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Death SS illustration. Another brick in the doom castle.
Do What Thou Wilt è il primo album dei Death SS che ho ascoltato e ancora ricordo perfettamente quando: era a maggio-giugno del 2000 e il Tascio, metallaro più grande, navescuola del paese, me li fece conoscere proprio con questo disco. È il disco più brutale dei Death SS, potentissimo nella produzione della batteria, col pedale sempre fisso che sbatte nel cervello. Inoltre l’uso delle vocals, delle registrazioni e dei sample gli conferiscono un’aura davvero magica ed occulta. I Death SS sono sempre stati maestri indiscussi nel creare un certo tipo di teatralità sia sul palco sia all’interno dell’album. Thou What Thou Wilt vede l’inizio della collaborazione del tastierista Oleg Smirnoff che darà un apporto più magico e portante ai brani della band, sicuramente più in linea con le band power metal che stavano diventando sempre più importanti in quegli anni (Blind Guardian e Helloween su tutti), senza però rinunciare alla personalissima veste occult-magic.
Dopo la mazzata heavy "Phoenix Mass", che presenta la nuova aura dei Death SS, completamente rinnovati da Heavy Demons, si passa al tribalismo di "Baron Samedi". Cavoli, quei tamburi ti portano davvero in mezzo alla giungla di Cannibal Holocaust e quel synth marziale sembra una droga voodoo. Steve Sylvester canta come Grand Guignol, come il Grande Inquisitore e piega i suoi vocalismi alle note della tastiera. Fra i migliori brani dell’album (e di tutta la carriera) compare "Scarlet Woman". Fin dal primo momento in cui la ascoltai, mi immaginai il momento dell’Apocalisse, quando la donna scarlatta scende dal cielo, con questa colonna sonora. Il brano è suadente e malinconico ma la sezione ritmica è sconvolgente. Tutto l’album ha questa incredibile dicotomia: soffice e incantatore da un lato, aggressivo dall’altro creando un effetto disturbante davvero strano, soprattutto per l’anno nel quale uscì. A volte è come mescolare i gli Iron Maiden di metà anni ’80 o l’heavy metal più sopraffino con i Testament. Una grande abilità dei nostri toscani è sempre stata anche quella di creare ottime ballad (ancora in questa discutibile moda heavy anni ’80). "The Serpent Rainbow" è costruita tutta su un giro di pianoforte a dir poco sbalorditivo; difficile pensare che tutto l’album giri attorno ai concept di Aleister Crowley. "Crowley’s Law" prende le novità dell’epoca di Nine Inch Nails, Korn o Manson ma le porta in uno strato di brutalità unica mentre la succesiva "Guardian Angel" è l’altro picco dell’album: brano violento quasi speed-power; da ascoltare a ripetizione assieme a "The Way of the Left Hand", che picchia forte dopo il magico intro da invocazione satanica. Ma le sorprese non finiscono qui perché "Shrine in the Gloom" è un’overdrive-ballad che odora di sacrifici rituali, di sangue e mirra: colonna sonora perfetta anche per un’ottima resa live. "Liber Samekh", forse ancora più violenta di "Guardian Angel", ricorda quasi il vecchio pezzo "Murder Angels" e, anche se suona come un brano riempitivo, ha degli attimi di puro godimento come le chitarre acustiche e i synth electro. Do What Thou Wilt è una parentesi anomala nella carriera dei Death SS prima che prendessero la deriva electro-rock di Panic (meraviglioso) e prima di perdersi un po' nelle frange del nuovo millennio per racquistare finalmente la capacità di navigazione con gi ultimi tre album.
classiche letture sobrie da #treno È la biografia di una storica band italiana i #deathss #deathssband https://www.instagram.com/p/CLow4_yLpXG/?igshid=1w99ynhv6q0qx
Listen to Death SS for free: https://music.cliggo.com/artist/316312-Death_SS
Death SS - Rock´n´Roll Armageddon
Death SS - Rock´n´Roll Armageddon
Death SS ist mit "Rock´n´Roll Armageddon" nicht unbedingt das Non Plus Ultra gelungen! #2019 #CDBericht #CDReview #DEATHSS #HighRollerRecords #IndustrialMetal #Rock´n´RollArmageddon Read the full article
Day0.
Death SS poster with original typeface “Sbilenco”.