Misfits - Earth AD

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Misfits - Earth AD
Patricia Tallman, 1988.
5:43 AM EDT May 25, 2021:
The Misfits - "Demonomania" From the album Collection II
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Misfits - "Demonomania" From the album Misfits Collection II (November 14, 1995)
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L’ossessione nei riguardi del diavolo nella caccia alle streghe
L’ossessione che caratterizzava uomini e donne al tempo della caccia alle streghe fu una delle cause più importanti della persecuzione contro le streghe. Per molto tempo il diavolo pur essendo considerato importante nella teologia cattolica non fu mai utilizzato per perseguitare le streghe. Se volessimo trovare un momento in cui il rapporto con il diavolo cambia sensibilmente bisognerebbe individuarlo negli anni 20 del Trecento con la Bolla di Giovanni XXII nella quale l’anziano pontefice condanna quelli che stipulano un patto con il diavolo. Con la Bolla in questione coloro che stipulano un patto con il diavolo sono equiparati agli eretici e al pari di questi sottoposti all’azione degli inquisitori e passibili di condanna al rogo. Questo è un fatto epocale che chiude un ciclo durato alcuni decenni e che ancora a quel tempo sembrava azzardato. È probabile che Giovanni XXII autore di questo cambiamento davvero rivoluzionario nutrisse preoccupazioni anche personali nei confronti della possibilità di effettuare dei malefici. Infatti il Papa subì un attentato con mezzi magici da parte di un vescovo che era stato messo sotto accusa dal Papa. L’attentato venne però scoperto e per questo il vescovo e i suoi complici furono condannati alla pena capitale sul rogo. Nella Bolla di Papa Giovanni XXII ancora una volta veneficio e maleficio sono associati dal momento che entrambi sono utilizzati per colpire a distanza. Nel secolo precedente il legame tra la tradizione giuridica tardo antica e quella medievale in rapporto al maleficio-veneficio era stato sottolineato dall’imperatore Federico II di Svevia. L’imperatore dedica varie leggi alla sanzione del veneficio e dei filtri d’amore. Federico II di Svevia nelle sue leggi prescrive che sarà condannato alla pena capitale chiunque somministri venda o possieda veleni o sostanze che servono a far impazzire. La fonte che ispira queste leggi al pari di molti altri testi leggi relative del Medioevo occidentale è la ben nota “ lex Cornelia de sicarriis et veneficis”. Inoltre tale legge come la legge romana puniscono il colpevole non soltanto sulla base del risultato ma pure su quello dell’intenzione. Ma torniamo ora ad occuparci della rivoluzionaria equiparazione tra magia e eresia. Un elemento fondamentale per comprendere tale cambiamento è dato dal diffondersi nella società e nella Chiesa di una preoccupazione crescente per il ruolo del demonio nel mondo. Il tema del patto tra l’uomo e il diavolo si diffuse per la prima volta nell’Europa occidentale nei secoli centrali del Medio Evo. Nel X secolo la monaca Rosvita scrisse la storia del diacono Teofilo. Caduti in disgrazia presso il suo vescovo Teofilo non esita a firmare un patto col diavolo al quale vende l’anima in cambio del potere come farà molti secoli dopo il dottore Faust di Goethe. In Occidente il patto tra Teofilo e il demonio veniva spesso rappresentato con un omaggio feudale quell’atto che poneva di fronte un signore e il suo vassallo in un reciproco impegno di fedeltà. Sebbene il tema del patto con il diavolo sia antico è nel corso del Duecento che esso comincia a comparire con maggiore intensità all’interno di exempla prediche e opere letterarie. Un exemplum tratto da una raccolta degli anni 70 del Duecento racconta la storia di un patto tra un uomo e il diavolo. Il diavolo promette al suo seguace di non fargli mancare mai niente e dunque costui comincia ad arricchirsi rubando impunemente se anche finisce per essere arrestato il diavolo fa in modo che sia liberato subito. Tuttavia un giorno il diavolo lo lascia in prigione promettendogli che lo aiuterà un attimo prima dell’impiccagione ma in realtà l’uomo finirà impiccato. La preoccupazione per la minaccia diabolica all’interno della società si accompagna una evoluzione della teologia a riguardo teologia rimasta essenzialmente stabile dal tempo di sant’Agostino il quale aveva spiegato che i diavoli pur se privi di veri poteri profetici possono avere prescienza del futuro grazie a una percezione più raffinata e alla loro esperienza della realtà. Anche San Tommaso si era occupato della possibilità di accordi tra l’uomo e il diavolo. Il teologo domenicano sottolineava la necessità di rifiutare qualunque accordo tra l’uomo e il diavolo. A tale riguardo Tommaso scrive: ”il dominio della divina maestà che sono soggetti ai demoni implica che Dio può servirsi di esso come vuole. L’uomo invece non ha ricevuto il dominio sui demoni per potersene servire come vuole, ma deve avere con essi una guerra dichiarata. Perciò in nessun modo è lecito all’uomo ricorrere all’aiuto dei demoni con accordi taciti o espressi”. Alcuni studiosi hanno individuato l’inizio del cambiamento nel cinquantennio tra il 1280 e il 1330: al loro arrivo fin dopo la metà del XIII secolo la teologia non aveva mostrato particolare interesse per l’azione dei demoni aldilà di alcune riflessioni sulla caduta di Satana e il problema del male. La situazione cambiò sensibilmente intorno al 1270 quando apparvero i grandi trattati della Scolastica all’interno dei quali i poteri dei demoni e i loro rapporti con gli esseri umani sono ampiamente presi in considerazione. Successivamente fu l’opposizione della teologia francescana al tomismo e all’aristotelismo a fare evolvere il pensiero in una direzione nuova nella quale all’azione del diavolo nella storia e nella società era attribuita maggiore importanza. Nell’arco di quei decenni non era tuttavia soltanto la teologia a determinare questa nuova concezione dal momento che vi erano fenomeni nuovi che determinavano questa nuova concezione ovvero questa ondata di demonomania. La possessione demoniaca è una forma di rapporto con il demonio diversa dal fatto ma che si sviluppa parallelamente a esso. Un'altra questione molto importante riguardante i poteri dei demoni era in che modo essi acquistavano i loro poteri di prescelto e in che modo i demoni potevano comunicare agli uomini conoscenze sul futuro. È importante ricordare che le pratiche di necromanzia erano considerate a quel tempo apparizioni diaboliche. La crescita di interesse i secoli basso medievali registrano per questo tema si lega a quello più ampio della profezia . Per i cristiani ciò era naturalmente anche i profeti ispirati da Dio la cui voce parla nella Bibbia. Tuttavia per i primi cristiani dopo l’ultimo dei profeti Giovanni Battista tutte le antiche rivelazioni avevano trovato la loro realizzazione nella venuta di Cristo. Di conseguenza l’età della rivelazione era finita ed era cominciata quella dell’esegesi. Tuttavia nel corso del basso medio evo la cristianità conobbe nuovi profeti e soprattutto profetesse. Di conseguenza nel momento in cui il dono profetico tornava ad essere una realtà anche il suo contrario acquistò sempre maggiore importanza. Le apparizioni del diavolo ne sono la principale esemplificazione. Di conseguenza anche i temi della finta profezia e dell’inganno del demonio finiscono per rafforzare la demonomania di quel periodo. Se da un lato le finte profezie sono meno gravi del patto con il diavolo dall’altra sono più insidiose e richiedono una vigilanza costante per sventare i diabolici piani del diavolo. La letteratura esemplare di quel periodo storico si interessa molto al problema del patto col diavolo. Ma non c’è soltanto la letteratura esemplare a interessarsi di tale questione. Infatti vicende e atti processuali dimostrano come l’immagine del patto col diavolo stesse assumendo sempre più importanza e stesse passando dal livello letterario a quello sociale. Agli inizi del Trecento alcuni processi celebri sembrano unire le differenti linee che abbiamo visto emergere nel corso del secolo precedente. Per fare un esempio concreto nel 1308 le accuse contro i Templari elaborate nei primi mesi delle campagne dal resto volute da Filippo il Bello si cristallizzarono una lista di 127 articoli: che andava dall’adorazione di gatti alle pratiche oscene ed orgiastiche; dal rinnegamento di Cristo attraverso atti osceni e dissacratori verso la croce all’adorazione di idoli in sua sostituzione. Sia che gli avvocati del re di Francia si inventassero di sana pianta gli addebiti da muovere ai Templari sia che raccogliessero ed elaborassero confessioni in qualche modo autentiche per estorte che fossero resta il fatto che l’insieme delle pratiche attestate non ha alcuna coerenza e coesistenza. L’adorazione di animali rinvia ovviamente alle adorazioni di demoni e all’omaggio a loro reso. In definitiva dobbiamo dire che il processo organizzato contro i Templari è un processo altamente simbolico dal momento che dimostra come a questo punto ormai demonologia, letteratura e realtà storica ci andassero congiungendo secondo parametri comuni. In ogni caso non c’è nessun dubbio che in quel periodo storico il patto col diavolo così come le orge e i rituali compiuti in suo onore erano ben presenti nella mente degli uomini di quel periodo storico. In ogni caso la preoccupazione per la minaccia rappresentata dalla presenza del diavolo all’interno della società ossessionava gli uomini di quel periodo storico a appartenenti a tutte le classi sociali. Di conseguenza si può parlare con cognizione di causa di una vera e propria demonomania che colpì gli uomini di quel periodo storico demonomania che fu senza dubbio una delle cause più importanti della caccia alle streghe. Concludiamo tale articolo ribadendo che gli uomini di quel periodo storico pensavano che il diavolo fosse presente in molti aspetti ed eventi della vita quotidiana cosicché era necessario elaborare complesse strategie difensive contro l’azione diabolica. Nell’ambito di tali strategie difensive elaborate contro il diavolo un ruolo di fondamentale importanza rivestì la persecuzione contro le streghe considerate le serve le date del diavolo e di conseguenza uno dei principali modi in cui il diavolo interferiva negli affari degli esseri umani. Prof. Giovanni Pellegrino Read the full article
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