“Cari deleganti, nel senso che mi costate caro, probabilmente non capirete niente delle prossime righe che leggerete, ma fate uno sforzo. Vi dico questo, per cortesia, fatelo per voi stessi, per la vostra dignità se ne avete una: allo stesso modo in cui avete detto 'voto perché partecipo e sono responsabile del fatto politico', dovreste non nascondere la mano, come avete sempre fatto, quando vi accorgerete che anche questo governo, come tutti gli altri, garantirà anche a voi lacrime e sangue, fegati marci e incazzature, violenze e ricatti, ingiustizie e fascismi a gogo. Bene, prendetevele tutte le vostre responsabilità, visto che vi siete ritenuti tanto responsabili il giorno delle elezioni. Come avete gridato ai quattro venti che il vostro padrone è il migliore, il più giusto, il più grande, così abbiate la dignità e l'umiltà di incolpare voi stessi già dal primo atto di ingiustizia del governo. Non tarderà. Non lamentatevi però dei governanti, non cercate scuse, non fate i vigliacchi come al solito, perché siete stati voi a desiderare la violenza costituita e legalizzata, vi siete resi responsabili di questa, non lo dimenticate. Per conto mio, anche io purtroppo sarò una vittima, ma lo sarò soltanto per colpa vostra, io non legittimo la violenza e le catene col voto, non sono e non sarò mai la causa e il sottoscrittore dei miei guai, e se ci sono persone che hanno diritto di lamentarsi delle ingiustizie sociali, quelle persone siamo io e quei pochissimi che non legittimano parassiti e criminali legalizzati.”
Paolo
fonte: La Fiaccola dell’Anarchia















