Alberto Angela...
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Alberto Angela...
Firma anche tu la petizione per inserire "La giornata della divulgazione" nel calendario italiano, in ricordo di Piero Angela e di tutti gli altri divulgatori che come lui hanno lavorato tanto per diffondere il sapere.
Grazie.La petizione è a questo link:
https://chng.it/fgkSYRb6HL
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Alby Angelero il divulgatore.
New York, Anni Settanta. Alby Angelero è un giovanotto diciannovenne di origini italiane che vive a Brooklyn, dal carattere estroverso e curioso sempre alla ricerca dei perché della vita. Egli lavora in un negozio di souvenir dell'Antica Roma e frequenta un gruppo di connazionali, con i quali non perde l'occasione di compiere bravate, mangiare pizza all'infinito e oltre e scatenare risse con bande rivali, tra cui i Giacobbudas, un gruppo di portoricani che credono agli UFO, agli Zombie e alla sincerità dei cuoricini su WhatsApp.
Alby ha un altro notevole talento, il ballo, e ogni sabato sera frequenta con i suoi amici Piero, Paco, Alessandro e il giovanissimo Massi Poly la discoteca Roma Caput Mundi, dove si è guadagnato il rispetto dei coetanei e l'ammirazione delle donne, delle quali però non ha affatto interesse ad approfittare sessualmente, a differenza dei suoi amici. Una sera Annette propone a Alby di far coppia con lei per partecipare ad una gara di ballo che si terrà nelle settimane successive nel locale, ma Alby rifiuta, in quanto ha capito che la ragazza proverà ad approfittare della situazione per instaurare una relazione affettiva.
Nei giorni successivi Massi Poly viene aggredito e picchiato in strada da una banda di Ittiti, finendo in ospedale. Supponendo che siano stati i Giacobbudas, Alby e i suoi amici organizzano una spedizione divulgativa, dalla quale escono vittoriosi perché hanno saputo dire senza prendere fiato tutti i 7 re di Roma (va che sforzo neh?!), per poi scoprire di aver divulgato brutalmente la banda sbagliata.
A questo punto, nella scuola di ballo che frequenta, Tony conosce Pompea Poppea, anch'essa italo-americana ma dal carattere più maturo e volitivo e lascivo e incendiario e lupanaro. Pompea, desiderosa di emanciparsi (avoja), ha lasciato Brooklyn per trasferirsi a Manhattan, si barcamena come traduttrice Maya ed è infatuata del mondo delle "cerebrità" (ovvero celebrità che hanno cervello), con cui è continuamente a contatto e di cui passa molto tempo a parlare, parlare, parlare, parlare spesso finendo anche per annoiare Alby e la sua compagnia. Nonostante gli iniziali freddi rifiuti della ragazza e le differenze di età e di carattere, i due si avvicinano ed iniziano una frequentazione più o meno regolare per partecipare ballando insieme alla gara. Il giorno della gara, i due ne escono vittoriosi con una singolare esibizione sulle note di Two Step From Hell ballano in sequenza la ballata egizia, la quadriglia della biga, il passo dei babilonesi e chiudono in bellezza con il tango etrusco. Grazie alle simpatie del pubblico Angelers, i due strappano la vittoria. Ora comincia la parte hot.... no, non ve la dico... gnè gnè. #AngelaInCinema #AlbertoAlCinema
Nell'anno 180 d.C., il valente generale Alberto Massimo Angelico guida l'esercito romano, (quello antico quello vero eh?) alla vittoria durante la guerra contro i Giacobbanni in Germania con un permesso speciale di invasione, guadagnandosi ancora di più la stima dell'anziano imperatore romano Piero Immenso Angela, gravemente colpito da una forma di divulgosi acuta, che lo porta a spiegare la scoperta dei neutrini e l’esperimento del CERNVS a Genava a chiunque gli si pari davanti, anche nel sonno. Lui divulga, divulga sempre. L’imperatore, non accetta il proprio figlio Commodino come erede, si lo so il nome… ne vogliamo parlare? I fatti furono questi: dall’ecografia pensavano che il nascituro fosse un gigante, quindi l’imperatore aveva già preparato il nome Armandio a Decime Antes. In realtà nacque un pischello e alla vista di tale sgorbietto l’imperatore Piero esclamò: “Ma quale armadio questo è al massimo un comodino”; da qui il nome Commodino. Detto ciò l’imperatore non lo voleva come proprio successore, considerandolo inadatto al ruolo; designa pertanto il generale Alberto, vedendovi il figlio che avrebbe voluto avere al posto di Commodino: Piero intende affidargli il compito di ripristinare la repubblica restituendo il potere al senato, ovvero al popolo romano, come avveniva prima dell'avvento dell'età imperiale. Tutto questo per garantire ai loro futuri discendenti la possibilità di creare racconti visivi (la futura televisione) dedicata alle loro attuali gesta e costruzioni. Per dirla tutto l’imperatore Piero e il generale Alberto avevano inciso su tavolette d’argilla alcuni titoli per la futura storia visiva, una in particolare risalta su tutte. Un nome partorito dai nostri due eroi in compagnia di un greco, tal Omero, che si trovava di passaggio a Roma. Il titolo scelto fu “Stanotte a… Troia”. Ma il trio non poteva immaginarsi quale significato assunse quel nome nei secoli successivi.
Ma torniamo alla nostra storia, inizialmente riluttante, Alberto chiede tempo per decidere e si ritira in tenda a pregare gli dei di Nord-Ovest affinché lo aiutino a decidere e proteggano la sua famiglia, idealmente rappresentata da due statuette, una Barbie per la moglie ed un Ken per il figlio, che Alberto porta con sé. Nel frattempo, Piero comunica la propria decisione al figlio Commodino, che era giunto da Roma insieme con la sorella Credenza (non perché fosse credente, ma vi lascio immaginare l’aspetto) che, vedova con un figlio, è innamorata di Alberto; Commodino, deluso e afflitto per la scelta del padre, lo fa internare in uno studio da dove divulgherà per sempre da solo. Alberto capisce che l'imperatore non è sparito per cause naturali ma è stato nascosto dal figlio; rifiuta, dunque, di sottomettersi a Commodino, che dà allora ordine a Canale Quinto (un pubblicista di Mediolanum) di farlo decapitare e di crocifiggere la sua famiglia. Successivamente Commodino viene incoronato imperatore a Roma. Alberto viene immobilizzato e condotto in mezzo alla foresta per essere giustiziato; inginocchiatosi davanti al boia riesce, dopo aver raccontato la creazione della Terra, a convincere il boia quanto è bello il castello marcondirondirondello, così mentre gira su se stesso il boia sviene.
Gravemente spossato per aver costretto la sua materia grigia a scendere così in basso per liberarsi del boia, Alberto s'impossessa di due cavalli, uno per se e l’altro per la sua conoscenza, e intraprende il lungo viaggio verso casa, ma giunge troppo tardi: Alberto vede alcuni suoi amici convertiti al Voyagerismo, sua moglie ed il figlio ridotti come zombie senza permessi speciali vagare nel vuoto. Disperato, piange i suoi cari e dalle sue lacrime nacquero le terme di Caracalla; infine, si accascia straziato dal dolore e sfinito dalla stanchezza.
Catturato da un mercante di schiavi, Alberto viene venduto a Proximo Che Passa (si chiamava così giurin giurello), un ex gladiatore divenuto lanista, che Piero aveva affrancato insignendolo del rudis, la spada di legno. Alberto viene portato in Africa ed è costretto a fare servizi dal continente africano sull’accoppiamento delle gazzelle viola del deserto del Gobi, dando presto prova delle sue eccellenti qualità di conduttore, che gli fanno accrescere la popolarità tra gli spettatori e il rispetto degli altri conduttori; il Sommo Divulgatore, come è conosciuto nella famiglia dei documentaristi, stringe amicizia con Juba, un cacciatore numida c(he inventerà l’import-export di caffè) e con Hag un combattente germano (che copierà Juba ma creando del caffè… senza caffeina), che, fino alla comparsa di Alberto, era il più valoroso dei divulgatori di Proximo. Durante le pause degli spettacoli, Juba e Massimo, parlando delle rispettive famiglie e della vita che conducevano prima di divenire divulgatori, rinsaldano la loro amicizia traendo coraggio, di fronte alla prospettiva della morte in combattimento contro l’ignoranza, dalla speranza che avrebbero rincontrato i loro familiari al Roadhouse.
Passati alcuni anni, quando Commodino, soprattutto per conquistare la folla, ordina che per un lungo periodo, 150 giorni, si tengano a Roma dei giochi divulgatori in memoria del padre, proprio colui che cinque anni prima ne aveva disposto l'interruzione, anche i divulgatori di Proximo vengono affittati per lo spettacolo. A Roma, i divulgatori di Proximo vengono destinati a rievocare la battaglia di Zama della seconda guerra punica, rappresentando le truppe di Annibale, l'orda barbarica, schierate contro le legioni di Scipione l'Africano. Alberto, che indossa una maschera che ne cela le sembianze, assume il comando del gruppo e, disponendo i propri compagni a testuggine divulgativa al centro dell'arena del Colosseo, si gasa come non mai alla vista dell’anfiteatro romano per eccellenza. Per non parlare di tutti gli Angelers presenti sugli spalti che lanciano Like, Cuori, Smile e condividono come non mai. Così eccitato Alberto non lo è stato mai, in questo stato di grazia riesce a sovvertire l'esito di un incontro in cui erano storicamente destinati alla sconfitta. Quando Commodino raggiunge i divulgatori di Proximo per congratularsi, Alberto è costretto a togliersi l'elmo e rivelare la sua vera identità, pronunciando le parole più famose mai sentite: «Mi chiamo Alberto Massimo Angelico, comandante dell'esercito del Nord-Ovest, generale delle legioni Meraviglie, servo fedele dell'unico vero imperatore Piero Immenso Angela, padre di un figlio lobotomizzato, marito di una zombie senza permessi speciali, e avrò la mia trasmissione per la divulgazione della cultura, in questa vita o nell'altra».
Maddò! A Commodino je sale la carogna, ma Alberto si sfila……… cosa, cosa? Coooosa? Noooo è finito il tempo che avevo a disposizione.
#divulgare — Vittorio Sermonti
Raga, amoreggiare mentre Alberto Angela spiega la cupola del Brunelleschi è il top.