Nessun uomo povero poteva davvero integrarsi in un mondo come quello dell'alta società, dove le apparenze erano più importanti della sostanza, dove le parole erano più sufficienti dei fatti. Non si era mai integrato davvero fra quegli uomini illustri, con la storia che aveva alle spalle, con la vita che aveva vissuto. Era sempre rimasto indietro, nei bassifondi dove era cresciuto. La spontaneità della strada gli era rimasta addosso e per quanto la cultura gli avesse dato una buona infarinatura, non gli aveva sottratto la rozzezza che aveva mantenuto. Che strano, difficile mondo, dove tutti erano uguali ma nessuno lo era davvero. Il rango sociale era troppo pressante perché non esistessero distinzioni, perché addirittura il debole non soccombesse al forte. E che ragione c'era di eliminare il debole? Il mondo poteva davvero tirare avanti solo con i pensatori, senza chi li sostentava?
[ I Figli di Darwin - Ezra Walton - Capitolo 25 ]













