La solitudine è quella che si è scelto come compagna. Lo si legge ogni volta che guarda sua sorella Iphigenia, lo vede mentre stanno nascosti in un covo che sa di casa. Un posto segreto, quasi romantico, da ammazzarci la gente, magari degli innamorati troppo innamorati. Innamorati pazzi. Un posto dove si può parlare in santa pace. Dove rimane tra me e te. E non sbianca nemmeno quando glielo confida, quando sviolina tutta una serie di nomi di persone, di fantasmi del suo passato, raccolti a cucchiaino e non identificati. Non stramazza con gli occhi quando Effie ammette che se la prendono adesso l’ammazzano. Pare una statua di sale. Una di quelle grottesche che perdono definizione man mano che la vista di appanna. E non sbianca ancora quando si cita di un “padre” che non è Dominic Clark. No, non è lui. Perché lui non ha mai fatto nulla di buono nella sua vita ma era un altro padre, uno decente che le ha regalato una casa dove vivere, a lei ed Austin. Poi i Night Soldiers. La Gifted. E se da una parte si è sentito terrorizzato all’idea di perderla, dall’altra si è sentito orgoglioso di lei. Sua sorella è una guerriera che gli ha offerto un posto dove stare, una casa dopo tanto tempo. Altri nomi, altre battaglie, altre lapidi scivolano dentro a quel discorso. Che abbia ucciso, che abbia torturato, che abbia gettato corpi dentro cassonetti non gli importa davvero. Semplicemente accoglie il tutto. Lei glielo dice che lo fa per amore e lui le crede ciecamente. Del resto, è proprio da lei.
La solitudine è quella che si è scelto come compagna. Lo si legge nella faccia nascosta dalla Maschera di Socket mentre segue echi lontane, maschere illegali. Le prime pattuglie. Le nuove alleanze. La nuova speranza. Un incontro segreto anche questo. Un contatto diretto con qualcuno di famoso. Una celebrità come lo menziona Eadha che ha le radici ben affondate dentro i suoi ideali. Un posto come un altro quello scelto ma l’arrivo di Erkling non passa inosservato. Non batte ciglio nemmeno quando si parla della Guerra alle porte ma osserva il NS come fosse una sorta di poeta. Schiacciare. La consapevolezza che non vacilli mai. L’arma più affilata. Il carattere più potente contro un indottrinamento senza cuore e anima. Gli avrebbe quasi stretto la mano ad Erkling per le sue parole, perché Socket di parole ne mette due in croce e fanno anche male molto spesso. Ma è un patto suggellato, un segreto non confidato a nessuno come nessuno è a conoscenza di chi si celi lì dietro. Ma che importa se la Causa è tutto quello che conta?
La solitudine è quella che si è scelto come compagna. Lo si legge nella faccia quando fissa Jane, quando vede le sue lacrime. Perché lui è uno che fa danno, spesso involontariamente. Con le sue parole arriva e spacca, non per ferire molte volte ma è chiaro che le sue buone azioni finiscano poi dentro al cesso. Come puoi spiegare qualcosa che nemmeno lui sa comprendere? Come se stesso? E non può dirlo. Ci son segreti che danneggiano gli altri se rivelati. Comprende sua sorella piuttosto bene al momento. E non poteva esimersi da fare danni anche oggi, quando arrabbiato ha vomitato di contro tutta una serie di verità, le uniche che poteva mai dire di un passato lontano, di un altro se stesso. E persino a Chloe glielo ha detto che i legami andavano scelti con cura e proprio lui, che non sa scegliere o che non vuole scegliere. Che vive nel passato di un amore non-morto. Che bisogna correre veloce. Bravo nei consigli per gli altri. Fate non come me. Ed è per questo che è più facile tagliare per proteggere, tenere tutti a distanza, lasciando tutti fuori e nessuno dentro.















