IsPossible isPossible, Not Possible!
Sabato 6 ottobre
Mentre volo via da Kashgar, osservo il paesaggio e mi accorgo realmente che sto per lasciarlo. Un paesaggio dai colori contrastanti in cui si gettano periferie silenziose, ripenso all'andamento lento degli asini e ai carretti di legno, alle case non perfettamente regolari dal color giallo deserto e agli uliveti verdastri che decorano ogni casa uigura. Penso che tutte queste immagini lasceranno in me e sul tappeto un'impronta perenne.
Martedi 9 ottobre
Qui in Cina come nello Xinjiang, si festeggia come ogni anno la festa della Luna, un momento importante per tutti i cinesi. In occasione di questa festa milioni di persone tornano a casa per stare con i familiari, a volte dopo un anno di lavoro fuori città. Anche gli uiguri approfittano della settimana per ritornare dalle famiglie. La festa della luna però non è una ricorrenza uigura e forse anche per questo, nei giorni in cui mi trovavo a Kashgar, non ho visto nessuno festeggiare.
Solo oggi dopo 3 giorni riesco a organizzare insieme a Mohedeer Yasen, docente e direttore uiguro della sezione dell'Università di Belle Arti, gli incontri che mi ero prefissato di realizzare con gli studenti attorno al mio tappeto.
Alle ore 22.00 il giovane docente Abdulki riunisce circa venti studenti a cui presento il progetto credcarpet. Insieme a loro cerchiamo di capire come organizzare, per il giorno seguente, delle azioni significative all'università e in città.
Dopo circa due ore decidiamo che il tappeto farà un giro ad Urumqi, di mattina faremo colazione e la sera un vero e proprio party per gli studenti all'interno dell'Università. Resto piacevolmente stupito.
Gli studenti decidono che la mattina seguente il luogo prescelto per la colazione sarà il Children Garden di Urumqi a circa 20 minuti a piedi dal campus universitario, l'incontro è fissato alle ore 9.30 davanti al mio Hotel.
Mercoledi 10 Ottobre, ore 9.30
Maydan, Yasinjan, Manie, Anwarjan, Abilimit, Samort, Adljan, Nurbol, Rahmet, Kenges, Polat, Tohtabay, Aizat, Maynur, Adeljan, Semetey, Nuroia, Ablajan sono una parte degli studenti che hanno preso parte alla colazione. Abbiamo mangiato del nan (pane azzimo con semi di papavero e sesamo), l'uruk (albicocche), dell'uzum (uva), il tawuz (anguria), un khoghun (melone dolce), del yimish (uvetta), un paio di matang (pane di noci alla frutta), il kharsen meghriz (frittelle con zucchero, uvetta e noci), e bevuto alcuni succhi di frutta, dell'acqua e chiaramente della cocacola made in china.
Mentre camminavamo verso il Children Garden, mi tornavano in mente alcune frasi che avevo letto qualche tempo fa su un libro scritto da Obrist: “il museo come passeggiata, la passeggiata come museo”, e sentivo che qualcosa del genere si stava avverando.
Ore 16.00
IsPossible isPossible, Not Possible!
E' un pò il tema dei miei rapporti ad Urumqi, grazie a Mohedeer Yasen, ho capito che lavorare in autonomia, come ho fatto a Kashgar, è davvero difficile, soprattutto se affronti determinate tematiche. All'Università per certi versi è stato tutto più semplice.
Come da accordi ci siamo dati appuntamento alla spazio/galleria dell'accademia per l'allestimento della serata. Lo spazio solitamente viene usato per ospitare mostre di artisti cinesi conosciuti e dagli stessi professori.
Con gli studenti abbiamo optato di esporre la documentazione video e fotografica che avevo realizzato nei giorni precedenti, utilizzando tutti gli spazi della galleria.
L'entrata della galleria è stata destinata al tappeto e ad un bar ottenuto dal riutilizzo di alcuni pancali della precedente mostra, nelle altre sale una grande video-proiezione documenta il viaggio del tappeto a Kashgar, nella sala accanto uno slide show con le foto del mio lavoro a Kashgar andava ininterrottamente in due computers.
Ore 20.00
Puntuali alle ore 20, mentre io e Mohedeer ceniamo con dei noodles uiguri detti längmän, numerose persone ci aspettano in galleria per l'inaugurazione. Il längmän è un piatto che mi ha accompagnato in tutto il mio viaggio, come tutti i piatti della cucina Uigura hanno anche un significato simbolico, sono il cibo dell'amore, che dovrebbe durare tanto a lungo quanto sono lunghi gli spaghetti.
La presentazione in galleria avviene grazie al Mohedeer che introduce la mostra, il percorso realizzato e traduce tutti i miei ringraziamenti alla platea. La serata passa in modo piacevole e molti sono gli interventi che faranno, alla fine della serata, i visitatori sul tappeto, c'è chi inizia a ballare, ascoltando musica uigura, hip hop, canzoni di Michael Jackson e strani remix di Carosone.
Insomma non ci è mancato proprio niente.
11 ottobre, ore 12.30
Il giorno seguente nella sala conferenza del campus universitario si chiude definitivamente il mio viaggio e la mia esperienza nello Xinjiang. Il tema del convegno è un'analisi sul concetto di spazio espositivo e sul significato della riconversione degli spazi pubblici, espongo alcuni progetti italiani, internazionali e personali, realizzati negli ultimi anni. Ed infine parlo del concetto di spazio all'interno del progetto credcarpet.











