NUOVI INCONTRI E NUOVI SGUARDI. BENVENUTE E BENVENUTI CUSTODI DELLE RESIDENZE 2025
Ha preso avvio ieri, con il primo di due incontri che si terranno nel mese di maggio, il nuovo percorso del gruppo Custodi delle Residenze, che affianca il progetto ERetici. Le strade dei teatri, promosso dal Centro di residenza Emilia-Romagna, composto da L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino e da Corte Ospitale di Rubiera.
I dodici spettatori e spettatrici dell’Emilia-Romagna, selezionate per seguire il processo di ricerca e composizione di Notturno264 di Anita Pomario – arista selezionata nell’ambito del bando ERetici 2025 –, accompagneranno il suo lavoro tra Mondaino e Rubiera nei mesi a venire, all'interno di un percorso di dialogo e condivisione curato da Silvia Zicaro e Francesca Giuliani. Un tempo di ascolto e confronto durante il quale i e le Custodi intrecceranno il loro sguardo con il percorso di residenza dell’artista generando riflessioni, domande e visioni condivise
A offrire una cornice introduttiva al progetto sono intervenuti i tutor scientifici che accompagnano ERetici: Gerardo Guccini, Enrico Pitozzi ed Elena di Gioia. Le loro riflessioni hanno approfondito l’identità del progetto, la funzione di accompagnamento nel percorso degli artisti e delle artiste selezionate e il senso più ampio di una comunità in dialogo e formazione.
Il discorso si è articolato attorno al nucleo del progetto: il bando ERetici, all’interno del quale i Custodi rappresentano una presenza riflessiva e relazionale, chiamata – come sottolineato dal prof. Guccini – a tenere aperte le connessioni tra percorsi individuali e progettualità collettive, senza imporre gerarchie ma favorendo letture contestuali e condivise.
Gerardo Guccini ha ripercorso i sei anni del progetto come un processo di ricerca non riconducibile a categorie artistiche fisse, bensì come un luogo di emersione di archetipi personali, in cui si intrecciano pratiche interiori e artigiane, capaci di prolungarsi nel tempo anche ben oltre la durata della residenza. I Custodi, in questo quadro, sono figure che facilitano la tessitura di connessioni e il riconoscimento del singolare dentro un contesto teatrale in evoluzione.
Enrico Pitozzi ha offerto una lettura delle Eretiche del 2024, Violetta Cottini con Roberta e Alessandra Indolfi, soffermandosi sulla qualità della loro ricerca: Do faires have a tail? È un lavoro in cui si fonde sperimentazione formale e tensione poetica per creare un dispositivo coreografico-installativo che interroga i limiti dell’umano, il confine tra visibile e invisibile.
Elena di Gioia ha invece riflettuto sul lavoro in divenire di Anita Pomario individuando nella bozza progettuale di Notturno264 una sensibilità creativa radicata nella ricerca sul corpo, nella parla poetica e nella matericità della scena.
A questo momento di approfondimento è seguito il passaggio di testimone tra Violetta Cottini e Anita Pomario. Violetta ha raccontato i momenti di svolta nel suo percorso creativo in relazione all'incontro con i Custodi, mentre Anita le ha rivolto una domanda cruciale: quale sia stato, durante i cinque periodi di residenza, il momento di rottura, di crisi che ha trasformato la sua ricerca.
L'incontro si è concluso con un momento di ascolto reciproco e apertura dando inizio a un percorso di accompagnamento e visione condivisa, in cui i Custodi avranno un ruolo fondamentale nel coltivare domande, orchestrare sguardi e custodi memorie.







