Facebook oggi mi ripropone ciò che scrivevo un anno fa.
Che poi, in realtà, ho anche molti quaderni intrisi di inchiostro e note sul cellulare scritte in piena notte, note in cui vomitavo tutto ciò che pensavo davvero, quelle cose che non dici ad alta voce e a rileggerle adesso riesco a ricordare quanto le giornate fossero dolorosamente vuote.
E quel vuoto faceva male perché era pieno di tutto ciò che non volevo assolutamente vivere.
Se mi volto e vado indietro nel tempo, se torno ad un anno fa ricordo esattamente ogni emozione: la sensazione di essere persa, di camminare tra le macerie di un edificio crollato...
Ricordo bene com'era svegliarsi la mattina, con quella sensazione che l'aria non fosse abbastanza e mi ripetevo "hai disimparato come si respira".
E lo specchio, oddio, c'era quella sconosciuta che mi fissava con quello sguardo... VUOTO.
Quante volte le ho chiesto chi fosse.
"Ridammi indietro la persona che ero, porta via con te tutto questo dolore. Portalo via. Io non lo voglio."
Ma lei mi fissava e no, il dolore restava lì.
Mi sono chiesta così tante volte quando avrebbe smesso di fare così male, quando il tempo avrebbe iniziato a cancellare tutto.
Però poi ho capito......
il tempo non cancella assolutamente nulla.
E così, quel dolore ho imparato a viverlo.
Ho imparato di nuovo a respirare: piano, come i bambini quando imparano a camminare.
E quella sconosciuta che mi fissava allo specchio ogni mattina diventava sempre di più un'amica: ero io che cambiavo e mi riscoprivo.
A distanza di un anno non credo di poter affermare che sia terminato questo processo di conoscenza con me stessa.
Ma sono felice di aver conosciuto quei demoni che mi spaventavano, il mio "lato nascosto" e di aver dato loro un nome.
Ad oggi voglio abbracciare proprio quella parte buia, troppe volte lasciata in un angolo, ignorata: la abbraccio perché oggi so che ogni raggio di Luce che nasce non esisterebbe senza la propria oscurità.