Citare Saviano e Baricco e mettere “parteciperò” a manifestazioni culturali alle quali lo sanno tutti che non parteciperai mai.Farsi foto ogni volta che si esce con qualcuno. Commentare. Taggare. Taggarsi nelle proprie foto per racimolare più mi piace. Citare lo Stato Sociale e conoscere tre canzoni quelle più brutte tra l’altro andare ai concerti di band e sbagliare a scriverne il nome su Facebook( tipo Gazebo Pinguins, Giorgio Canali e i Rossofuoco). Vi diró di più: mettere la propria vita o presunta tale su un social network discutibile quale Facebook. Scrivere “Libertà” quando finisce la sessione estiva. Scrivere “Patentata” quando si prende la patente. Qualche volta pubblicare De Andrè per ricordare di essere intellettuale. Ah e leggere Saviano l’ho già detto? Si ma tu vorresti mettere Sartre con Saviano? Saviano è il meglio cioè Saviano rischia la vita tutti i giorni per noi. Entrare a Economia con il ricorso. Foto. Tag. Foto. Amica di tutti. Intellettuale e carina. Che orgoglio, cazzo.
Stasera ho provato invidia per la vita di questa persona. Persona vera, per carità, non inventata. È durata una decina di minuti quest’invidia. Non sarebbe bellissima una vita così senza stirare, senza lavoro, senza esami arretrati, senza preoccupazioni,senza uscite a fatica da amori inutili, vivere di e per Facebook?
Poi ho fatto un analisi lucida della vita della persona in questione e ho deciso che per quanto possa essere inutile, io preferisco me e la mia vita da fallita, la mia sincera vita che è così e non può essere altrimenti.