In questa sezione trova spazio un E.book gratuito in formato digitale dal titolo “Anch’io Scienziato!”.
È un prodotto multimediale che oltre a contenere testi, immagini e mappe concettuali, ha dei video e test interattivi che rendono piacevole il percorso di approfondimento.
A CHI E’ RIVOLTO?
Ad alunni di scuola primaria e secondaria di I grado (8/11 anni d’età).
Riordinare la biblioteca mi mette in uno stato d'ansia. O per meglio dire, cambiare l'ordine dei libri negli scaffali poiché la mia biblioteca è sempre stata in ordine. Meglio precisare. L'ansia mi deriva dall'accumularsi della polvere sui libri e nei libri. A questo proposito ci sono due scuole di pensiero anzi tre perché c'è sempre la terza scuola a cui fanno riferimento quelli che non si pongono il problema. Le altre due scuole di pensiero dicono più o meno questo: la prima sostiene che i libri sono oggetti pieni di fascino, che accompagnano la nostra vita è con noi invecchiano, che ogni libro è legato a un ricordo particolare o a un periodo della nostra vita ecc. ecc. Secondo costoro, va da sé, i libri non saranno mai sostituiti dagli e.book poiché la loro fisicità non può essere sostituita da un marchingegno elettronico e addirittura che leggere un e.book è qualcosa di completamente diverso che leggere un libro vero. Per costoro la polvere o la mole sempre crescente dei libri in una casa fanno parte integrante della bellezza del libro e discorsi simili. La seconda scuola, molto più paludata, composta da persone che difficilmente esprimono questo pensiero perché si sentono un'infima minoranza, sostiene che il libro sia a fine corsa. Presto non esisterà più un tomo rilegato, non avremo più possibilità di avere contatto con la carta: troppo costosa, troppo ingombrante (con la solita solfa degli alberi abbattuti ecc.). Ora voi vi chiederete a quale scuola appartengo io. Magari invece della mia opinione non ve ne importa una beata fava... Io comunque per non sbagliare, ve la dico lo stesso. Io appartengo, fraudolentemente a tutte e due le scuole, anzi pensandoci bene a tutte e tre. Solo che vi appartengo in momenti diversi. Alla scuola dei sostenitori dei libri cartacei appartengo di diritto quando vado in libreria, mi perdo tra novità e ristampe, quando non vedo l'ora di arrivare a casa col mio libro nuovo, quando lo annuso e lo palpo voluttuosamente, quando lo leggo e mi ci perdo dentro; quale piacere può essere maggiore di quello di sfogliare un libro? (astenersi volgari, grazie). Alla seconda scuola appartengo nei pomeriggi come quelli di oggi passati a lambiccarmi il cervello su come sistemare la collana della biblioteca Adelphi oppure come far stare su nove scaffali orizzontali i Millenni Einaudi, ci appartengo quando noto con crescente angoscia che il dorso dei Meridiani Mondadori sta perdendo la sua originaria lucentezza, appartengo alla seconda scuola quando mi rendo conto che da qui alla fine dei miei giorni non potrò acquistare che pochi cataloghi d'arte (a patto di non dover uscire io di casa e nominare loro padroni di casa). Insomma non vedo l'ora di avere tutta la mia biblioteca su e.book consultabile dal mio I-Pad in qualsiasi momento, senza polvere, senza ingombri. Alla terza scuola appartengo quando decido di non pensarci più altrimenti vado in manicomio. Voi a quale scuola appartenete?
La Fotografia nell'epoca dell'immagine e della comunicazione digitali - 1
Considerazioni di un incompetente
di Carlo Maccà
L’avvento dell’immagine e della comunicazione digitali, oltre a produrre una diffusione capillare della fotografia ed a fare letteralmente esplodere la quantità di immagini scattate ad ogni istante, relegando nella preistoria la fotografia analogica e perfino l’immagine stampata (quanti laboratori chiusi, quanti produttori falliti!), ha preso di sprovvista, disorientato e scombussolato i commentatori, i critici e i teorici della fotografia.
Comincerò da uno di questi. Nell’editoriale del numero 21 dell’edizione internazionale della rivista praghese “FOTOGRAF – on photography” l’editor Pavel Baňka, dopo varie considerazioni sulla diffusione della fotografia digitale e l’obsolescenza di quella tradizionale, fa la seguente qui di seguito tradotta.
“Il fatto da lungo tempo percepito – pur se qualcuno ne è disturbato – che non ci sia differenza sostanziale fra la fotografia creata con intenti artistici e quella scattata quando capita, al solo scopo di fissare un momento del tempo che scorre, è infine diventato così naturale, che nessuno ormai si preoccupa più di discuterlo.”
Lo sospettavo. Almeno leggendo alcuni commentatori. Ma per la prima volta lo trovo espresso così perentoriamente. E ne traggo le seguenti conseguenze.
L’immagine fotografica sta a mano a mano sostituendo in molti usi la parola scritta. Se vogliamo comunicare qualche notizia – un evento familiare, un viaggio, un incontro, non scriviamo più una letterina festante: scattiamo e inoltriamo. Se vogliamo minacciare, ricattare, o far di peggio, non componiamo più una lettera minatoria con ritagli di giornale: scattiamo e spediamo – o mettiamo in rete. In pratica, siamo ritornati agli ideogrammi ….
Fortunatamente la scrittura ha ancora una sua vitalità (nonostante il progressivo analfabetismo da cellulare). La parola scritta è stata inventata qualche migliaio di anni fa. Qualche centinaio d’anni fa è arrivata la stampa. Ora è arrivata la scrittura digitale: WORD, i-phone, twitter, e-books, giornali in linea e quant’altro. Per seguire il sopraddetto Pavel Baňka, d’ora in poi dirò che, fatto ormai generalmente percepito, non c’è nessuna differenza fra un messaggino al cellulare e un sonetto del Petrarca, l’Odissea e un articolo di quotidiano sulla guerra in Siria, un pizzino di Provenzano e un racconto di Camilleri (salvo poi considerare obsoleti Petrarca e Odissea, e Camilleri un antiquato nostalgico dei millenni passati).
Altri saranno forse meno perentori e continueranno a interrogarsi su significato, progresso e limiti delle fotografia. Per esempio la bella rivista francese Réponses Photo, che ha dedicato dal 2004 al 2013 quattro numeri speciali semestrali a domandarsi “Dove va la Fotografia?” (“Où va la photo?” Hors Série #1, 3, 7, 11), si è infine posta la domanda “Dove termina la fotografia? (“Où s’arrête la photo?” Hors Série #16: Convergenza tecnica, ibridazione artistica, ritocco digitale … Si può sapere che cosa è fotografia e che cosa non lo è più?)
In fotografia: L’americano Ted Serios proietta attraverso l’obiettivo sulla la pellicola fotografica un’immagine mentale. Da “Fotograf – on photograpy” #21 / 2013 p. 12. Riuscirebbe a impressionare anche un sensore CMOS?
Ho acquistato già alcuni e.book. Leggere sull'I-Pad mi sembra ancora meno naturale di scrivere ma sono sicurissimo che ormai la strada è tracciata. La lettura è distratta ancora troppo dalla bellezza dello strumento. Queste sono rivoluzione epocali, non le primarie del PD. Mi piaceva vedere su quel palco Steve Jobs che annunciava tutte le meraviglie che ha creato, come mi piace oggi vede Tim Cook…
E.BOOK. Ho acquistato il mio primo e.book; si tratta di "L'America non esiste" di Antonio Monda (Mondadori), bisognava in qualche maniera ricordarsi di questa data oppure è una data come un'altra?
ayan uso ngayon . ewan ko kung nagbabasa din kayo dun sa wattpad . mga aspiring writers yung mga nandun . gagaling gumawa ng story . yung tipong makatotohan pero may fantasy tapos may comedy . basta halo.halo . galing nga ee . naadik na ko kakabasa dun . super galing ng mga writers kahit mga bata pa ang iba . at yung nagustuhan ko pa dito ay talagang may casting sa story nila . hahahaha . so cute ng mga characters.
like him
LANCE MARIANO. favorite character ko sa SADIST LOVER . isa sa mga kwento sa wattpad . gwapo noh ?? magbasa naren kayo dun .