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Piazzò un’autobomba alla Clementoni, 17 anni al romeno Dafinu
La Corte d’assise di Macerata ha condannato Ioan Nini Dafinu, 44 anni, il romeno accusato di aver piazzato un’autobomba nello stabilimento della Clementoni a Recanati il 28 giugno 2013, a 17 anni di reclusione e a tre di libertà vigilata dopo l’espiazione della condanna. La decisione è arrivata dopo oltre tre ore di camera di consiglio. Dafinu è stato anche condannato al risarcimento dei danni, da definire in separata sede. Le attenuanti generiche sono state ritenute equivalenti alle aggravanti, da qui la diminuzione della pena a 17 anni rispetto ai 21 chiesti dal pm Enrico Riccioni. L’imputato, ascoltata la sentenza, ha commentato: “Meglio di quanto avevo temuto”. Il suo legale, l’avv. Lucia Testarmata, ha annunciato che presenterà appello, anche per poter ottenere una perizia psichiatrica per il suo assistito. Soddisfatto il pm, secondo cui l’imputato aveva agito lucidamente per compiere una strage: “E’ stata accolta la mia tesi della piena responsabilità”. L’avv. Paolo Parisella, che rappresentava la parte civile, ha dichiarato: “La previsione della libertà vigilata per tre anni dopo aver scontato la pena significa che il soggetto è comunque pericoloso e va tenuto sotto controllo”. La perizia ha chiarito che le 6 bombole e le 8 taniche di Gpl che l’attentatore aveva caricato sulla sua auto avevano un potenziale pari a 562 chili di tritolo. Se due dipendenti della Clementoni non fossero accorsi a spegnere le prime fiamme, l’esplosione avrebbe investito un’area di 200 metri di diametro, provocando la morte di una sessantina di persone. Al processo Dafinu aveva dichiarato che il suo intento era quello di compiere “un gesto eclatante”, uccidersi in modo spettacolare, nell’azienda in cui aveva lavorato per un breve periodo “con turni massacranti” e che non intendeva riassumerlo.
MACERATA, 12 NOV
Fonte Ansa
LCSO
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