Oggi scrivo a te, che per anni m'hai levato la vita, letteralmente.
Mi hai fatto odiare ogni cosa, uscire, vestirmi, ballare, cantare, truccarmi, amici, famiglia, cibo, me.
Mi hai condotta due volte in ospedale, 12 mesi di ricovero che non mi ridarà mai nessuno, 7 anni che non torneranno e che non posso cambiare.
Mi hai fatto dubitare ogni giorno di qualsiasi cosa, mi hai negato ogni singolo minuto d'essere felice, o anche solo di sentirmi in pace con me stessa.
Mi hai isolata, così che potessimo stare insieme solo io e te, così che tu avessi sempre più potere su di me.
E sono consapevole che non te ne andrai mai del tutto, ma ora riesco a fronteggiarti, ora riesco a zittirti, ora le tue voci non sono più forti della mia.
Ora se ho voglia di mangiarmi un gelato scelgo i gusti che più mi piacciono, non ci sei tu a contare ogni minima caloria, non ci sei tu a decidere come compensarle.
Ora quando mi vesto, non ci sei tu a portarmi verso la solita felpa straenorme che copre tutto, non ci sei tu a farmi avere una visione distorta del mio riflesso allo specchio.
Da oggi ci sono io, e valgo molto più di quanto tu volessi farmi credere.
-esse














