Si rendeva conto del tormento in cui riversava, lo percepiva nell'incedere prima concitato e poi disteso. Lo spazio rettangolare a disposizione non permetteva grande libertà di movimento, fra i grandi scaffali che nascondevano le pareti e il tavolo che occupava la porzione centrale della biblioteca. Era quel tormento più un capriccio che un reale malessere, Demetrius infatti non era in grado di sognare. Una dannazione, forse. Quale uomo sulla terra non ricorda di aver sognato, almeno una volta? Lui si svegliava ogni mattina consapevole di aver perso un'altra notte, l'occasione adatta per affrontare quel mondo a lui precluso. Così razionale, così preso da se stesso, lui e la sua logica illuminista.
[ I Figli di Darwin - Demetrius - Capitolo 1]









