Viva il Papa-pap-papa - MERIGHI & TROJA (di Tony Troja)
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Viva il Papa-pap-papa - MERIGHI & TROJA (di Tony Troja)
La Sora Cesira - Papa on the beach (di La sora Cesira)
Et nunc... non habemus Papam
Apprendo la notizia mentre a Palermo la pioggia viene giù copiosa. Sono da poco passate le 12,50. Mi soffermo sotto un porticato. Attendo con fiducia che le nuvole diano una piccola tregua. Prendo il telefonino e scorro i tweet. Una valanga di hashtag: #dimissionipapa #papa
"Il Papa si è dimesso". A scriverlo per prima è l'Ansa.
Per un attimo dimentico la pioggia. Mi metto in cammino verso casa. Un brivido corre lungo la mia schiena. Siamo - penso - davanti ad un evento che, per motivazioni e dinamiche, è senza precedenti. Uno stravolgimento. A lasciare è il "vicario di Cristo".
Oggi ho letto con attenzione i principali quotidiani. Mi resta ancora qualche commento e approfondimento. Ma nonostante le mille parole versate sui fogli di carta, l'unica risposta che riesco a darmi rispetto a quel #dimissionipapa è il silenzio. Sì, perché mi è difficile comprendere il gesto e gestire una difficoltà della fede. Fede che si ferma davanti alle parole di un uomo che qualche anno prima, nel 2009, lasciò sulla tomba di Celestino V il pallio. Profetico. Mistero della fede?
200 PERSONE CHE LEGGEVANO TUTTE LE NOTIZIE SUL PAPA SU UN QUOTIDIANO: mani sui giornali, giornali sulla bocca, mani nella bocca, un’allegra orgia umana e cartacea con intorno un piacevole odore di umido e fragranze esotiche, note ai più.
Surreale.
L'attesa del sapere è essa stessa il sapere. E altre cazzate simili.
ll messaggio di Benedetto XVI (dal sito di Radio Vaticana)
Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.
Valar morghulis.