Trovo quasi tragicamente comico il modo in cui il divario tra ricchezza e povertà si manifesti anche nelle piccole cose. Prendi la strana coincidenza economica nella valutazione della bellezza di una città, per esempio. Quando qualcuno privo di problemi al portafoglio visita un luogo ne decanta sempre ospitalità e meraviglia; quando a camminare sul medesimo territorio è chi sta in seconda classe le cose cambiano spesso radicalmente. E non c’entrano le stelle dell’albergo. La verità è un’ombra sociale, sta sempre sul filo invisibile, sull’orizzonte tra l’oro e l’argento: più ti avvicini a ciò che non ti riguarda, più non lo distingui.