Se c'è una cosa estenuante di queste ultime settimane, ma probabilmente anche da prima, è l'incapacità di provare profonde emozioni o sentimenti. La mia interiorità è un arido deserto o la mia psiche è intensamente occupata in un'azione di negazione più totale verso ciò che può e dovrebbe ferirmi. Non riesco neanche a soffrire bene come diceva Triosi in "Pensavo fosse amore invece era un calesse": <<soffro male, soffro poco, non mi diverto>> e invece a me di soffrire di più servirebbe, perché almeno avrei modo di penetrare questa spessissima coltre di insofferenza e apatia che impregna le mie giornate. Forse sono anche gli antidepressivi che mi impediscono una discesa ardita e profonda nelle mie emozioni più negative, sta di fatto che, citando adesso i CCCP: <<io sto bene, io sto male, io non so cosa fare>>.