Winter Tale GdR: Gli Abitanti di Erellont
Re Ennas l’indomito, lo sposo del Sole
«Sarete anche nata dal fuoco dell'inferno, signora, ma sono certo che morire per proteggere
il vostro onore mi porterà dritto in paradiso.» -cit di Ennas.-
Data di nascita : sconosciuta
Data di morte: 16 luglio 1930
Altezza:195 cm
Peso: 94 kg
Capelli: Castani
Occhi : Neri
Forma animale: Leone Albino
Allineamento: Legale Buono
Status: Deceduto
Città: Ennas
Storia: Ennas di Cariolis, passato alla Storia come Re Ennas l’Indomito, nasce dal sogno di un guerriero senza nome, pochi anni dopo la creazione di Erellont. Primo del suo popolo, iniziò la costruzione del villaggio di Ennas, da solo trasportando pietre e tronchi in grossi carri. Guerriero forte e coraggioso, era lo sposo di Livia, colui che, secondo i racconti , perorò la sua causa ai piedi di San Michele, sceso dal Paradiso per sfidare la figlia di Caos.
Morì per mano di Ixo, sotto gli occhi della moglie, e la ciocca di capelli bianchi nella sua bellissima chioma, fu causata dal dolore di vederlo cadere per mano del fratello. Rimane solo la statua di Re Ennas,nel centro della distrutta cittadina, che porta il suo nome.
Le sue spoglie riposano nel Santuario del Sole, nella stanza accanto dove è deposto il corpo di Livia; eppure nelle notti di luna piena, alcuni sono certi di aver visto un leone bianco vagare per il Bosco delle Fate, in cerca di nemici da abbattere.
Eri, il Guardiano di Erellont
«Questo è il mio posto, sono nato per questo. Proteggere Erellont
e la gente che la abita. Chi può vantare un lavoro migliore?
Proteggere i sogni che non vogliono morire e la loro patria.» -cit di Eri.-
Data di nascita : sconosciuta
Data di morte: 16 luglio 1930
Altezza: 178 cm
Peso: 68 kg
Capelli: Neri
Occhi : Blue
Allineamento: Legale Buono
Status: Deceduto
Città: Roel
Storia: La storia del Guardiano di Erellont è fra le più tristi del Regno. Guerriero imbattuto sul campo di battaglia, muore durante l'invasione di Erellont per mano del fratello minore, Finegar che lo avvelena. Dall'unica lacrima che si concede prima di morire, nascono i fiori del sospiro, i fiori più diffusi ad Erellont.
Non si sa molto sul conto di Eri, a parte che era un abitante di Roel e che ha visto la luce nel mondo di Erellont pochi minuti prima di Finegar, probabilmente sognati dalla stessa persona.
Era sposato con Seria, e da lei aveva due figli, morti entrambi nel massacro di Roel e tornati in vita.
Seria di Ennas, la Custode delle Porte
«Non provo alcun rispetto per una donna incapace di brandire una spada
e di morire accanto al proprio uomo...Che muoia pure questa donnetta e ci liberi
dal suo continuo lagnarsi.» -cit di Seria.-
Data di nascita : 2 agosto 1312
Data di morte://
Altezza: 175 cm
Peso: 65 kg
Capelli: Neri
Occhi : Blu
Allineamento: Caotico buono
Status: in vita
Forma animale: Pantera
Città: Ennas
Storia: La storia di Seria è quella di una vedova di guerra, che non si è rassegnata all’ idea di portare semplicemente il lutto per la morte del marito. Sposa di Eri, Guardiano dei Cancelli di Erellont e guerriera conosciuta in tutto il Regno per il suo coraggio e la sua forza, dopo essere sopravvissuta allo sterminio dei guerrieri di Ennas, ha deciso di onorare suo marito, ucciso con l’inganno, proteggendo i Cancelli del Guardiano al suo posto. Grazie ad una Benedizione di Livia, nessun un uomo è in grado di batterla o usarle violenza di sorta.
A lei è ispirata la figura di dama Éowyn di Rohan dell’ opera di Tolkien.
Moki Moki, il Coniglio dei Sogni
«Questo è il mio Purgatorio.» -cit di Moki Moki.-
Vero nome: Maurice "Mous" Bauden
Data di nascita : 11 maggio 1000
Data di morte:
Altezza: 190 cm
Peso: 77 kg
Capelli: Biondo Castano
Occhi : Blu
Forma animale: Conigio antropomorfo
Allineamento: Legale Buono
Status: In vita
Storia: Esiste un uomo intrappolato nei sogni. Potente stregone in passato, ora è il Custode dei sogni dei bambini, condannato ad essere dimenticato da essi, una volta diventati adulti.
La storia di Mous è la storia di un uomo perdutosi per troppo amore: incapace di frenare l'avanzata del fratello maggiore, stregone malvagio ogni oltre misura, è stato condannato dalla sua Congrega ad un esilio negli Inferi. Salvato da Livia, colpita dal suo buon cuore, è stato condotto ad Erellont dove la Dama, non solo ha mitigato leggermente la condanna, infertagli dalla sua Congrega, ma gli ha dato anche il potere di potersi scomporre in milioni di echi per allietare i sogni dei bambini.
Ha iniziato così a vestire i panni del Coniglio con l'orologio, visto da Lewis Carroll durante l'infanzia e poi riportato nella favola di 'Alice nel paese delle Meraviglie'. Mous è alla ricerca continua dell'unica bambina che, a differenza degli altri, una volta cresciuta non lo dimenticherà e continuerà a cercarlo nei sogni.
Sìneag, la piccola Signora dei Libri
«Un mondo senza libri è un mondo vuoto.» -cit di Sìneag.-
Data di nascita : 11 maggio 1589
Data di morte:
Altezza: 170 cm
Peso: 60 kg
Capelli: Biondi
Occhi : Azzurri
Allineamento: Caotico buono
Status: In vita
Storia: Nella città di Roel, i Mott, erano considerati la famiglia più saggia di tutte. Poco portati per la guerra, erano riusciti a ritagliare il loro spazio nel villaggio come medici, insegnanti, studiosi e artisti. L’unica eccezione era Sìneag Mott. Dotata di un potenziale magico equiparabile a quello di Mous, fu quasi fatta arruolare a forza nell’Esercito dei Sogni. Prese la Cappa Azzurra, e nel corso degli anni, partecipò a tutte le battaglie dell’Esercito dei Sogni. Molti la chiesero in moglie, ma i Mott non potevano sopportare che fosse rinchiusa in una casa costretta a percorrere infinite volte la strada dalla cucina alla sala del parto, e rifiutarono tutti i suoi pretendenti. Durante la distruzione di Roel, Sin , come veniva comunemente chiamata, fu uccisa da Finegar. Accorsa in difesa della cittadinanza, di fronte all’amata guida, perse tutto il suo coraggio. Non riuscì a evocare i suoi poteri, e morì con una spada conficcata nel petto, guardando negli occhi la persona che, fino a quella mattina, aveva considerato come la migliore di tutta Erellont. Una volta risorta, stordita da quanto successo, il suo unico pensiero non fu di mettersi in salvo, ma di trascinarsi fino alla biblioteca di famiglia. Tutti i Mott erano scappati e così, per evitare che tutto quel sapere andasse distrutto, decise di rimanere a Roel da sola. Unica custode della biblioteca di Roel, la più grande biblioteca del regno, rifiutò ogni tentativo di amici e famigliari di portarla sulla terra. Sola, nella sua abitazione, Sìn iniziò a scrutare la vita della sua famiglia attraverso gli specchi, i suoi poteri le permettevano brevi apparizioni, ma solo una persona riusciva sempre ad accorgersi di lei. Wilfred, il suo pronipotino.
Fu il bambino, poco più che quattrenne a chiederle se fosse Clarice, l’eroina del suo libro preferito. Dopo un secondo di sorpresa, Sìneag si ritrovo ad annuire senza , e da quel giorno, ogni volta che riusciva a manifestarsi a Wilfred, continuava a presentarsi come Clarice Cooper. Smise durante il periodo della giovinezza del ragazzo, per evitargli problemi, Wilfred la dimenticò, così, quando comparve per salvarlo da un demone, Sìneag si ritrovò di nuovo a dire.
-Mi chiamo Clarice, sono qui per aiutarti.-
Finebar Sinclair, il Guardiano delle Tombe
«Li ho visti morire, uno dopo l'altro, e per quanto abbia desiderato seguirli, una parte di me non ha fatto altro che combattere la morte fino a trascinarmi fuori da quell'arena. Non so cosa ci sia di sbagliato in me. Per questo sono qui, sto cercando di capirlo sorvegliando le loro tombe» -cit di Finebar.-
Data di nascita : 11 aprile 1719
Data di morte:
Altezza: 190 cm
Peso: 80 kg
Capelli: Castani
Occhi : Azzurri
Allineamento: Caotico buono
Status: In vita
Città: Roel
Storia: La storia del Guardiano delle Tombe è una storia comune a molti degli abitanti di Roel. Nato da una famiglia di guerrieri, Finebar –chiamato così in onore di Finegar, l’Eroe della città- nasce morto a seguito di una maledizione ai danni della madre, Emera. Rianimato da Livia, presente al parto, viene destinato subito alla carriera militare. Guerriero di enorme talento, a soli ventidue anni, diventa Primo Capitano dell’ Esercito di Erellont. Muore come gli altri nell’ imboscata ordita Finegar, ma a differenza di molti suo concittadini, non riesce a scappare, una volta riportato in vita.
Viene catturato e condotto a Biriam dove, nell’ arena, combatte per la sua vita. Riesce a vincere i tre scontri per ottenere la libertà, ma non a salvare il padre e lo sposo che muoiono, sotto ai suoi occhi. Marchiato come vincitore dell’Arena, viene liberato e portando a braccia i cadaveri dei familiari, torna a Roel.
Vive ancora lì in compagnia di Sìneag, l’altra Roelliana rimasta nel città.
Pandora, la Speranza dell'Umanità.
«La Speranza è il rischio da correre. È il più folle, azzardato e meraviglioso
rischio che si decida di correre.» cit. Pandora.
Data di nascita: si pensa attorno ai duemilasettecento anni fa, nell'isola di Zante.
Data di morte: si stima duemiladuecento anni fa, nei pressi di Babilonia.
Altezza: 1.56 m.
Peso: 41 kg.
Capelli: riccioli neri.
Occhi: neri.
Allineamento: Neutrale Buono.
Status: Deceduta.
Storia: La prima donna scelta da San Raffaele, Arcangelo per portare nel mondo la speranza, per rintracciare quelle anime Beate, che possono cambiare il corso degli eventi con il coraggio della bontà.
Pandora non ha mai avuto vita facile, sposata ad Epimeteo ha goduto di anni sereni, benché non fosse in grado di concepire, accolsero e crebbero come propria un'orfana, Pirra.
I decenni trascorrevano, Epimeteo invecchiava, Pirra era già madre e Pandora appariva inalterata, bellissima come il giorno delle sue nozze. Alla gente non piace che qualcosa di misterioso viva accanto a loro; una notte, trascinarono Pandora fuori dalla propria casa, venne colpita con sassi, cocci di vasi, pezzi di legno e poi bruciarono l'abitazione con Epimeteo moribondo, insieme ai servitori di famiglia.
Pandora non morì, perché Raffaele discese sulla Terra, sanata ogni sua ferita, si accertò che Epimeteo non cadesse negli Inferi, quindi le consigliò di spostarsi altrove, insieme agli altri Elpìs, perché non sarebbe invecchiata e sempre avrebbe risvegliato invidia nei cuori corrotti.
Pandora, straziata, obbedì e con gli Elpìs sopravvissuti si mise in cammino. Erano prede dei Demoni, che violavano le donne per farle concepire, che torturavano ed uccidevano gli uomini, ma lei resistette, combatté e scacciò Demoni, venne ferita, venne ridotta in fin di vita, ancor peggio, diede esequie funebri ai suoi fratelli, ma proseguì lungo la sua strada.
Raggiunse Erellont, addormentandosi sotto un ulivo, trovò ad accoglierla creature straordinarie.
La Dama dei Sogni, allora, offrì ristoro a Pandora, ai suoi Elpìs ed ella accettò, ma la gratitudine la portò a filare un mantello splendido e prezioso per Livia e, con l'aiuto dei fratelli, confezionò il fodero di una spada, rosso e dorato come fiamma con rubini scintillanti per Ennnas. I due furono colpiti da tale generosità, perché gli Elpìs davano tutto ciò che non erano a loro indispensabile.
Una mattina, mentre Pandora lasciava il Regno dei Sogni per andare sulla Terra, Livia la udì parlare.
«Chi si vede!» parlò con la sua pacifica serenità: «Verrò con te, ma tieni la mia mano stretta: ora, scopro la paura.» Pandora si rivolse così ad Azrael, giunta a prelevarla ed Azrael l'avvolse in un abbraccio, così che non vedesse le sue spoglie mortali.
Livia accorse, indecisa se piangere l’ amica o rallegrarsi all'idea che avesse raggiunto la pace. Decise di tenere le spoglie nel Regno di Erellont e di officiare un funerale degno della Speranza dell'Umanità.
La maggior parte delle persone, comunque, fu rattristata enormemente la perdita di Pandora. Il rito si svolse a Roel, fu accompagnato dal coro degli Angeli in Forma Eterea, da tanti Elpìs da lei istruiti, da guerrieri indomiti ed artisti, da Ennasiani, Roelliani, giunsero le Muse, che gettarono sulla pira, una ciocca dei loro capelli, arrivarono i Maridi con una corona di perle e di corallo con cui cingerle il capo, il Piccolo Popolo la omaggiò con canti degli Elfi, le Fate cosparsero il suo corpo di fiori, i Nani le diedero un anello, la cui gemma splendeva quanto una stella, gli Animali la vegliarono silenziosi, mentre Winny, fra le braccia di Ennas, non frenava il pianto.
Il fuoco lambì le spoglie di Pandora, una fresca brezza le disperse per il Regno, impregnando nel suolo, la Speranza stessa di Pandora.
Lo Spirito raggiunse la Cerchia dei Beati.
La fine di Livia e di Ennas, sconvolse Pandora, che decise di tornare a Erellont per fare ciò sapeva: portare la speranza nel futuro e nel prossimo, la dolcezza di un sorriso sincero, il calore di un gesto altruistico; Pandora è una confidente discreta, un’ amica leale e ha sviluppato capacità più che notevoli, poste alla sicurezza del Regno.
Eunice, Principessa dei Maridi.
«La vita ti colpirà duramente. La realtà ti calpesterà. Alzati, ogni volta, ritorna a sorridere,
a dare consigli con mitezza, dona la tua speranza al mondo; perché se il tuo cuore sarà divenuto una pietra, resterai un miserabile che striscia nel fango.» -cit. Eunice-
Data di nascita: Sconosciuta.
Data di morte: //
Altezza: 1.66 m
Peso: 51 kg.
Capelli: castani.
Occhi: castani.
Status: Viva.
Allineamento: Neutrale Buono.
Storia: Nata dall’unione di Poseidone ed Amphritite, la principessa Eunice ha la stessa natura divina dei fratelli e delle sorelle, con i quali è vissuta serenamente per molti secoli. L’arrivo nel Regno di Erellont è stato una piacevole novità per la sirena, che imparò ad apprezzare la terra ferma, i suoi abitanti, sino a stringere amicizia con i terrestri.
Abituata ad essere in compagnia dei suoi parenti, in un luogo sicuro, si lasciò trasportare dalla sua vivace curiosità, accompagnata da Liriope, più consapevole e matura, rispetto all’ingenua freschezza di Eunice.
Le due sorelle erano unite da un affetto profondo, dalla passione per il Sapere, per l’Arte; Liriope era nota per le splendide statue che plasmava, mentre Eunice amava i colori e si dilettava nel dipingere le vetrate della reggia, oppure nel leggere, la sua voce era apprezzata da tutta la Corte dei Maridi.
I giorni felici passarono fra piccole avventure, incursioni segrete, chiacchiere ed un calore sincero, che Eunice credeva appartenesse all’intera famiglia.
Il Demone dell’Incubo, però, ebbe modo di ammirare la bellezza, la sapienza, la purezza di Liriope, volle un erede dal suo grembo. Non accettò alcun patto, Poseidone ottenne un’unica udienza, al suo ritornò, abbracciò Liriope, prima di dirle la verità: se non avesse giaciuto con Ixo, questi avrebbe scatenato la sua ira sui Maridi, le vittime sarebbero state molte, troppe perché il dio si alzasse con una risposta. La principessa, per amore del popolo, annuì.
La figlia di una divinità, comunque, non si sottomette con facilità e quando, Eunice fu svegliata da Liriope, che abbisognava del suo aiuto per la preparazione dell’anticoncezionale, non si mostrò sorpresa.
Ingannare un Demone, però, è un gioco pericoloso.
Liriope pagò il suo affronto, concepì e la sola che riuscì a raggiungerla, ogni giorno, fu Eunice che tentò di rincuorare la sorella, ignara dei disegni paterni.
Poseidone ed i suoi figli arrivarono nella stanza di Liriope, seguiti da Eunice, strapparono i gemelli dal ventre della madre, mentre ella non poteva che implorare il padre, Eunice si pose innanzi a lui, che aveva i piccoli fra le braccia.
«Padre, mio Signore, mio divino sovrano.» disse senza una lacrima. «C’è stata tanta sofferenza, domando clemenza per mia sorella e la sua prole.»
Poseidone spiegò che non poteva accordare alcuna misericordia, ma lei doveva capire i doveri a cui è chiamato un re, un dio ed un padre. Cercò di scansarla, ma Eunice non si mosse, nonostante le parole di Liriope.
«Non potete farlo.» provò a lanciarsi sui bimbi, ma il padre la spinse sul pavimento, dove Eunice vide il viso stravolto di Liriope. «Non un padre agisce così.» affermò con rabbia.
Tritone ed Elasippo sollevarono Liriope, riportandola nei suoi appartamenti e Poseidone, furioso, scagliò il suo tridente contro la figlia. Eunice sarebbe rimasta ferita, persino uccisa, se Taras, non si fosse posto a scudo della sorella mentre mentre Erofilo e Crisaone quietavano il padre. Taras condusse Eunice nella sua stanza, lontana dal dio, che presto ridimensionò la sua ira.
Egli emanò un editto per punire la condotta della principessa: Eunice non avrebbe avuto un consorte, le era inibito rivolgersi a Poseidone e mai sarebbe stata sulla terra ferma.
Nell'udire l'ultima parte, la fanciulla tremò, perché da anni, il suo cuore era devoto ad Elinath, guerriero Ennasiano e questi, benché ne fosse perdutamente innamorato, non aveva osato chiedere la mano di una principessa. Eunice aveva donato una mezza conchiglia bianca ad Elinath, nella sua anima, era già la sua sposa.
Liriope era la sola a conoscenza del segreto, sapeva che l'editto avrebbe impedito ai due innamorati d'incontrarsi, si recò da Eunice, quindi, decisa ad aiutarla in qualsiasi modo, a qualsiasi prezzo e la trovò intenta a scrivere una lettera ad Elinath.
«Che cosa farai, sorella mia?» domandò Liriope.
Eunice sorride: «Vivrò, come vivrai tu. L’ingiustizia di nostro padre dovrà essere cancellata. Abbi fiducia e abbi speranza, il momento giusto arriverà.» rispose, ma su di sé non parlò; al tramonto, consegnò la missiva a Mous e questi capì.
Un Gufo Reale volteggiò spesso sul mare, a tratti si scorgeva una bianca mano tendere le dita per sfiorarne le piume, prima di svanire fra le onde.
Elinath ed Eunice non si videro più; il soldato che osò sfidare la Mano del Sole, fu ucciso; aveva indosso mezza conchiglia bianca e l'ultima parola dalle sue labbra fu il nome dell'unica amata.
La principessa, dalla sua reggia, udì quel sussurro nel suo cuore, emise un terribile grido che raggiunse il Santuario del Sole.
In seguito, Eunice agevolò Liriope, coprendone le fughe, andando a trovarla per confortarla; ogni quindici giorno, Taras iniziò a consegnare un libro al giovanissimo Sillia; non era incartato, non conteneva una dedica, né vi era un biglietto, ma si trattava del dono di una zia premurosa, sicura che attraverso il Sapere, la mente e l'anima del nipote si sarebbero aperte ed illuminate sino a condurlo alla salvezza.
La sua Sorella della Superficie è Belle.