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Eoghan Bridge
FUNAMBOLICA-MENTE "Le parole, il lavoro, i progetti, il successo, i viaggi… niente basta a stare in equilibrio, né serve andare in fretta. I bravi funamboli non poggiano il piede di colpo, ma prima la punta, poi la pianta e infine il tallone. Con la lentezza scoprono ciò che appartiene a loro. Solo così il passo diventa leggero e la camminata danza." Alessandro D'Avenia, Cose che nessuno sa
Quando per stare al sole devi essere creativo! 😎😂😂 #momoforever #caneequilibrista #equilibrismi #propriocezione #12annienonsentirli #seniorunacippa #smartdog #blitzdansmavie #nilomonamour #blackfamily #fatherandson #whoswho #italiangreyhound #sighthoundsofinstagram #picoftheday #instadog #dogstagram #sunnyday #winterinitaly #conteovunque #lacasadeiconti #livinglucca https://www.instagram.com/p/CppcG86osNH/?igshid=NGJjMDIxMWI=
Playing jenga on the rooftop. What's the tallest skyscraper now? (And there wasn't any glass between us and the precipice btw). #vertigo #jenga #bangkok #equilibrismi #concentration #playing #thailand #summer2017 #summer #vacation #skyline #rooftop #skycraper (presso Hotel Muse, Bangkok)
LUNEDI’... “che s’ha da fa’ pe’ campà”
Introduzione.
Una giornata limpida. Due ruote. Una strada da percorrere centimetro per centimetro con il vento in faccia e il sole sulle spalle. Il terreno che scivola sotto i piedi e una sensazione di piccola libertà che scorre nelle vene. Le mani che lasciano piano il manubrio e si alzano al cielo, mentre la bicicletta va avanti, piccolo prodigio dell'equilibrio instabile umano.
Questi cinque anni sono stati così.
Una giornata limpida da assaporare sopra due ruote, con i giorni che scorrono velocemente sotto i piedi e con tanti piccoli equilibri instabili a scandire le altrettante cadute. Mi sono ritrovata a cercare l'equilibrio con costanza e ne ho gustato la sottile perfezione, finendo per elogiarne la consistenza leggera e l'infima caducità.
L'ho trovato in tante cose: in attimi passeggeri, nell'armonia di un verso di Catullo, o nella particolare conformazione di una molecola apolare. L'ho sperimentato, l'ho calcolato, ne ho studiato le caratteristiche fisiche e meccaniche. Mi sono meravigliata di fronte alla spinta di Archimede e all'equilibrio dei fluidi, ho studiato ammirata l'equilibrio fra Es e Io teorizzato da Freud, ho visto scorrere tra le pagine del libro di storia la ricerca di un equilibrio difficile durante gli anni pieni di tensioni della Guerra Fredda. Ho capito le storie di chi l'equilibrio l'ha rotto, senza poter più tornare indietro se non ricercandone uno nuovo.
Mentre facevo tutto ciò, ho continuato a crescere. Ho visto nuovi posti, ho incontrato persone, ho cercato me e il mio modo particolare di vedere le cose. Tantissime volte ho perso l'equilibrio, ma non ho mai rinunciato alla sua ricerca, sebbene difficile e senza garanzie.
Lo devo a chi, come me, della ricerca dell'equilibrio ha fatto una ragione di vita: scienziati, filosofi, scrittori, artisti, matematici, studiosi che non hanno mai smesso di interrogarsi sull'enorme bilancia che è la vita.
Tenendo sempre presente che, come sosteneva Albert Einstein, "La vita è come una bicicletta: devi andare avanti per mantenere l'equilibrio".
L'equilibrista è o un matto o una persona che ha completamente fiducia in se stesso. Lui affronta la vita su di un fune, sospeso in aria senza punti di appoggio salvo la sua fortezza. Percorre piccoli passi, cercando in ognuno di questi la stabilità, la certezza e la chiarezza dei movimenti. L'equilibrista sente il vuoto intorno a sè e l'unico modo che ha per sopravvivere è andare avanti. Non può voltarsi indietro perché perderebbe l'equilibrio e non può guardare in basso perché avrebbe le vertigini e cadrebbe. Sa di essere solo. Può solo guardare avanti a testa alta, cosciente che quella fune ha una fine e che arriverà a breve alla base. Lì troverà le persone che lo hanno incitato ed incoraggiato a fare questo percorso; potrà finalmente abbracciarle cosciente di avere affrontato se stesso, la vita e di esserne uscito vincitore. Dalla base potrà finalmente guardarsi indietro e vedere il vuoto che ha superato e prendere coscienza dell'altezza che ha vissuto. Da lì potrà guardarsi indietro e vedere le persone che gli hanno fatto cominciare questo percorso; mostrargli che finalmente ha raggiunto una base solida e forte di questa conquista potrà scegliere cosa volere nella vita, perché sa bene chi è e che cosa è diventato. L'equilibrista vive ogni attimo del suo percorso senza lasciare nessun passo al caso, vivendo questo percorso come l'ostacolo più grande, certo della sua forza e del suo coraggio, consapevole che l'unico modo per raggiungere la stabilità è passare per questa fune; sua croce e sua delizia.
Luca Angelici, Racconti
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