una grande palla arancione, un tuorlo d’uovo che illuminava con centinaia di sfumature tutto il paesaggio circostante, cani correvano sulla neve, le casette di legno ocra e rosse erano illuminate da piccole lanterne e i cavalli si riposavano dopo la lunga giornata, ruminando annoiati un po’ di fieno. Il sole filtrava attraverso gli alberi e io ho pianto. Ho pianto a singhiozzi, per tutta quella bellezza, ho pianto di gratitudine. E’ stata forse la prima emozione davvero forte che questo luogo mi ha donato da quando sono qui. Ho sentito una pace e una felicità interiore davvero forti.
La cittadina di Norrköping è semplice e quieta, mi ha ricordato un po’ quelle cittadine di mare italiane nel periodo invernale, calme, con gli autobus vuoti e il vento tra le palme. Qui le palme non ci sono ma in compenso la città era addobbata di uova di Pasqua e piume, tipiche degli addobbi primaverili in Svezia. Dopo un pranzo a base di salmone, salmone e ancora salmone abbiamo trascorso un calmo pomeriggio in famiglia.
Sabato, altro desiderio da spuntare nella mia lista: ho visitato l’Ikea più grande del mondo. Per chi non lo sa, io sono una patita dei mobili Ikea e del design svedese, per cui per me era un must andare. E’ stato più stancante di una scalata in montagna, sono tornata a casa esausta e con appena la forza di respirare ma felice. Come i bambini al Luna Park, con il giocattolo vinto dal papà al tiro a segno.
E così arriviamo al giorno di Pasqua e al giorno di Pasquetta. La mia host-family ha organizzato una mini crociera alle Isole Åland, un gruppo di isole appartenenti alla Finlandia che si trovano nel Mar Baltico, poco distanti dalla Svezia. Nel pomeriggio di domenica quindi siamo partiti tutti da Stoccolma alla volta delle Åland, con una nave della Viking Line, per poi tornare il lunedì pomeriggio. Un giro intorno all’arcipelago di Stoccolma, un po’ di mare aperto e un giro intorno alle Isole finlandesi. Gli svedesi di solito vanno su queste navi per divertirsi, bere e mangiare senza spendere troppo e passare del tempo con la propria famiglia. La crociera non è il tipo di vacanza che preferisco però devo dire che non mi è dispiaciuto. Le Isole Åland non sono un granché, ci sono piccoli gruppi di case e sono ricoperte da vegetazione, magari in estate hanno un altro aspetto ma ora, con il tempo cupo e freddo, non sono il massimo. L’aspetto più bello di questa mini vacanza è stato vedere l’arcipelago di Stoccolma, una meraviglia. Tante isolette con case di legno e barche circondate dalla foresta, qualcosa che ti fa venir voglia di prendere e trasferirti lì. Quelle casette, tutte curate e tinteggiate a dovere fanno pensare a quelle storie di vecchi marinai brontoloni che abitano soli in riva al mare e raccontano storie di tesori nascosti mentre fumano una grossa pipa. Mentre tornavamo verso la capitale svedese, il sole illuminava tutto questo, il mare scuro e le isole verdeggianti con gli alberi a pelo dell’acqua.
Venti minuti circa, prima dell’attracco a Stoccolma, la città si mostrava in tutto il suo splendore, Gamla Stan con le sue case colorate, il parco giochi con le sue alte montagne russe, le chiese e le loro guglie e le navi ancorate sulle sponde delle isole. Mi sono sorpresa di me stessa, quando vedendo tutto questo sentivo di essere contenta di essere tornata, come se fossi felice di tornare a casa. Non è un posto che ancora sento casa mia, e non so se lo sentirò mai ma ero felice e Stoccolma vista dal mare era bellissima. Una donna tutta in ghingheri pronta per il primo appuntamento.
LucreziaB.
Mar Baltico e tramonti svedesi 3 aprile 2018 Dopo un po’ che si vive in una grande città, per dipiù al centro, circondati quotidianamente da palazzi alti, strade trafficate, orde di persone, rumori, si ha bisogno di evadere un po’, per prendere una boccata d’aria, per sentirsi liberi e vedere cosa c’è oltre le mura.













