O forse sarebbe meglio dire...diffondere l'arte costa!
Prendiamo la musica..anche chi potrebbe registrarsi il tutto “in casa” (e ce ne sono di artisti emergenti che lo fanno) e creare il master del proprio album poi avrebbe il suo bel da fare per proseguire con le altri fasi del processo (promozione, distribuzione, gestione tour).
Se poi consideri che le case discografiche (solitamente coloro le quali tirano fuori i soldi per coprire le varie fasi di cui sopra) fanno la loro bella selezione e guardano magari alle classifiche piuttosto che la qualità ecco che per sopperire a tali mancanze molti artisti emergenti (e non) stanno abbracciando un fenomeno già applicato in altri ambiti ed ora sempre più diffuso nel campo musicale: il crowdfunding.
In pratica gli artisti si rivolgono direttamente al pubblico, promuovendo il loro progetto artistico e raccogliendo finanziamenti dai propri fan e da chi rimane affascinato dal progetto.
Attenzione..non si parla di donazioni ma veri e propri acquisti legati al progetto artistico, che una volta portato a termine sarà fornito al pubblico; quindi cd,vinili,dvd, merchandise, biglietti per i propri concerti che l’artista finanziato produrrà e fornirà grazie a tutto il pubblico finanziatore (ovviamente se raggiunti gli obiettivi di budget fissati inizialmente).
E’ di circa 6 mesi fa il successo di Amanda Palmer, ex cantante dei Dresden Dolls, che in rottura con la propria casa discografica ha ben pensato di cercare altre forme di finanziamento e quindi di promuovere il progetto per il suo nuovo album direttamente su kickstater.com, la nota piattaforma web che permette di supportare i progetti di start-up da tutto il globo; alla fine della raccolta fondi la Palmer arrivò ad incassare più di 1.000.000$ anziché i 100.000$ fissati inizialmente come obiettivo.
Il suo era un progetto a 360° in quanto partiva con l'offrire il download del nuovo album al prezzo di 1$, salendo di prezzo per le varie copie in formato cd o vinile allegate ad artbook e merchandise vario fino a biglietti per il seguente tour organizzato a promozione del disco; ovviamente, in questo caso, l’essere un’artista già affermata ed avere già una discreta visibilità sul web aiutò non poco la teatrale Amanda nel raggiungimento degli obiettivi.
E’ invece più recente il lancio di Musicraiser (www.musicraiser.it), il portale tutto italiano, che sulla scia di kickstarter si specializza sul crowdfunding artistico e che ha ricevuto nel giro di pochi giorni ottimi riscontri da parte del pubblico.
Sempre in Italia, e già da prima di Musicraiser, anche altre piattaforme come BoomStarter (www.boomstarter.com) e Produzioni Dal Basso (www.produzionidalbasso.com) si attivarono per un medesimo obiettivo: dare visibilità e concretezza a progetti artistici che non avrebbero troppe chance di realizzarsi tramite gli iter tradizionali, ma che invece possono laddove c’è riscontro e coinvolgimento diretto del pubblico.
Si è quindi, pensando bene, di fronte ad un fenomeno innovativo che ribalta (e molto) l’approccio solitamente utilizzato nello sviluppo dei progetti artistici; un fenomeno che permette inoltre una selezione dal basso direttamente da chi sarà poi, utilizzando termini prettamente economici, il fruitore del “prodotto/servizio” e che lascia emergere quella qualità artistica che, spesso e purtroppo, non troviamo nella vetrina del negozio ma solo nel retrobottega.
Nel video promo del progetto la Palmer dice che questo è il futuro della musica...vedremo se sarà confermata questa tesi.
Nel frattempo vi posso dire che il suo è un buon disco!
www.amandapalmer.net/music/