Gita in taxi
Alberto iniziò a chiedere dove si stava dirigendo il tassista solo quando l'auto si addentrò su di una strada sterrata bordata da una fitta radura.
"La porto nella mia casetta appartata". "Ho visto in lei quel fremito mentre ci guardavamo" disse il baffone turco guardando Alberto dallo specchietto.
L'architetto pensò di scappare ma l'energumeno serrò le porte e iniziò a sorridere. "Vedrà architetto le farò provare qualcosa di diverso".
Arrivo alla casetta, trasporto di peso, palla di gomma legata in bocca, manette sulle sbarre di ferro, il bestione sale sul letto, il materasso si inflette all'indietro, odore di lubrificante, rumore di gomma del palloncino, peso sulla schiena, braccio al collo, grosso nervo penetra, grida, fremiti, sudore, respiro forte, grida soffocate, lingua sul collo, il toro spinge e affonda, denti stretti sulla palla di gomma, fremito lungo, schizzo sulle lenzuola, il muscoloso toro continua, lunga monta, bestia sudata, bestia indomabile, finalmente viene poi bacia a lungo, corpi bagnati.
"Architetto, la porto a casa?" domandò il tassista fumando la sigaretta poggiato sulla sua auto gialla, una volta che Alberto uscì dalla casetta.
"Si grazie ma non avvii il tassametro, spero di averla ripagata a sufficienza". Il turco sorrise carezzandosi i baffi quindi terminò la sigaretta mentre l'architetto con difficoltà cercava la posizione giusta per sedersi sul sedile di pelle


















