Risvegli.
Suono del cellulare. La solita melodia che fende l'aria mattutina e che accompagna il mio risveglio una nota dopo l'altra. Tu. Il suono dolce della tua voce, la tua risata calda, e quel <Puoi perdonarmi?> apparentemente senza senso. Ho capito dal primo istante di quella chiamata cos'è che volevi dirmi, mi è bastato leggere il tuo nome sul display e vedere quella foto fatta insieme diversi mesi fa', quando ti sei divertito a immortalare, con diversi scatti, un nostro momento di gioia infinita. Era il tuo compleanno; mi avevi chiesto di rimanere con te tutto il fine settimana come regalo, abbiamo passato i due giorni più belli della nostra vita. Una camera d'albergo, la colazione a letto, le passeggiate per la città, lo scappare per il parco, e poi la complicità fra le lenzuola, e il rimanere svegli fino all'alba, lottando l'uno contro l'altro per chi si sarebbe addormentato per primo. In quel momento ho desiderato ardentemente che tutto non finisse, ogni attimo di quei giorni avrei voluto vederlo perdurare fino a costruire una nuova immagine di eternità. E invece eccoci, a chilometri di distanza nuovamente, la tua voce che carezza il mio udito che come al solito apostrofa la mia voce assonnata <Bambolina, hai dormito?>; ultimamente non molto, ma non è stata certo questa la risposta che ti ho dato. Ho glissato, ti ho chiesto come stavi e come sta procedendo il lavoro. Un idea per sapere quando torni? <Non credo che riuscirò ad esserci per Natale, Ki-kun. Ci ho provato...> Non so perché, ma me lo aspettavo. Non so perché, ma sto cominciando ad abituarmi a tutto questo. Una persona mi aveva consigliato di prendere coraggio e dirti tutto ciò che penso; lo avevo fatto, e abbiamo finito per litigare pochi giorni dopo, e adesso? Adesso non so neanche io dove ho la testa. Sono confuso, eppure non lo sono. Forse sto solo accettando il fatto che, inevitabilmente, tutto ciò che desidero non è mai a portata delle mie mani. Posso eccellere in tutto, ma ci deve pur essere qualcosa in cui devo fallire, no? E probabilmente è questo al quale sono destinato. O forse sto solo girando intorno al problema. Sono riuscito a togliermi dalla testa una persona, ed ecco che subito ne subentra un'altra, più forte e prepotente della precedente. Più bella forse, ma anche irraggiungibile. Non so veramente cosa devo fare, mi sembra che la mia strada giunga continuamente a bivi e a scelte, che portano ad altri bivi e ad altre scelte senza lasciarmi un attimo di tregua! In realtà non ho molto a cui pensare, in questo caso, non voglio rovinare tutto un'altra volta, la lezione credo di averla imparata: resta al tuo posto. E se il mio posto è fare una scelta fra amicizia e un "chissà", molto meglio l'amicizia no? E la telefonata si è chiusa con un <Ci sentiamo stasera, sweetie, e dormi!> <Sì, ci sentiamo stasera, Eiji.> E forse è stato solo il sonno ad ingannarmi, ma mentre chiudevo quella chiamata e rimettevo a posto il cellulare sul comodino, mi è scappato un sorriso, pensando a quelle stesse parole, dette da qualcun'altro.








